venerdì 16 marzo 2018

Nuova Fase Costituente per l'Italia: la passione laica di Aldo Moro al servizio del Paese.


E sono quaranta gli anni trascorsi da quel sedici marzo. Io quella mattina giocavo a pallone nel prato del liceo romano che frequentavo. Non c'erano le lezioni perché il liceo era occupato dagli studenti. Il calcio faceva parte delle attività alternative allo studio.
Un liceo, il mio, Piddino ante litteram,  comunista in teoria, estremamente borghese in pratica, frequentato dai figli dell'alta borghesia romana che molto si divertivano a fare la rivoluzione a parole, e spesso neanche con quelle, e nulla più.

Forse è stato grazie a questa realtà distopica, o forse semplicemente perché era già nella mia indole, che ho preso le distanze da qualcosa che poco aveva di concreto, meno di teorico, ma molto di artefatto.  Non accettavo che la teorizzata rivoluzione si potesse fare nel modo in cui le seconde Brigate Rosse, quelle evidentemente spurie l'avevano concepita e messa in pratica. Puzzava di falso a prima vista.

Con oggi, 16 marzo 2018,  inizia la Passione laica dell'affaire Moro  che raggiungerà il suo epilogo fra 55 giorni il 9 maggio, data estremamente simbolica visto che è la festa ufficiale della fondazione dell'Unione Europea. Un caso, certamente, ma una di quelle coincidenze che la storia, giocherellona, si diverte a iscrivere nei suoi annali.

Non parlerò del caso Moro. E' evidente ormai che quella è una storia ancora da scrivere; ci penserà, allorquando le sarà permesso, la magistratura a scriverne una versione quantomeno plausibile. E non è vero affatto che il tempo trascorso ormai consente solo una lettura storica di quesi 55 giorni.

Voglio invece parlare della Passione di questi nostri attuali 55 giorni che da oggi ci separano dal fatidico 9 maggio, data in cui piangeremo per la morte dell'onorevole Aldo Moro e festeggeremo per la nascita dell'Unione Europea. 

E' evidente, spero a tutti noi, che tanto l'Italia degli ultimi quarant'anni quanto quest'idea di Unione Europea rappresentino il fallimento bipolare di un processo sbagliato. Un fallimento dell'Italia in quanto Stato nazionale inserito in un contesto sovranazionale, quest'Europa, ed un fallimento dell'Europa in quanto costruita su Stati nazionali ciascuno con le proprie sacrosante esigenze interne.

Ne consegue che ogni costruzione dell'Europa futura non può prescindere dalla propedeutica ricostruzione di ognuno degli Stati nazionali che la compongono ed in Particolare dell'Italia in quanto francesi, tedeschi e polacchi, hanno, loro sì, ben chiare le egoistiche esigenze interne alle quali non rinunciano nell'agone europeo.

E noi? E l'Italia, ed il nostro Paese è da meno? L'Italia, per i nostri compartecipi europei, e per l'equilibrio dell'intero scacchiere internazionale, è ancora destinata ad essere un centro nevralgico imprescindibile di politica internazionale.

Divide et impera; questa è stata la politica di tutti i principali attori internazionali nei confronti del sistema Paese Italia. Ancora oggi, dopo le elezioni recenti, ci si presenta l'ennesima rappresentazione di un sistema politico asfittico e privo di una qualsiasi visione futura. Stesse dinamiche, medesime liturgie.

Quarant'anni fa con la morte di Aldo Moro, vittima sacrificale della repubblica italiana del secondo dopoguerra, si sarebbe dovuta avviare una Nuova Fase Costituente che avrebbe dovuto rimettere in discussione il patto tra i cittadini ed il proprio Stato.

Non è accaduto, e non è stato possibile realizzare questo neanche nell'altra fase tragicamente importante delle stragi del 1992/1993. Si è sempre preferito, per l'interesse di alcuni all'esterno e di molti all'interno creare dei sistemi abortivi dell'idea di una Nuova Fase Costituente poiché la realizzazione di questo progetto di rinascita nazionale avrebbe messo in discussione, quindi in evidente pericolo, le rendite di potere consolidate.

La mia idea è semplice: approfittiamo della congiuntura internazionale favorevole che richiede da un lato l'evidente ristrutturazione dell'Unione Europea, e dall'altro la ristrutturazione delle dinamiche internazionali legate al nuovo corso statunitense per lanciare una Nuova Fase Costituente italiana.

Questa Nuova Fase Costituente dovrebbe semplicemente riconsiderare il patto cittadino-stato ponendo le basi per il futuro di questo Paese.

Finché non ci sarà la possibilità di avviare questa Nuova fase Costituente, l'Italia e i suoi cittadini sono destinati all'inesorabile declino.
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