domenica 11 marzo 2018

Io risorgo da e con Pinocchio!

Cari amici e-lettori,
siamo alle solite; passata l’euforia da votazione ci troviamo, come ampiamente previsto al solito punto di partenza, fermi ai blocchi di un possibile inizio che non arriverà mai partendo dalle condizioni date. E chiarisco.

Davvero qualcuno si è appassionato ad una querelle politica costruita su argomenti veramente risibili quali reddito di cittadinanza, tasse e immigrazione il tutto farcito da fascismo incombente?

Se così è stato, perché così è stato, allora è chiaro che il risultato altro non poteva essere che quello sotto i nostri occhi: nulla di nuovo, va avanti così sin da quelle elezioni vinte nel 1994 dall’uomo della provvidenza che era pronto a condividere il potere con l’altro schieramento. Altrimenti non si spiegano i fallimenti delle bicamerali o della mancata soluzione del conflitto d’interessi. L’uomo della provvidenza serviva al sistema nel suo intero, a destra, centro e sinistra.

Ma è acqua passata, nel frattempo i nostri amici europei, ma soprattutto le compagini affaristico-finanziarie, hanno provveduto, grazie a traditori interni al Paese, ad elargire a questi prebende a fronte della distruzione del tesoro e del potenziale Italia. 

Questo argomento mi pare sia inopinabile. 

L’intero arco politico scaturito da queste elezioni rischia con grande probabilità di ripetere le medesime dinamiche e allora è opportuno cambiare non le carte in tavola, leggasi partiti o movimenti, ma il gioco stesso.

L’Italia ha bisogno di sottrarsi ad un gioco che ne mina esclusivamente la stessa essenza ed esistenza. Questa classe “politica” potrà definirsi tale solamente a patto di prendere atto della situazione e sottrarsi ai desideri speculativi e predatori provenienti dall’esterno del sistema Paese. Ma è dura, si sa, l’uomo è debole e la tentazione seducente di guadagni facili e posizioni di rilievo rappresenta una spinta spesso incontenibile.

Un nuovo risorgimento è necessario. 
Anzi, è indispensabile un risorgimento che nasca dalla consapevolezza di ciò che è utile all’Italia e quindi differente dal risorgimento che ci è stato raccontato, nato da interessi dei soliti noti: inglesi, francesi e all’epoca austroungarici. 
Abbiamo bisogno, e a questo mi riferisco, di un risorgimento italiano e italico, nel senso di culturalmente affondante nel nostro essere. 
Solo chi sarà capace di rispondere a questa esigenza avrà il mio rispetto ed appoggio morale e fattuale. Per il resto si tratta di mera compravendita al mercato delle vacche.

P.S.
Ho scelto l’immagine di Pinocchio poiché l’autore Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, è stato oltre che uno scrittore affermato e, con il suo personaggio noto mondialmente, un sincero patriota risorgimentale. 
Prescindiamo quindi dai soliti noti ed impariamo ad orientarci nella nebbia.



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