martedì 9 febbraio 2016

Atti di terrorismo: cos'è cambiato



Negli anni Settanta abbiamo imparato a convivere con forme decisamente radicali di rivendicazioni politiche attuate con atti di terrorismo domestico ed internazionale. Tralasciando quello interno, l'atto di forza che senz'altro ha caratterizzato quegli anni è stato il dirottamento aereo come mezzo di pressione finalizzato ad ottenere riconoscimento e legittimazione oltre che strumento di scambio di prigionieri.  Si trattava di azioni coordinate e prevalentemente attuate da gente che aveva ricevuto un qualche addestramento nei campi paramilitari che all'epoca fiorivano né più né meno di oggi. erano azioni corali che ovviamente comportavano il rischio della morte. 
Oggi il fenomeno si é evoluto, il rischio ha ceduto il passo alla certezza della morte e l'azione corale è stata sostituita dalla solitudine del martire. Ultima azione eclatante, non andata a segno, nel cielo somalo è stata compiuta da un self-made-kamikaze che si è fatto esplodere poco dopo il decollo dell'aereo di linea sul quale si era imbarcato. Cos'è cambiato rispetto agli anni Settanta? L'esasperazione che fornisce ai vari gruppi terroristi per pochi soldi carne da macello umana disposta a sacrificare la propria vita; qui poco, e forse nulla, c'entra la fede a fronte di masse di disperati senza futuro disposti a ad annientarsi. Questo è il vero tema su cui riflettere perchè nessun intervento militare avrà mai senso e potrà sostituirsi a politiche di sviluppo sensate.