domenica 4 febbraio 2018

Un sacrificio umano sull'altare del potere.

Amici, e-lettori,
pudore: ho del pudore a trattare questo argomento.

Ma la situazione è gravissima e quindi non c'è più spazio per riserve e remore di sorta anche e soprattutto nell'affrontare fatti di cronaca come l'omicidio rituale di una ragazza giovane e bella.

Sacrificio umano, si è trattato di un evidente sacrificio umano voluto da forze oscure che agiscono per un fine assolutamente prosaico: il potere. 
Partiamo dal fatto in se:
  • l'icona del candore: una bellissima e giovane ragazza, corrotta dal male della dipendenza;
  • l'immigrato nigeriano "chiaramente" e per definizione colpevole a causa del retroterra culturale rituale che immediatamente ne determina il movente;
  • la reazione "fascista" del giovane con una chiara connotazione politica.
Parafrasiamo:
  • il sacrificio umano quale elemento catartico;
  • il male;
  • il responsabile (allo stato ancora presunto).
La reazione mediatica al fatto con conseguente costruzione della lettura e versione da offrire per una condivisione massimizzata:la colpa è di Salvini.
Purtroppo non ce la faccio per una chiara arroganza intellettuale a restare fermo all'intepretazione che vuole che un nigeriano si sia svegliato con la voglia di fare un sacrificio umano (sarebbe tra l'altro la prima volta in Italia) nell'ambito di un rito woodoo.
Mi interessa la lettura mediatica del caso in quanto chi ha il compito istituzionale di chiare i fatti lo farà, prima o poi. Ma il dato certo è che sarà più poi che prima e quindi il risultato di chi ha messo in piedi questa storia sarà raggiunto: alterare il quadro sociale ed influenzarne le dinamiche.
Tramontata la stagione delle bombe in piazza (speriamo, ma è un'opzione sempre sul tavolo), si è sperimentata con sempre maggiore successo la strada del condizionamento sociale, facendo pressione sulla morbosità dell'animo umano.
Invero altri casi in passato ne abbiamo avuti, pochi ricordano il caso Wilma Montesi che influenzò la storia repubblicana alterando gli equilibri interni della Democrazia Cristiana degli anni Cinquanta.
Ma la tragedia nella tragedia sta nel fatto che di sacrificio umano si è trattato e che l'artefice del gesto non può certo ridursi al pazzo di turno che ne è al limite il mero esecutore.
Ancora una volta si è sacrificata una vita umana sull'altare del potere. 
Rendetevi conto che il periodo che viviamo è estremamente complesso e pericoloso; quando sono in ballo equilibri mondiali tutto è lecito. Non è esagerato pensare che alla base ci sia lo scontro elettorale incombente in quanto inserito in una evidente guerra tra conservazione finanziaria ed evoluzione capitalista di riflusso. Il tutto alimentato da un contesto geopolitico mondiale in rapida evoluzione:
  • gli Stati Uniti alle prese con una guerra interna al partito repubblicano;
  • Russia sempre più solida con una potenza militare in crescita;
  • Cina economicamente egemone e assolutamente votata ad un capitalismo espansivo;
  • Europa germano-centrica in preda e lacerata da una crisi economica e identitaria che sta scivolando verso oriente.
L'Italia in tutto questo? Ebbene le scelte italiane, ma anche soltanto l'aria che tira in Italia, avranno sempre e comunque, nonostante tutti i tentativi da un quarantennio di annichilirne il peso interno e internazionale, avranno un riflesso mondiale.
Un bene questo? Per alcuni versi si, per altri assolutamente no in quanto il Belpaese è ancora terreno di scontro tra forze di potere che qui si danno battaglia approfittando della pochezza politica interna.
Un sacrificio umano voluto al fine di alimentare il Male.
  



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