martedì 3 aprile 2018

Il Potere all’opera: mafie, Islam e massoneria. La strage di Pizzolungo (TP) .

Il 2 aprile del 1985 sarebbe arrivata l’ora del giudice Carlo Palermo, se non fosse che a saltare in aria,  a causa dell’esplosione di un’autobomba, fu una macchina che fece da scudo all’auto blindata del magistrato. A perdere la vita furono una mamma ed i suoi due figlioletti e fu distrutto il futuro di un’intera famiglia, sopravvissuti non esclusi rimasti a piangere le vittime senza senso di un disegno oscuro e incomprensibile agli occhi della persone comuni.

Il giudice Carlo Palermo, da qualche settimana trasferito alla Procura di Trapani, aveva due colpe: la prima andare a sostituire il collega Ciaccio Montalto, cadavere fresco di ammazzatina mafiosa, e la seconda di aver indagato nella precedente sede di servizio a Trento sull’intreccio che connetteva la grande criminalità organizzata internazionale e nazionale con apparati dello Stato, il mondo mafioso con la massoneria e il mondo islamico, nuovo attore emergente a livello mondiale.

Siamo nel 1983 ed è ancora lontana la caduta del muro di Berlino e lontanissima la nascita dello Stato Islamico.
Eppure sin da quel 1983 il giudice Palermo trova le connessioni criminali tra i diversi poteri sopra menzionati, che ruotano attorno alla Banca Commerciale Internazionale di origine pakistana e che estendono la propria capacità operativa a livello planetario.

Arrivando a Trapani, non per caso, continua a svolgere l’attività di ricerca concentrandosi sui rapporti tra l’Italia e la Libia, o meglio, sugli affari che legano alcune società italiane con i terminali commerciali libici in Sicilia.

Siamo nell’epoca della Cooperazione Internazionale, flussi di miliardi di lire gestiti dal governo, socialista, per il tramite del Ministero della Farnesina. Ma siamo anche nel periodo dei progetti criminali internazionali sul traffico dei rifiuti da smaltire illegalmente in Africa attraverso le operazioni Urano  1 e 2. Siamo nel periodo in cui Ilaria Alpi cerca risposte in Somalia su traffici di rifiuti e armi. E siamo, infine, ancora nel periodo di piena attività nel trapanese del centro culturale Scontrino, paravento lecito dell’attività di sei logge massoniche, che condivide la propria sede con l’Istituto di amicizia italo-libica presso il quale operava il referente italiano del colonnello Gheddafi.

Oggi si parla di montante minaccia islamica senza riflettere sul dato di fatto che sin dagli anni Settanta le mafie ed il terrorismo islamico hanno mostrato un’evoluzione preoccupante imputabile esclusivamente alle connessioni che avevano allacciato con interessi superiori riconducibili ad una pletora di Stati. Questa concomitanza di complicità e connivenze spesso è sopravvenuta con la giustificazione della sovrapposizione di interessi dell’industria bellica nazionale e relativi interessi dello Stato.

Quindi scambiare e trafficare armi, droghe e rifiuti tossici è divenuta una pratica condivisa a livello mondiale dagli Stati favorendo come danno collaterale lo sviluppo incontrollato di mafie e terrorismi.

Tutto questo era oggettivamente troppo per un magistrato italiano, per altro con un governo compromesso, anche se di riflesso, con tali pratiche illegali. E quindi, ancora una volta, basta aspettare che il giovane magistrato arrivi in Sicilia per farlo fuori addebitando la responsabilità alla mafia. E certo non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima, tanti sono i casi simili di tale consolidata pratica.

Ma la signora Asta e i suoi due figli non possiamo né vogliamo considerarli dei semplici danni collaterali. Sono vittime di quei giochi di potere e di affari economici realizzati con la scusa del superiore interesse nazionale da parte di circuiti criminali affaristici che compongono quello che lo stesso Carlo Palermo definisce il quarto livello nel suo omonimo libro scritto su questa storia.

Ora, e per chiudere, è importante comprendere come il caso della strage di Pizzolungo e le decine e decine di casi simili noti e meno noti abbiano determinato il fluire della storia italiana conducendoci all’attuale triste situazione.

Comprendere quali siano i livelli operativi di queste strategie, ben più di quattro, come agiscono burattinai e burattini, quali siano gli interessi in gioco ieri come oggi è uno sforzo non privo di insidie ma senza esitazione decisivo per fornire quantomeno le chiavi interpretative della realtà di ieri come di oggi, ma soprattutto di domani.

Del Potere e delle sue strategie e dinamiche, mafia, massoneria e Stato Profondo, parlaremo il 28 aprile nell'ambito dell'incontro organizzato da Geocrime Education Association e l'associazione Spaziottaogoni di Roma che si terrà alle ore 17:30 presso la sede di Via Mameli 7 a Roma, zona Trastevere









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