venerdì 20 settembre 2019

I Paesi Bassi alle prese con un brusco risveglio: siamo un narcostato.

Fare le Cassandre non è mai pagante ma almeno qualche riflessione la si può snocciolare non per gusto quanto piuttosto per umile buon senso.

Umiltà e buon senso che mancano a coloro i quali in Europa, pontificando sulle disgrazie e mancanze altrui, si sono sempre eretti a custodi della giustizia e delle migliori politiche anticrimine.

Lo impararono a loro spese i tedeschi ai tempi della strage di Duisburg che hanno continuato ad apprendere lezioni con gli attentati terroristici di matrice fondamentalista-islamista. I francesi dal canto loro hanno ben chiaro cosa sia il crimine organizzato ed il terrorismo essendo un Paese coloniale e d’immigrazione.

L’Olanda,  al contrario, si atteggiava a candida e pura anima fiera delle proprie politiche di gestione dell’immigrazione e anticrimine. 

Partendo dal dato di fatto che i porti olandesi da tempo immemore rivestono un ruolo di primaria importanza nella interconnessione dei traffici di droghe, nessuna esclusa, a livello mondiale, avrebbero dovuto prestare attenzione agli avvertimenti che dai vari consessi internazionali finalizzati a modificare direttamente l’approccio anticrimine ma soprattutto quello all’immigrazione.


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