domenica 7 maggio 2017

Il governo del mondo. Dal regicidio, passando per l'omicidio politico prima e per la Guerra contro il Male poi, oggi sono i flussi migratori l'arma di controllo delle masse.

Sono senz’altro un arrogante, sono senz’altro un dietrologo e anche un complottista. Pagato dazio al titolo di questo scritto andiamo oltre.

Quella del 1492 è una data importante perché ha riunito ciò che la rotazione terrestre aveva separato in millenni: il continente americano al resto delle terre emerse. Certo lo ha fatto sfruttando (e grazie a) le innovazioni tecnologiche che hanno permesso viaggi in mare più sicuri, completando la prima globalizzazione commerciale. 

Cosa ne è scaturito? Beh, la mutazione del rapporto che intercorreva tra il Sovrano e i suoi sudditi, ovvero il riassetto di questo rapporto in declinazione sempre più liberale fino agli estremi democratici. Le Rivoluzioni, Inglese, Americana e Francese, ne sono l’espressione storica più evidente; queste innescheranno, a loro volta, un altro scossone, stavolta tecnologico, che definiamo Rivoluzione Industriale. Nasce la borghesia che si afferma attraverso il Regicidio del XIX secolo che mostra quanto l’embrionale potere del capitale sia pronto ad esprimere il naturale potenziale.

Questo processo ha comportato, in estrema sintesi, la redistribuzione dei redditi a favore di un numero sempre crescente di “cittadini”, ossia portatori di propri “diritti” in quanto appartenenti ad una comunità, fino all’acme raggiunto nella prima metà del XX secolo con il riconoscimento dei diritti universali dell’uomo in quanto tale, cioè in quanto individuo vivente.

Ora vorrei soffermarmi su due dati: l’aspetto economico e quello tecnologico di questi processi, rilevando che quello politico ha sempre avuto un’importanza relativa quasi trascurabile. La politica è sempre stata l’anello debole dello sviluppo umano e della sua gestione ed organizzazione.

Nella prima nella prima metà del XX secolo l’occidente, decisamente egemone a livello planetario, ha raggiunto il suo punto di evoluzione massima stabilizzandosi con l’equilibrio derivante dalla contrapposizione tra capitalismo e comunismo. 

Però l’essere umano, per sua natura, non tende all’equilibrio, alla stasi altrimenti non avremmo percorso tappe evolutive impressionanti in qualche decina di migliaia di anni, che sono nulla se comparati ai milioni di anni di questa Terra. E infatti l’equilibrio si altera icasticamente con la fine dell’U.R.S.S. e questo è un problema perché, al di la delle “schermaglie” che definivano la Comune strategia nessuna guerra, ma tante piccole guerre, il blocco occidentale e quello orientale hanno continuato a fare affari, a fare economia. 

Quest’aspetto è poco discusso purtroppo ma vi assicuro che, studiandone la storia, appare evidente come anche all’epoca della Guerra Fredda gli agglomerati economico-finanziari facevano affari indipendentemente da qualsiasi aut-aut di natura politica. Erano i Troppo grandi con una patria che oggi sono diventati i Troppo grandi senza patria.

La gestione delle masse, del potere economico e ancora di quello finanziario, sebbene non portato alle odierne estreme conseguenze, nel periodo che per praticità possiamo ancora definire della Guerra Fredda era affidato all’omicidio politico. Ossia: ogni qualvolta qualche esponente politico, non importa per quale ragione, minacciava di alterare questo doppio livello internazionale (contrapposizione politica aperta nel soggiorno buono e affari nello scantinato), veniva fatto sistematicamente fuori.  

Si uccideva con l’uomo la stessa idea di cambiamento dell’equilibrio stabilito poiché il sistema non tollerava alterazioni ad esso. John F. Kennedy, Martin Luther King, Robert Kennedy, Anwar al-Sadat, Indira Ghandi, Olof Palme, Yitzak Rabin e per l’Italia mi si permetta di ricordarne due: Enrico Mattei e Aldo Moro.

Ad uccidere non sono mai stati i terroristi, ai quali possiamo forse in  alcuni casi  attribuire l'esecuzione materiale di questi omicidii, ma io ritengo che la reale responsabilità dei fatti sia sempre stata di ambienti prossimi all’establishment internazionale che ricorrendo con grande sagacia e cinismo ad armare quei gruppi rivoluzionari ne hanno veicolato l’istanza insurrezionale  strumentalizzandola a proprio favore: un capolavoro di strategia delle masse. 
Ma poi tutto inizia a cambiare. 


L’occidente reagisce compatto con la Guerra al Male che porta all’11 settembre, ops lapsus.

Ma nel frattempo gli attori in campo si moltiplicano; ho definito questa nuova situazione geopolitica Prima Guerra Permanete, indicando uno stato di nuovo equilibrio basato sotto il profilo politico sulla gestione dei territori di immediato interesse strategico anche attraverso propri vassalli (pensiamo alla situazione afgana, siriana e libica) e sotto il profilo economico caratterizzata dalla regressione della redistribuzione dei salari e dei diritti individuali. Un ritorno al mondo passato, un Nuovo Medioevo necessario alla Prima guerra Permanente.

Ora mi sono trovato a dover riflettere circa l’evoluzione, logicamente necessaria per la gestione del nuovo ordine mondiale, dal regicidio, all’omicidio politico fino alla Guerra al Male.

Ripercorrendo i modelli e i modus operandi a cui l’establishment internazionale (ognuno lo chiami come meglio crede, cambia poco di fatto) ha fatto ricorso in passato ho trovato la mia risposta: una migrazione permanente.

L’umanità è difronte ad una svolta ancora una volta. L’evoluzione dell’uomo ha popolato questo pianeta come mai in passato: la demografia è fatta di numeri. 

E’ ancora auspicabile, o perlomeno tollerabile, una redistribuzione della ricchezza e di diritti  ad un numero sempre più impressionante di folle? Non ho alcuna idea in merito e figuriamoci  risposte; di certo questo è un problema che qualcuno va ponendosi. 

Però posso senz’altro dire che, favorendo e mantenendo un movimento di migranti senza concreta meta e mettendo in movimento anche coloro che non sembrano averne oggi necessità, si genera un processo perverso in ragione del quale il lavoro ha meno valore, data la crescita di offerta, generando nel contempo una rinuncia finanche consapevole ai propri diritti che tanto sangue sono costati.

Regicidio, delitto politico, guerra al male ed oggi sviluppo strategico del fenomeno migratorio.

Volete la classica prova del nove? L’antitesi? 

Quanti sono decisamente soddisfatti della propria situazione personale o della prospettiva di futuro dei propri figli? Chi non ha pensato, tra il serio ed il faceto, magari anche solo discutendo con gli amici di trasferirsi in…

Questo è un fenomeno trasversale all’intera società occidentale in particolare. 
L’essere umano deterritorializzato è più debole tanto è vero che il suo sviluppo ha avuto la prima vera accelerazione quando è passato da cercatore e raccoglitore a sedentario.

Io mediterei.