mercoledì 7 novembre 2018

Il Giro dell'Italia spezzata: una sgambata ragioniere Ugo Fantozzi?

Il Giro d’Italia 2019 sarà all’insegna dell’equilibrio tra cronometro e montagne. Sulla carta sembrano predominare le salite, alcune inedite, altre dei mostri sacri come il Gavia e il Mortirolo, ma le prove contro il tempo aprono e chiudono i giochi. E a metà del cammino c’è la Riccione-San Marino (RSM) che non favorisce gli specialisti. Chi saranno i campioni più adatti a questo tracciato? 

Questa è la presentazione ufficiale del percorso del Giro d'Italia 2019, che potete trovare sul sito ufficiale dell'evento; e questa è l'immagine del percorso.

Il giro d'Italia, stando alla sua stessa inequivocabile definizione, deve, o dovrebbe, fare il giro del Paese; dovrebbe toccare tutte le regioni che compongono il puzzle Italia.

Ma allora non capisco: perchè dopo la fantosiosa partenza da Gerusalemme dello scorso anno quello prossimo è stato concepito  come il giro di mezza Italia con puntata affatto casuale, ma senz'altro molto commerciale,  a san Giovanni Rotondo dal povero  Padre Pio?

Perchè estromettere una considerevole porzione del Paese da questo evento?

Non abbiamo difronte una porzione di territorio secessionista, ma forse abbiamo un planning di costi e ricavi che, incluedendo il resto del sud d'Italia finirebbe in passivo.

Eppure, il Giro in maglia rosa è stato anche, e  per fortuna, molto altro. Nel 1948, la giovanissima Italia repubblicana è stata ad un passo dalla guerra civile; si è rischiato il ritono alle armi in piazza a seguito dell'attentato subito dal migliore Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista Italiano. La leggenda vuole che gli animi si calmarono grazie alla sfida, una delle tante, tra i campionissimi dell'epoca Coppi e Bartali proprio per l'epilogo di quel Giro d'Italia ciclistico.

Quello era un Giro d'Italia che univa, questo del 2019, è un giro di un'Italia già divisa.

Lo avevano già sancito le recenti elezioni politiche in maniera plastica; lo conferma anche l'interesse economico-sportivo che, per inciso, un inchino, comunque a San Giovanni Rotondo lo farà per evidente devozione.

Lo Stato, quando c'è serve anche a questo, a tutelare il proprio interesse nazionale, ovvero il superiore interesse sul particolare; esistono benefici che superano il mero conto economico e rientrano nel bene primario collettivo dell'integrità dello Stato; ma evidentemente questo bene primario comune qualcuno non lo ritiene più tale.

Segno dei tempi che cambiano.

L'Italia, la Patria, la Nazione, ormai non esiste se non come sfondo a vuote cerimonie commemorative, lugubri manifestazioni di un credo ormai dissolutosi lentamente nell'oblio della nostra memoria.



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