mercoledì 21 marzo 2018

Il Nuovo Ordine Mondiale e l'Italia.

Cari amici, cari e-lettori,
a furia di ricordare i sorrisi di Sarko-Merkel ne abbiamo evocato lo spirito che si è concretizzato con quanto accade in questi giorni al marito della celeberrima attrice Carla Bruni.

Forse qualche anima candida si riprenderà dal torpore cerebrale e la smetterà di parlare dei nostri partner europei. Dovrebbe finalmente essere chiaro che in Europa abbiamo solamente antagonisti pronti a colpirci nei nostri interessi vitali, sfruttando come sempre quinte colonne pronte a vendersi per trenta denari.

Purtroppo le quinte colonne ormai rappresentano la maggioranza nell’agone politico-finanziario italiano che in queste settimane si ripropone, con qualche piccola eccezione, sempre uguale a se stesso.

Nell’ultimo incontro a Davos è stato messa in liquidazione l’Unione Europea così come in precedenza è stata messa in liquidazione la potenza statunitense che, con la sua interfaccia inglese, è destinata ad abbandonare il ruolo imperiale che ha esercitato sin dalla fine della prima guerra mondiale.

La guerra siriana ha definitivamente sancito la nascita, dopo secoli di tentativi, della Terza Roma, con il suo Imperator Vladimiro I.

Alla luce di tale situazione, e con tali presupposti, appare persino patetico quanto avviene in queste ore nell’agone politico-mediatico nazionale tra forze che appartengono ad un mondo ormai in via di sfaldamento, e questo vale per tutte le forze in campo 5S compresi, epigoni di un progetto che nasce con tangentopoli e che nel tempo è stato adattato alle contingenze fino ad assumere l’attuale geometria.

Mi è stato chiesto, a tal proposito, della Nuova Fase Costituente per cui, parlandone, ho avuto modo di chiarire che il mio pensiero si condensa nella necessità di rileggere, ripensare e quindi precisare il ruolo dell’Italia nel mondo che si sta definendo, in quanto nessuno dei nostri partner europei, o comunque commerciali, ci farà alcuna cortesia o sconto.

Da dove iniziare per me è semplice a dirsi: dall’istituzione risorgimentale di questa nazione, dal 1861. Anzi dalla notte a cavallo del 4/5 marzo 1861 allorquando il piroscafo Ercole, che trasportava un centinaio di persone, affondò nelle acque che separano Palermo, porto d’imbarco, da Napoli, porto  di destinazione; l’Ercole affondò per cause mai accertate.

A bordo di quel piroscafo viaggiava il colonnello garibaldino Ippolito Nievo, nonché insigne poeta e scrittore, che si stava recando a Torino, presso il primo parlamento unitario, che avrebbe dato ufficialmente vita al Regno d’Italia di lì a qualche giorno, il 17 marzo 1861, per riferire, in quanto viceintendente della spedizione garibaldina con l’incarico di gestore delle finanze, sulla gestione degli appalti connessi alla spedizione e più in generale sui fondi alla base della spedizione stessa.

Il colonnello Ippolito Nievo, ne parla in un lungo epistolario con la cugina, aveva ricostruito il Rendiconto di tutte le vicende economico-finanziarie della spedizione, compresi i finanziamenti della Massoneria anglosassone in piastre d’oro turche, serviti per lo più per corrompere gli ufficiali borbonici al fine di rendere agevole l’impresa anglo-garibaldina.

Ordunque, in considerazione del quadro geopolitico internazionale ed europeo e della evidente opportunità di aprire un varco nella coltre di menzogne che per due secoli hanno sostenuto un’impalcatura risorgimentale falsa e falsata continuamente in nome della salvaguardia di una mendace lettura storica, ci si presenta l’opportunità di dire chiaramente che il nostro Paese è nato unitariamente per la volontà internazionale di costituire un bilanciamento in  Europa pro domo altrui e che si è sviluppato come colonia britannica fino al fascismo e protettorato anglo-americano dal secondo dopoguerra ad oggi. 

Nel mezzo l’Italia, bomba o non bomba, è riuscita a raggiungere traguardi che nessun altro Paese ha ottenuto, soprattutto partendo da tale condizione di svantaggio
E davvero, mie care anime candide pensate che non ce l’avrebbero fatta pagare?


E quindi possiamo tornare al binomio Sarko-Merkel per chiederci se al di fuori dei confini nazionali abbiamo partner o competitori. Nel primo caso continueremo a fare interessi altrui a beneficio di quinte colonne interne, nel secondo, al contrario potremmo finalmente, e ripeto il momento è favorevole, iniziare a dare a Cesare quel che è di Cesare ma non togliamo agli italiani quel che è degli italiani.
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