mercoledì 24 ottobre 2018

Omini verdi e bande di motociclisti: sempre più ibrida la minaccia.

Chi si ricorda degli omini verdi che apparvero quali difensori della minoranza russa in Crimea?
Costoro apparve subito chiaro, rispondevano ad un'organizzazione paramilitare che agiva seguendo le indicazioni tattiche russe sulla gestione dei territori.

Nulla di nuovo, ancora una volta, sotto questo cielo; gli statunitensi hanno usato lo stesso mezzo nei teatri di guerra in cui sono stati coinvolti nel recente passato rispondendo a due esigenze: una di carattere economico ed una di natura squisitamente politica. La prima ha ragione d'essere in relazione al costo decisamente più contenuto dell'affitto di un contingente di mercenari piuttosto che l'impegno sul terreno di forze militari convenzionali; la seconda dovendo e così potendo mettere una certa distanza tra queste forze e le proprie responsabilità dirette.

Nel tempo della Prima guerra mondiale permanente e della Minaccia Ibrida il ricorso a qualsiasi mezzo, lecito e/o illecito, per l'affermazione in campo internazionale dei propri interessi nazionali è irrinunciabile; l'etica è messa al bando. Il mondo è caratterizzato da una serie spaventosa di conflitti che, tuttavia, nessuno ha mai formalmente dichiarato. 

L'ultima novità, per i non addetti ai lavori, è il ricorso, per come denunciato da alcuni media internazionali, da parte della Russia alle bande di motociclisti quale cavallo di Troia in Europa.

Rammento come nelle principali sedi istituzionali deputate alla sicurezza la percezione di questo fenomeno, dai contorni criminali ben accertati a livello internazionale, è sempre stata caratterizzata da una spocchiosa superficialità. 

Eppure, l'Ufficio Europeo di Polizia EUROPOL sin dal 2012 aveva avviato uno specifico file di analisi sul tema, il Project Monitor, segnalando che: "... le bande di motociclisti fuorilegge sono considerate una minaccia nazionale e una priorità in 17 Stati membri e 6 Paesi partner ...".

Ovviamente mi rendo perfettamente conto della lontananza culturale del fenomeno delle bande di motociclisti rispetto nostra esperienza diretta, ma questo dimostra ancora una volta la miopia strutturale verso un approccio analitico e sistemico rispetto alle minacce esterne. Corollario di questa mancanza sistemica è il colpevole ricorso alle legislazioni di emergenza: chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati.

Il quotidiano Libero pubblica un articolo sul tema riprendendo l'ultimo numero della pubblicazione edita dal think thank statunitense Foreign Affairs che, in un articolo dal titolo If You Want Peace, Prepare for Nuclear War, tra l'altro,  evidenza alcune delle tattiche a cui si ritiene faccia ricorso la Russia per fronteggiare le minacce a cui si sente esposta. 

La preoccupazione, secondo l'influente pubblicazione è che la Russia, nello sfidare la NATO, possa:  "...schierare piccoli uomini verdi - soldati o agenti dell'intelligence in incognito o uniformi non segnate - in Polonia o nei Paesi baltici nel tentativo di seminare confusione e formare opinioni a favore di Mosca, come in Crimea in 2014 ...".

Ecco quindi come i piccoli uomini verdi, come per altro gli appartenenti alle bande dei motociclisti, rappresentino uno dei potenziali strumenti tattici rientranti nell'ambito della Minaccia Ibrida. 

Dobbiamo entrare nell'ottica, ed assumere un conseguente abito mentale, che la minaccia alla sicurezza interna del nostro Paese, ha assunto, ed assumerà sempre di più nell'immediato futuro, caratteristiche a noi sconosciute tanto da far persino sorridere ad un primo impatto.




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