mercoledì 10 febbraio 2016

Tutti a cena, anzi no, solo i fondatori.


Si ritene che il colpevole torni sempre sul luogo del delitto; martedì 9 se n’è avuta un’ulteriore conferma a Roma. I Ministri degli Affari Esteri dei sei Paesi fondatori dell’Unione Europea, Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Belgio, si sono ritrovati a cena nella città eterna dove tutto ha avuto inizio, per un incontro informale in relazione alle varie crisi che scuotono le fondamenta  dell’Unione. Ma come sappiamo in politica e diplomazia i simboli contano e in quest’occasione è abbastanza evidente la volontà di marcare o meglio di rimarcare un primato e quindi una visione primigenia sulla costruzione unitaria.
Il quadro clinico del malato europeo è abbastanza evidente e le cause anche: crisi economica e nuove politiche di potenza delle grandi potenze. L’impianto economico europeo scricchiola e il processo di convergenza politica, attraverso la lenta cessione di sovranità permane una chimera.
In sostanza: la crisi alimenta il malcontento e il divario nord-sud, la politica di potenza russa alimenta i timori dei Paesi ad est che convergono nel gruppo di Visegard per tutelarsi da possibili minacce , la crisi demografica e le diseguaglianze del continente africano premono sul fronte dei Paesi mediterranei e oltre. Infine, a rendere il quadro generale poco rassicurante per il futuro prossimo, ci si mette anche la politica di disengagement degli Stati Uniti che arretrando dal campo Mediorientale scoprono il fianco Sudorientale  dell’Europa.
L’Unione è sempre più chiaramente divisa in tre fronde: quella dei Paesi ex-Sovietici, l’area germanocentrica e quella mediterranea che a sua volta è affatto coesa come dimostrano le fallimentari politiche sull’immigrazione clandestina.
Sembra che il continente si avvii verso una situazione che richiama ,con un certa preoccupazione, il periodo antecedente la prima guerra mondiale con la differenza che oggi gli Stati Uniti stanno invertendo il senso di marcia protesi al controllo dei cieli e dello spazio lasciando quello dei territori ai trattati economici.

Quest’Unione Europea così sfilacciata è utile a tutti tranne che ai suoi Paesi Membri; a meno che la Germania non ritenga di poter fare a meno degli altri, la Francia di andare per conto proprio alla conquista di nuove colonie, e i Paesi dell’est di tutelarsi dall’Orso russo senza avere alla spalle la NATO. Che la perfida Albione faccia da ago della bilancia è possibile ma forse qualcosa dipenderà … dalla cena di Roma.