giovedì 2 giugno 2016

Il canto degli Italiani


Emilio Morosini, 18 anni, Goffredo Mameli, 22 anni; patrioti italiani e prime vittime della nostra Repubblica. Certo di quella Romana del '49 eppure di repubblica nel senso che dopo un secolo abbiamo finalmente avuto la forza costituente di creare. L'Assemblea Costituente il momento più alto dello sforzo degli italiani teso a dar vita ad un Paese diverso, nato dalle ceneri di un periodo inglorioso sotto tutti i punti di vista, dei vinti e anche dei vincitori. Due ragazzi che sublimano la propria giovinezza rinunciando ad essa per un'idea, la loro ma anche la mia. 
Scriveva Giuseppe Mazzini al popolo di Roma al termine del breve periodo di vita, cinque mesi, della Repubblica Romana:
"...In nome di Dio e del popolo siate grande come i vostri padri. Oggi come allora, e più che allora, avete un mondo, il mondo italiano in custodia..."
Nell'odierna ricorrenza come non tornare a quei ragazzi che tra mille altri hanno creduto, prima e dopo, a quest'idea: l'italianità.
Nel secondo dopoguerra che cosa ha portato il benessere in Italia: i soldi del piano d'aiuti americano? Le politiche economiche illuminate? I piani della grande industria? Nient'affatto, queste sono mere contingenze: il benessere degli anni Cinquanta e Sessanta, che ancora oggi, nonostante tutto, e seppur con pallidi riflessi, esprime i suoi effetti positivi, è frutto dei sogni della gente, dell’unità popolare, del lavoro degli italiani, della voglia di riscatto e rinascita in un'epifania collettiva.
Questo Paese da molto tempo deve decidere in quale futuro sperare. Appunto sperare, ossia a cui tendere con energia positiva e vitale; lo scoramento generale ancora latente deve essere esorcizzato in nuova linfa rigeneratrice. Per far in modo che ciò accada non servono rivolte di piazza ma più sensatamente la ridefinizione di cosa vuol dire essere italiani, di cosa vuol dire essere portatori di una identità millenaria produttrice di cultura, di cosa vuol dire avere le capacità per risorgere ancora una volta in omaggio a quei ragazzi, ai ragazzi come Emilio Morosini e Goffredo Mameli.
Questo Paese, la nostra Patria, ha bisogno solo di tornare a guardare il presente con gli occhi di quei ragazzi o non avrà futuro.
Viva l'Italia!

antonio de bonis
Founder e Presidente  di  Geocrime Education Association