giovedì 22 settembre 2016

Mafie e terrorismi: le interconnessioni tra criminalità organizzata e terrorismo

Le relazioni tra Stati sovrani oggi sono regolate nell’ambito di un contesto internazionale a-polare e a-simmetrico e i fenomeni d’insorgenza rappresentano la naturale risposta e adattamento locale a esigenze particolari che non trovano soluzione nelle politiche di governi sempre più svuotati della loro sovranità nazionale e rappresentano l’elemento chiave della “Prima Guerra Mondiale Permanente”.


Un gruppo terrorista è una entità che ha in se stessa i prodromi per svilupparsi in una milizia sovversiva laddove le circostanze lo consentano, mentre un gruppo sovversivo, rivoluzionario o insorgente, ha già raggiunto questo stadio superiore. Una milizia insorgente può fare ricorso ad atti terroristici quale strumento politico o militare.

Dobbiamo però considerare, e qui torniamo al nostro punto di partenza, che un movimento d’insorgenza ha bisogno di strutturarsi per operare in un determinato territorio avendo anche la vitale necessità di sfuggire alle maglie del potere che contrasta. Perché tutto questo funzioni è indispensabile dotarsi di una logistica adeguata allo spostamento dei militanti, degli equipaggiamenti, delle munizioni e dei rifornimenti in genere; tutto questo avviene sul territorio e comporta costi enormi. Ecco, questi due aspetti sono già indicatori dell’importanza e inevitabile necessità per qualsiasi forma d’insorgenza di entrare in contatto con la criminalità organizzata che ovunque nel mondo controlla i canali di commercio illegale -il contrabbando- grazie al quale è possibile reperire qualsiasi merce e spostare qualsiasi cosa, nonché fare affari con essa direttamente allo scopo di finanziare gli enormi costi che l’attività d’insorgenza comporta.

In questo modo, come c’insegna la storia, si saldano gli interessi di natura politica, quelli degli insorgenti e quelli dei criminali. Si tratta di una convergenza fisiologica che non si può, ma soprattutto non si deve negare, sminuire o ancora peggio non rilevare.

Laddove c’è insorgenza c’è criminalità senza che vi sia un rapporto di causalità o reversibile effetto.

Il rapporto tra criminalità ed insorgenza si sostanzia nella comunione d’interessi basata sullo svolgimento di attività criminali impunemente a detrimento, da un lato della sicurezza pubblica e dall’altro dell’economia legale. La criminalità locale fornisce il know how e la certezza di potere agire con la protezione degli insorgenti, quest’ultimi dal canto loro condividono con i criminali una serie di assets che vanno dalle relazioni internazionali alla capacità di contrasto militare al potere, il tutto nella speranza di arrivare al controllo politico del Paese di riferimento con comune soddisfazione. In queste aree il controllo dei flussi criminali spesso equivale alla gestione di una considerevole fetta di PIL che si traduce in potere reale economico e quindi politico e militare.

Concludendo possiamo sintetizzare certificando l’esistenza di un rapporto consolidato che unisce la criminalità comune con quella politicizzata e spesso radicalizzata che prende la forma d’insorgenza locale rivendicando il rovesciamento del potere esistente e la sua sostituzione.