mercoledì 29 agosto 2018

Come spiegare ai ragazzi il loro valore umano quale capitale di avviamento del futuro



Decido di scrivere queste riflessioni nella speranza di dire banalità, nella certezza di colpire la sensibilità di chi leggerà e soprattutto nella speranza di essere in errore.

Parlando con i miei ragazzi, figli, nipoti e aggiunti, mi sono reso conto di un dato sconcertante: hanno i piedi e la testa nel passato essendo legati a dinamiche di approccio alla vita, alla rispettiva idea di futuro, totalmente fuorvianti.

La prima considerazione che è balzata alla mente è ovviamente la chiara sensazione che la maggior parte dei ragazzi non ha alcuna fiducia nel futuro. Mi sono chiesto perché. Semplice sono delusi dalle aspettative che la mia generazione, e la relativa società, ha loro volontariamente ed involontariamente  suggerito attraverso la formazione scolastica.

Si è creato quindi questo cortocircuito: 
io studio, mi diplomo, mi laureo nella speranza di trovare un futuro impiego, mettere casomai su famiglia, godermi la vita e magari prendere una pensione che mi assicuri la vecchiaia.

Sono inorridito dalla abbacinante evidenza di questo corto circuito e mi sono chiesto, assolvendomi, quanta colpa diretta avessi io nell’aver eventualmente alimentato questa convinzione più o meno consapevole da parte, in particolare dei miei ragazzi.

Tuttavia anche la loro esperienza mi ha dimostrato che anche inconsapevolmente  sono (erano) prigionieri di questa dinamica.

Nel determinato tentativo di aprire loro gli occhi ho cercato disperatamente di renderli consapevoli di un dato di fondo: ciascuno di loro, di tutti loro, possiede in sé un capitale umano che rappresenta la più importante fonte d’investimento a loro disposizione.

La laurea, il posto fisso e la pensione appartengono ormai al ventesimo secolo e ad una minoranza che, in quanto baciata dalla fortuna (di famiglia) non può rappresentare il faro nella notte; non per la stragrande maggioranza dei ragazzi.

Ed allora è chiaro che per curare almeno un paio di generazioni contemporanee e quelle a venire è decisivo dire loro: 
ragazzi miei oggi voi siete gli unici imprenditori di voi stessi; fate impresa di voi stessi investendo il vostro capitale umano che nessuno può togliervi mettendolo a disposizione di qualsiasi cosa vi appassioni. Non importa cosa.

La rete web, che ha il potenziale intrinseco pari alla prima rivoluzione industriale, può e deve rappresentare lo strumento a cui i giovani devono fare riferimento così come il contadino alla vanga o il letterato alla penna.

I giovani devono solo stare molto attenti a chi, al contrario, tende a trattarli come bamboccioni incapaci e frustrati perchè questo è lo scopo di fondo della società contemporanea: distruggere quello che una volta era il ceto medio che sull’assioma sopra esposto si era costruito ed aveva proliferato.

Il valore umano è un capitale che possiamo apprezzare o svalutare a seconda di quanto crediamo in esso.

La mia personale battaglia, nella più ampia guerra alla contingenza storica, da ieri ha quest’obbiettivo: far apprezzare quel capitale iniziale che i nostri ragazzi hanno a disposizione in tanto in quanto esseri umani. 

Soluzione: individuare la propria passione profonda e trovare il modo di renderla un valore attraverso gli strumenti della rete.

Più facile a farsi che a dirsi: provate e perseverate.

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