lunedì 29 gennaio 2018

Soros contro FB e Google: poteri in guerra e popoli strumentalizzati

L’investitore ungherese Geroge Soros, invitato al summit del World Economic Forum che si svolge annualmente a Davos in Svizzera, ha tenuto un interessante intervento affrontando, tra gli altri temi, quello del ruolo pericoloso per la democrazia mondiale esercitato dalle industrie della tecnologia dell’informazione con particolare riferimento Facebook e Google.

La tesi sostenuta da G.Soros è che il regime di monopolio esercitato dai due colossi dell’IT rappresenti una grave minaccia per la democrazia dei popoli occidentali, succubi di campagne commerciali da parte delle due aziende finalizzate a rendere schiave le genti attraverso l’uso sapientemente gestito dei due network.
Nel particolare ha detto: ...  queste società (FB e Google) e i social media influenzano il modo in cui le persone pensano e si comportano, ben al di là di quanto ne siano consapevoli ... con conseguenze negative di larga portata sul funzionamento della democrazia ...  e in particolare sulla sicurezza e la libertà delle elezioni ... . Proseguendo oltre. Per arrivare a preconizzare la prossima fine di questo monopolio e quindi delle fortune commerciale di FB e Google. 

Queste tesi non sono nuove -non scomodiamo G.Orwell- ma hanno avuto una recente impennata grazie alla c.d. TechLash ossia la presa di consapevolezza dei pericoli derivanti dal regime di monopolio in cui operano le grandi imprese dell’IT mondiale, come per altro denunciato anche dal commissario europeo  alla concorrenza Margrete Vestager nel corso del WEB Summit tenutosi nel novembre scorso a Lisbona.

Il problema secondo G Soros è che ... le società di social media ... stanno portando le persone a rinunciare alla propria autonomia intellettuale ... attraverso il potere di plasmare l’attenzione delle persone, sempre più concentrato nelle mani di poche aziende... . Ma non si limita a questo il Nostro, spingendo oltre il discorso arriva ad ipotizzare ... un’alleanza tra le nuove ambizioni nazionalistiche degli stati e questi grandi monopoli tecnologici ricchi di dati che potrebbero creare strumenti di sorveglianza che farebbero comodo ad alcuni... .

Ricordate la favola di attribuita ad Esopo, la Volpe e l’Uva,  che conteneva la morale: non bisogna disprezzare ciò che non si può ottenere. 

Ora il buon G.Soros ha certo i suoi buoni motivi per schierarsi con il partito anti FB e Google, non ho visto citare ad esempio Amazon, ma di certo i suoi argomenti sono tutti condivisibili, anche troppo; sanno molto di una vecchia tecnica propagandistica che comunque paga sempre: sfruttare il popolo per raggiungere i propri scopi. 
Spiego:  il ruolo della propaganda è cosa nota. Hitler adorava il Ministero della Cultura Popolare fascista e su quell’orma ha costruito la sua fabbrica del consenso fatta di parate oceaniche e culto della personalità che, come sappiamo è trasversale ai totalitarismi di destra e sinistra, vedasi come ultimo e non ultimo il leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea Kim Jong Un. 

Il discorso di G. Soros attraverso i suoi argomenti è chiaramente finalizzato a creare un’eco di consenso popolare, sfruttando le minacce paventate, e per altro tutte concrete, al fine di colpire un potere diverso dal proprio. Insomma, sfruttare il popolo e la sua pancia, più che il suo spirito critico, per contrastare un centro d’interessi potenzialmente antagonista a quelli dello stesso G. Soros. 
Quando la volpe non riesce a raggiungere l’uva ne disprezza il valore.

Una volta chiarita la strumentalità pro domo sua dell’intervento di G. Soros, è bene concentrarsi sulle minacce paventate che possono ridursi a due temi fondamentali:
  • La perdita di spirito critico;
  • L’alleanza tra potere costituito e aziende di IT per lo sfruttamento dei dati personali.

Non usare Fb o Google o Amazon e via dicendo? No, non è la soluzione del problema: è come dire non bere Coca Cola per colpire gli interessi statunitensi. 
George Soros ha scelto la strategia consolidata di affidarsi all’indignazione popolare, artatamente sobillata, per colpire un antagonista rispetto al proprio impero affaristico in quanto evidentemente già toccato nei propri interessi dai colossi FB e Google.

Quindi l’unica soluzione per il cittadino comune è come sempre acquisire consapevolezza dei fatti e restare ancorati al proprio buon senso, animato da uno spirito critico che si alimenta del dubbio; mettere sempre in dubbio qualsiasi fatto umano perché la fede appartiene al trascendente, all’imponderabile e quindi al dogma.

Per il resto basta essere curiosi e porsi la semplice domanda, infantile domanda: perché?


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...