giovedì 17 settembre 2015

El Salvador: nuovi strumenti per combattere la criminalità diffusa. Barrio 18 e Mara Salvatrucha considerate organizzazioni terroristiche.


IL TERRORISMO ED I MIGRANTI
Mentre il nostro sguardo è comprensibilmente, e giustamente rivolto verso sud e verso oriente, con particolare attenzione al contrasto  nei confronti del terrorismo radicale e al tentativo di governare il fenomeno oramai, anche se tardivamente, riconosciuto come generazionale dei flussi migratori, l’America Centrale e Latina continua la sua lotta contro una criminalità organizzata oramai padrona di vasti territori.

Nota è sicuramente la guerra che il governo messicano, da più di un decennio, ha intrapreso nei confronti delle organizzazioni di trafficanti di droghe, che da tempo ormai non si limitano più alla cocaina prodotta nel triangolo Bolivia, Perù e Colombia, meno noto invece è quanto avviene nell’America Centrale, area cruciale in quanto centro di smistamento dei traffici illeciti verso il nord continentale e verso i mercati internazionali di consumo. 

EL SALVADOR AUMENTA IL LIVELLO SCONTRO
Di recente la Corte Suprema di Giustizia di El Salvador ha dichiarato le due principali organizzazioni criminali, le pandillas Mara Salvatrucha e Barrio 18, organizzazioni terroristiche secondo quanto statuito dalla legge salvadoregna per il contrasto alle diverse forme di terrorismo. 
Questa nuova categorizzazione è ovviamente molto significativa in quanto consente di accertare la responsabilità penale dei capi, dei membri, dei collaboratori degli “apologeti” e dei finanziatori. Questo passaggio nella lotta alla criminalità organizzata nel Salvador è senz’altro dettato dalla necessità di un ulteriore passo in avanti nella lotta a queste forme criminali ricorrendo a strumenti ancor più incisivi. 

REPRESSIONE EXTRAGIUDIZIALE
Ora, se da un lato l’intento è chiaramente quello di rinforzare i poteri repressivi, riconoscendo la criminalità organizzata come un potere in grado di inficiare la giustizia, la libera convivenza della popolazione ed il suo sviluppo, dall’altro si ammette l’impotenza delle politiche preventive e repressive nei decenni attuate. Non solo, ci si espone ulteriormente alle critiche, per altro già consistenti, di un uso della forza repressiva ben oltre i criteri genericamente tollerati in ambito internazionale, con particolare riferimento alle attività  extragiudiziali. El Salvador è uno dei paesi più pericolosi al mondo con un tasso di corruzione incipiente, nel solo mese di agosto sono stati registrati, quindi si tratta di un dato parziale per difetto, oltre 500 omicidi legati al crimine organizzato.


LE PANDILLAS ALLA CONQUISTA DELL'EUROPA
Le organizzazioni criminali salvadoregne, in prevalenza la Mara Salvatrucha e il Barrio 18 hanno consolidate ramificazioni nel Nord America e hanno da tempo progettato un’espansione in Europa sfruttandole seconde e terze generazioni d’immigrati di lingua spagnola.
EFFETTI GEOPOLITICI


E' fondamentale comprendere che l’acuirsi della virulenta diffusione planetaria di nuove forme di criminalità organizzata, sempre più internazionali e transnazionali, colpisce direttamente il potere statuale, nazionale e sovranazionale, e deve essere contrasta con rinnovata decisione.
Combattere queste nuove, ma in fondo sempre uguali a stesse, forme criminali, esplose grazie ai fenomeni di globalizzazione trasversale è un imperativo ineludibile. E’ chiaro allora che il nostro sguardo ad oriente, si presentasse il caso, deve cedere a forme di strabismo poiché la criminalità organizzata ed il terrorismo incideranno ancora per lungo tempo e profondamente sulle nostre comunità.