domenica 8 luglio 2018

Processi migratori e minaccia ibrida: difendere l'Italia dalle influenze esterne.


Il Nuovo Ordine Mondiale è di là da essere definito, ma già se ne intravedono, grosso modo, gli elementi cardine e gli attori principali: trasversalità fluida economica e finanziaria, primato degli Stati/Imperi nazionali USA e Cina. 

Il contesto mondiale è caratterizzato da un’estrema volatilità che non sembra, allo stato e a breve, destinata a cristallizzarsi in schemi definiti e tantomeno preordinati.

L’Italia si trova coinvolta in processi continentali di rimodulazione di assetti di potere  che richiedono una prioritaria ridefinizione del concetto stesso di nazione italiana. 

Ricostruire una chiara ed inequivocabile identità nazionale è pregiudiziale a qualsiasi iniziativa nell’agone internazionale.

Le sfide - internazionali ed incombenti -pongono il nostro Paese difronte a scelte di natura strategica per la difesa dell’interesse nazionale a partire dai confini interni minacciati, in termini di coesione sociale, dalla criminalità organizzata autoctona ed estera.

Quest’ultima, nella sua espressione di criminalità comune e politica, leggasi terrorismo,  potrà essere usata e sfruttata da attori esterni per influenzare le dinamiche sociali e quindi  economiche e politiche del Paese piegandole o quantomeno indirizzandole verso posizioni funzionali ai propri interessi. 

Questi sono gli strumenti tattici che la strategia di condizionamento nei confronti del nostro Paese possono essere attivati e, anzi, sono già fortemente condizionanti il nostro vivere quotidiano:
  • contrabbando di esseri umani, droghe, rifiuti tossici, armi, tabacchi lavorati esteri;
  • contraffazione di merci, servizi valuta;
  • informatica, frodi e attacchi mirati;
  • terrorismo;
  • influenza d’opinione finalizzata ad alterare il sentire comune rispetto ai temi decisivi di natura politica ed economica.

È in tale quadro che si sviluppa la Minaccia Ibrida quale strumento d’influenza esterna verso la tenuta del sistema Paese che si vuole colpire. 

Pensate all'effetto plagiante derivante ad esempio da una serie di rivolte messe in atto ad arte in più luoghi del Paese sfruttando il malcontento di immigrati africani, oppure alla pianificazione strumentale di attacchi terroristici commissionati a cellule di mercenari ed al relativo effetto che possono produrre con l’ausilio di una campagna mediatica tossica.


La rivoluzione copernicana avviata dalla nuova amministrazione statunitense ha avuto l’effetto di chiudere la partita della seconda guerra mondiale in Europa come appare evidente dal fenomeno di destrutturazione di vecchi equilibri ormai a-storici.

Il vero malato, e punto debole del sistema di equilibri europei e mediterranei, è la Francia che, come un cinghiale ferito mena colpi a destra e manca vittima di se stesso.
Questa debolezza, sempre più evidente, spingerà gli eredi di Versailles ad azioni sempre più destabilizzanti dell’intero contesto internazionale e soprattutto del quadro italiano in ragione della forza intrinseca del nostro Paese.

Il periodo storico che stiamo attraversando è estremamente pericoloso; nei prossimi due o tre anni il Paese si gioca il futuro di almeno tre generazioni e soprattutto quello della sua stessa esistenza in quanto Italia quindi è necessario acquisire conoscenza e coscienza per fare fronte comune verso i nemici esterni che attraverso le variegate minacce ibride attentano alla esistenza stessa del concetto di Italia sovrana e padrona del proprio futuro.




Il mio timore è che in molti possano avere la tentazione di rinverdire i fasti dell'antagonismo strumentale destra contro sinistra degli anni di piombo cambiando gli attori ma sempre allo scopo di destabilizzare il Paese.




La Minaccia Ibrida si manifesta oggi non più nella strumentalizzazione della lotta di classe degli anni Cinquanta o  dell'antagonismo giovanile degli anni Settanta. 




Oggi si strumentalizzano le politiche della accoglienza e il tema del lavoro per svuotare le società occidentali della forza coesiva dei diritti fondamentali dell'uomo che sono alla base del riconoscimento della persona umana.




Alla violenza ideologica destra/sinistra si è sostituita altrettanto surrettiziamente la violenza antropologica noi/loro con il solo scopo di contare le vittime e gestirne il processo per raccoglierne i frutti. 




Basta con la scorta sì la scorta no, e con magliette rosse si e magliette rosse no: l'Italia è in guerra ed ha bisogno di un corpo sociale unito pronto ad assumersi un impegno storico verso i suoi figli e posteri nel ricordo e rispetto condiviso dei Penati e Lari, sia rossi che neri.



domenica 1 luglio 2018

Il potere ciclico e i servitori infedeli dello Stato.



Ansa, 1 luglio ore 07:40: Uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana" con protagonisti uomini dello istituzioni. La corte d'assise di Caltanissetta che 14 mesi fa concluse l'ultimo processo sulla strage di via d'Amelio non fa sconti. E in una motivazione lunga 1865 pagine, depositata nel tardo pomeriggio di sabato, punta il dito contro i servitori infedeli dello Stato che imbeccarono piccoli criminali, assurti a gole profonde di Cosa nostra, costruendo una falsa verità sugli autori dell'attentato al giudice Borsellino.

Uno dei più gravi depistaggi ... una frase che deve essere analizzata de-contestualizzandola dai fatti in argomento: 
servitori dello STATO infedeli che imbeccarono piccoli criminali.

Trattative e depistaggi, non episodici ma sistemici nella storia del nostro Paese, non rappresentano l'operato di semplici servitori infedeli ma quello strutturato di forze di potere in grado di interporsi nel normale rapporto tra istituzioni e cittadini nel processo democratico dell'applicazione del patto sociale che sostiene la convivenza civile. 

In questo frangente storico si deve rilevare, con ovvio piacere e interesse, una montante ondata di apertura degli armadi che custodiscono se non le prove quantomeno chiari indizi di come queste forze di potere hanno operato nel corso degli ultimi decenni in Italia; questo fenomeno è assolutamente trasversale ai fatti di natura politica come a quelli mafiosi a conferma del fatto che fanno parte di un unico ecosistema putrido e maleodorante.

Il momento è propizio per comprendere queste dinamiche di potere che tuttavia sono ormai superate avendo raggiunto gli effetti voluti da chi le ha, a suo tempo, pensate e messe in atto. 

Ma attenzione, si tratta di fenomeni ciclici  di emersione dei responsabili di basso profilo, i servitori infedeli dello Stato, che hanno lo scopo di creare indignazione distogliendo l'attenzione dai fatti contemporanei. 

Il potere si esercita per cicli; ogni ciclo ha una sua fisiologica durata e quindi deve essere accompagnato alla sua fine creando in anticipo i presupposti per un nuovo e differente ciclo di potere.

Ogni ciclo ha in sé stesso una parte di DNA che consegna a quello successivo e che su di esso si struttura con i necessari adattamenti alla nuova fase congiunturale politica economica ed internazionale.

La stagione delle stragi del 1992/1993 è figlia di quei cicli di potere che l'hanno preceduta, ed a sua volta è madre di quanto è accaduto successivamente in Italia fino all'incirca al 2011.

Dovere di chi studia questi fenomeni è l'individuazione e comprensione di quelle porzioni di DNA che i cicli di potere trasmettono alle proprie germinazioni.

In tutto questo svolgersi storico è chiaro che l'unico assente è lo Stato ed è da questo che bisogna ripartire dando una nuova forza ad un patto sociale condiviso che superi, dopo averla compresa, la nostra storia sotterranea.

Ho scelto questa fotografia perchè ritrae, accanto ad un giovane Paolo Borsellino, il magistrato Rocco Chinnici che è stato l'apripista del pool antimafia  a dimostrazione che i cicli di potere portano con se anche gli anticorpi, ma che fino ad oggi questi non hanno sconfitto la malattia perchè il corpo stesso è malato.




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