venerdì 23 febbraio 2018

La svastica e la runa in via Fani

La svastica e le rune rappresentano senz’altro una delle forme semiotiche più longeve nella storia dell’umanità che ancora oggi sono ben presenti nella cultura sia orientale che occidentale.  
Questi segni, usati come simboli propiziatori e divinatori, nel caso delle rune, sono ben noti a tutti fin dall’antichità e ora come allora vengono usati da popoli diversi per invocare benedizioni o per prevedere il futuro. 
Ma questi stessi segni rappresentano anche un veicolo di comunicazione accessibile, in questo caso, non alle masse ma di sicuro comprensibile ai cultori della materia.

Il momento storico che attraversiamo a livello globale europeo e nazionale è di assoluto “fermento”: il disengagement statunitense, il definitivo emergere delle tigri asiatiche e il crollo dell’Unione europea, anche sotto il profilo economico dopo quello, per altro mai concretizzatosi, politico, alimenta l’attivismo di vecchie e nuove oligarchie. Le prime nella ricerca del mantenimento delle posizioni di potere raggiunte e le nuove ansiose di prendere il sopravvento. La storia è un fiume circolare. 

In questo quadro generale arriva a scadenza naturale una tornata politica che ha un suo peso non solo interno ma anche internazionale. È logico quindi che siano molti gli interessi in gioco e che le varie aristocrazie oligarchiche cerchino di orientarne l’esito essenzialmente attraverso due metodologie entrambe classiche: la mediazione su di un tavolo comune, al fine di trovare la famosa convergenza d’interessi (rammentate Paolo Borsellino), e l’influenza mediatica sulle masse, e qui il classico libro di Gustave Le Bon, psicologia delle folle, è sempre validissimo per chi volesse comprendere come e per quale motivo ciò avviene e a quali scopi.

Partiamo dalla seconda, la psicologia delle folle e mi limito ad un solo esempio: il caso dei nigeriani e la conseguente diatriba fascismo/antifascismo; niente di più inutile in questo momento, ma tanto serve a distrarre.

Il primo caso è più interessante e, forse, inquietante, ma infondo neanche troppo.

Questa banale scritta che nella sua dimensione più evidente altro non è che una frase offensiva, mostra anche quantomeno un altro piano interpretativo: un messaggio per un destinatario capace di comprenderne la portata.

I primi segni evidenti la svastica con i bracci verso destra, è il segno positivo, il segno che richiama il sole, la luce, la prosperità ed il successo e quindi è il segno di una strada intrapresa nel giusto senso, la runa Algiz  ha il significato di protezione e stabilità. 
Quindi guardando l’immagine che ci interessa potremmo arguire: protezione e stabilità per la strada intrapresa. E qui sorge il problema, la minaccia e quindi il messaggio: la svastica in basso  ha i bracci rivolti verso sinistra e quindi il significato originale positivo va rovesciato.

In sostanza in questo gioco goliardico che abbiamo intrapreso possiamo tradurre il messaggio in: chi fino ad oggi ha saputo e taciuto continui a farlo.

Che scopo avrebbe un tale messaggio è persino banale: l’Italia non deve smarcarsi dalle politiche nate dalla fine della Prima Repubblica nel 1978 con il sacrificio umano della scorta e dell’onorevole Aldo Moro, e non come si indica surrettiziamente con  tangentopoli.

Aldo Moro viene ucciso il 9 maggio data di fondazione dell’Unione Europea. Un caso ovviamente.
Ma da quel momento in poi il processo d’integrazione non si è più arrestato e guarda sempre il caso oggi viene fortemente messo in discussione: mala tempora...

Comunque pare chiaro che “lo sfregio” è assolutamente emblematico ed evocativo in questo periodo ed in coincidenza con l’approssimarsi del quarantennale dell’eccidio. È la firma di un patto che si vuole rinnovare tra quelle forze che nel 1978 lo stabilirono; vedremo cosa il futuro ci riserva.

Ma senz’altro ci sbagliamo è solo opera di qualche sciamannato nostalgico di tempi andati, anche se a pensar male ci si azzecca, diceva il divo Giulio. 

Ah, un’ultima cosa, perché è stata coperta immediatamente solo la svastica in basso? Ah già i mattoni pesano.

Ps: data la pletora interpretativa connessa al simbolo della svastica mi sono basato sul più naturale senso di evoluzione del sole:
giorno/notte = luce/tenebre = positivo/negativo

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