domenica 1 luglio 2018

Il potere ciclico e i servitori infedeli dello Stato.



Ansa, 1 luglio ore 07:40: Uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana" con protagonisti uomini dello istituzioni. La corte d'assise di Caltanissetta che 14 mesi fa concluse l'ultimo processo sulla strage di via d'Amelio non fa sconti. E in una motivazione lunga 1865 pagine, depositata nel tardo pomeriggio di sabato, punta il dito contro i servitori infedeli dello Stato che imbeccarono piccoli criminali, assurti a gole profonde di Cosa nostra, costruendo una falsa verità sugli autori dell'attentato al giudice Borsellino.

Uno dei più gravi depistaggi ... una frase che deve essere analizzata de-contestualizzandola dai fatti in argomento: 
servitori dello STATO infedeli che imbeccarono piccoli criminali.

Trattative e depistaggi, non episodici ma sistemici nella storia del nostro Paese, non rappresentano l'operato di semplici servitori infedeli ma quello strutturato di forze di potere in grado di interporsi nel normale rapporto tra istituzioni e cittadini nel processo democratico dell'applicazione del patto sociale che sostiene la convivenza civile. 

In questo frangente storico si deve rilevare, con ovvio piacere e interesse, una montante ondata di apertura degli armadi che custodiscono se non le prove quantomeno chiari indizi di come queste forze di potere hanno operato nel corso degli ultimi decenni in Italia; questo fenomeno è assolutamente trasversale ai fatti di natura politica come a quelli mafiosi a conferma del fatto che fanno parte di un unico ecosistema putrido e maleodorante.

Il momento è propizio per comprendere queste dinamiche di potere che tuttavia sono ormai superate avendo raggiunto gli effetti voluti da chi le ha, a suo tempo, pensate e messe in atto. 

Ma attenzione, si tratta di fenomeni ciclici  di emersione dei responsabili di basso profilo, i servitori infedeli dello Stato, che hanno lo scopo di creare indignazione distogliendo l'attenzione dai fatti contemporanei. 

Il potere si esercita per cicli; ogni ciclo ha una sua fisiologica durata e quindi deve essere accompagnato alla sua fine creando in anticipo i presupposti per un nuovo e differente ciclo di potere.

Ogni ciclo ha in sé stesso una parte di DNA che consegna a quello successivo e che su di esso si struttura con i necessari adattamenti alla nuova fase congiunturale politica economica ed internazionale.

La stagione delle stragi del 1992/1993 è figlia di quei cicli di potere che l'hanno preceduta, ed a sua volta è madre di quanto è accaduto successivamente in Italia fino all'incirca al 2011.

Dovere di chi studia questi fenomeni è l'individuazione e comprensione di quelle porzioni di DNA che i cicli di potere trasmettono alle proprie germinazioni.

In tutto questo svolgersi storico è chiaro che l'unico assente è lo Stato ed è da questo che bisogna ripartire dando una nuova forza ad un patto sociale condiviso che superi, dopo averla compresa, la nostra storia sotterranea.

Ho scelto questa fotografia perchè ritrae, accanto ad un giovane Paolo Borsellino, il magistrato Rocco Chinnici che è stato l'apripista del pool antimafia  a dimostrazione che i cicli di potere portano con se anche gli anticorpi, ma che fino ad oggi questi non hanno sconfitto la malattia perchè il corpo stesso è malato.




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