domenica 3 luglio 2016

Operazione Meosoamerica: traffico d’esseri umani chirurgia plastica e kamikaze.


Diverse forze di polizia appartenenti a Paesi centro americani, Honduras e Guatemala in particolare, hanno concluso un’indagine sulla tratta e sul traffico degli esseri umani che ha messo in luce l’esistenza di un mercato per lo sfruttamento delle migrazioni che connette Asia e Americhe.

L’indagine, nella sua dinamica operativa, ha consentito d’individuare un’organizzazione criminale transnazionale che agevolava, in tutte le fasi, il trasferimento illegale di migranti da Paesi asiatici negli Stati Uniti d’America attraverso la capitale del Qatar, il Brasile, i Paesi centroamericani, il Messico e quindi gli U.S.A.. Il costo del viaggio, come sempre in questo genere di servizi illeciti, dipendeva dalle difficoltà che potevano, di volta in volta, sorgere nel lungo tragitto. Ovviamente l’organizzazione centro americana si avvaleva dei contatti nei Paesi di origine e in quelli di transito per assicurare lo svolgimento del viaggio e ottenere i dividendi connessi.

Siamo senz’altro oramai avvezzi a notizie de genere in relazione ai fatti di cronaca che interessano direttamente il nostro Paese e che ci parlano stancamente di come questi viaggi delle speranza siano organizzati e gestiti dalla criminalità organizzata.

Quindi, in ragione di ciò la riflessione che voglio proporre all’attenzione del lettore parte dalla considerazione che quello delle migrazioni è un fenomeno globale impossibile da gestire con le politiche e pratiche oggi prescelte a livello internazionale. 
Nella mia mezza età, allorquando per motivi di lavoro o di piacere mi trovo a dover organizzare e gestire un viaggio, anche breve, l’esigenza primaria che mi attanaglia è quella di viaggiare comodo, sereno e rilassato; e nonostante tutto basta un ritardo di una mezz’ora in uno scalo, un taxi che si attarda nel traffico per vanificare ogni mio proposito di agiata rilassatezza. 
La riflessione che segue questa personale confessione, di certo comune alla maggior parte di noi, riguarda la forza inimmaginabile che spinge i migranti ad affrontare qualsiasi pericolo, qualsiasi difficoltà, qualsiasi ricatto nell’assoluta e rassegnata consapevolezza, con l’unica intenzione: cambiare la propria vita. Chiediamoci perchè.

Perchè le persone si fanno esplodere dilaniando il proprio corpo quando altri fanno di  tutto per preservarlo nella maniera più effimera e contro natura?


Ecco migranti e terroristi kamikaze: sarà forse il caso di iniziare a ragionare seriamente su questi fatti?