domenica 2 ottobre 2016

Il crollo degli Imperi.

Adrianopoli, 9 agosto 378 d.c., l’Imperatore Valente muore nell’omonima battaglia sostenuta contro i Goti per fronteggiare la rivolta e l’invasione dell’Impero. Da quel giorno l’Impero romano sarà altra cosa rispetto al passato: iniziano le invasioni barbariche.
Il cronista Ammiano Marcellino ci riporta  il tragico attraversamento del Danubio da parte dei Goti su qualsiasi mezzo di fortuna, spesso prede della corrente impetuosa del fiume che mieteva vittime innocenti tra quei migranti. 

Quelli che riuscirono nell’attraversamento del fiume furono vittime della rapacità dei governanti della provincia, Lupicino e Massimo, che sfruttarono in ogni modo i migranti accaparrandosi anche i fondi destinati dall’imperatore alla gestione dell’emergenza ai confini. 

I generali, custodi dei vari campi profughi di accoglienza nei quali i Goti erano stati confinati, vendevano a carissimo prezzo ai migranti goti le stesse derrate ad essi gratuitamente destinate tanto che questi furono costretti a vendere i figli come schiavi agli stessi soldati romani. 

Com’era già accaduto in passato si sarebbe potuto, e l’imperatore questo voleva, continuare nella politica d’integrazione delle tribù dei goti nell’impero, creando nuovi contribuenti e soldati, sempre utili soprattutto nel momento in cui  i Persiani spingevano da oriente.

Ma così non fu a causa dell’avidità dei funzionari locali e degli interessi di governatori e generali e alle popolazioni dei Goti altro non rimase che la ribellione, il saccheggio e la guerra.
Nel suo commentario al vangelo di Luca, il vescovo Ambrogio testimone diretto di quelle vicende, scrive: gli Unni sono insorti contro gli Alani, gli Alani contro i Goti, i Goti contro i Tifali e i Sarmati. Breve narrazione che rivela uno smottamento epocale alle soglie del V secolo in Europa. 


Rileggere questo passaggio della storia di un Impero e l’inizio della sua fine ripropone un canone oggi più che mai attuale: sostituite i nomi dei personaggi, degli Imperi e dei luoghi ed avrete le stesse dinamiche che oggi disegnano il quadro geopolitico internazionale in particolare per quanto riguarda da vicino l’Europa.