mercoledì 3 gennaio 2018

P2, massomafia e poteri atlantici: Seguendo il mito platonico della caverna, chissà che Licio GELLI non avesse ragione.

Quali verità proiettano le ombre generate dalla narrazione dei vincitori? Di solito e per umana indole si tratta di verità di comodo.  E’ su queste ombre che bisogna agire, attraverso il lavoro di ricerca ed analisi dei singoli fatti per poi ricomporli in un quadro generale che sia scevro da quegli interessi alla base delle mistificazioni storiche. 

Alle volte può accadere che il risultato sia del tutto inaspettato e persino paradossale; bisogna essere animati da uno spirito critico puro e asettico che non fletta e non risenta della formazione culturale di chi in questa ricerca si cimenta.

E allora, con questo viatico d’intenti, oggi arrivo ad affermare che forse, e per pudore ripeto forse, la Loggia P2 del gran maestro Licio GELLI, morto di recente, ha rappresentato l’ultimo baluardo allo strapotere di un atlantismo pervicace nel perseguire ad ogni costo l’obiettivo della mondializzazione finanziaria, fissato verso la metà degli anni Settanta del Ventesimo secolo.

La P2 è stato un centro d’interessi e di potere parallelo alla struttura statale disegnata con la Costituzione italiana; un sistema estraneo alla democrazia parlamentare dei partiti; un coacervo di rapporti tra la gente che conta per il raggiungimento dei propri  interessi. E’ stata un’organizzazione di tipo massonico nata dalla massoneria italiana con l’avvallo dei poteri atlantici che perseguivano il proprio interesse in funzione antisovietica. Poi però le cose cambiano, gli scenari mutano, e chi oggi serve domani può rappresentare un impaccio.

Noi italiani siamo dotati di alcuni pregi e moltissimi difetti; e tra questi quello che maggiormente ci caratterizza è l’arrivismo, il cercare ed ammirare il potere e, se proprio non riusciamo a sedere sulle poltrone che contano, siamo prontissimi ad ossequiare chi ci è riuscito. Siamo Re e cortigiani, Duce e il ragionier Fantozzi.
Ora questa particolarità i cugini vari e gli amici all’estero proprio non riescono a gestirla; non la digeriscono, nonostante da secoli noi stessi l’avessimo teorizzata con il Machiavelli affinché anche loro ne prendessero cognizione. 

Quest’ultima non è una digressione bensì un inciso, teso a far riflettere sul fatto che proprio il mostro P2, creato con i buoni auspici di interessi atlantici, con il tempo si è rivelato un Golem con natura e vita propria. Quelli della P2, alla fine proprio in ragione dell’intrallazzo eretto a sistema, erano finiti per diventare l’ultimo baluardo della prima Repubblica, tanto da divenire l’ostacolo principale alla stagione delle privatizzazioni forzate dell’industria a partecipazione statale italiana e allo spezzettamento dei gioielli di famiglia a favore della finanza internazionale.

Siamo alla stagione di tangentopoli, alle stragi del 1992 ed alle bombe del 1993. Su questi temi in particolare potete documentarvi agevolmente in proprio. 

A me interessa questo aspetto particolare: la P2, nella sua fase finale, dopo aver violato i principi costituzionali relativi all’esercizio della sovranità che spetta al popolo che la esercita nei modi prevista dalla fonte legislativa primaria, è divenuta l’unico e ultimo ostacolo al mostro finanziario internazionale di matrice anglofila che vedeva nell’Italia la preda maggiormente appetibile. Una preda che da Paese marginale alla fine della seconda guerra mondiale era divenuta la quinta potenza economica industriale. Una preda però che “non ci voleva stare”, lo disse anche un presidente della repubblica democristiano, Oscar Luigi SCALFARO, in un drammatico discorso alla nazione che suggerisco di riascoltare per intero per immergersi in quel periodo drammatico della nostra storia. 

La P2, un aggregato di potere italiano, nato da interessi esteri, che alla fine si ribella contro il suo mentore atlantico che per eliminare la propria creatura usa la solita vecchia arma: la criminalità organizzata, mafiosa e ‘ndranghetista infarcita di massoneria o viceversa. 

Il Nuovo Ordine Mondiale, necessario dopo il venir meno dello spauracchio sovietico, andava costruito sulla finanza preponderante sulla politica e quindi via con la distruzione della Prima Repubblica che resisteva, per mero interesse affaristico e tangentizio, al nuovo che si prospettava. E allora via lo Stato Padrone e avanti con le privatizzazioni; con la dismissione dei beni statali per poi arrivare, con il tempo, ma oggi ci siamo arrivati, alla dismissione dei beni dei privati, del singolo cittadino: risparmi, pensioni, welfare e diritti dei lavoratori. D’altro canto questi sono progetti che meritano strategia a medio lungo termine.

E allora la P2? Beh paradossalmente proprio la parte peggiore della Prima Repubblica era quella che aveva maggior interesse a che essa non cedesse il passo al Nuovo Ordine Mondiale per non perdere i propri vantaggi.
In definitiva  era meglio l’anti-stato della P2 che il non-stato.
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