sabato 27 giugno 2015

CROCIATI, SCIITI ED APOSTATI: la guerra per il potere.


Il 29 giugno dello scorso anno il califfo, al Baghdadi lo aveva proclamato senza alcuna possibilità d’equivoco: (…) nasce oggi lo Stato Islamico (…) chiudendo l’esperienza dell’ISIS, ovvero dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante ed aprendosi al mondo superando le linee di confine tracciate dagli occidentali nel Novecento. 
Questo passaggio è stato sottovalutato nell’isteria mediatica collettiva generata dalla scarsa attitudine alla riflessione, come dimostrato per altro chiaramente dall’altalenante uso delle sigle per definire, appunto, lo Stato Islamico. Al di la dell’intrinseca portata semantica della definizione, era chiaro che questa scelta si inquadrava perfettamente nell’evoluzione del jihad radicalizzato wahhabita che, superando l'esperienza sul campo di al Qaeda, fonda la sua strategia semplicemente nella decentralizzazione dell’attacco ai nemici. 
Nizam, la tanzim, sistema e non organizzazione, il cui teorico è Mustafa Setmariam Nasr, nome di battaglia, meglio conosciuto come Abu Mus'ab al Suri, siriano di Aleppo, praticante jihadista di lungo corso e già vicino a Osama Bin Laden, ma soprattutto intellettuale e studioso. Sin dal 1991, mettendo a frutto l'esperienza sul campo, egli ha teorizzato la necessità di ricorrere all'autonomia operativa di cellule del jihad, artefici dello sviluppo di focolai d'insorgenza, attraverso atti di terrorismo. Le coordinate salienti sono, in altri termini: spontaneismo, flessibilità e situazionismo. 

Nel suo pamphlet "Appello alla resistenza globale Islamica", Al-Suri specifica: ≪...in altre parole ci dovrebbe essere un sistema operativo, una sorta di protocollo, disponibile a chiunque abbia voglia di partecipare al jihad globale sia da solo, sia assieme ad un gruppo di compagni fidati, al posto di un'organizzazione operativa≫. L'intero lavoro, inoltre, racchiude quattro linee guida determinanti per la costruzione del nuovo jihad:
  • spontaneismo;
  • situazionismo;
  • decentramento;
  • autonomia.
Un cambiamento di prospettiva epocale rispetto al passato; una rivoluzione strategica che nasce dalla presa d'atto della sconfitta, non solo e non tanto del binomio Bin Laden-Zawahiri, quanto soprattutto del loro approccio militare, il quale proietta nel futuro la lotta radicale islamica: nizam, la tanzim, appunto.
Gli attentati di ieri rientrano perfettamente in questa nuova concezione del jihad e sorprendersene è assolutamente colpevole soprattutto da parte di chi nel mondo dei media non riesce o non vuole fare delle notizie un’informazione tesa a fornire chiare chiavi d’interpretazione dei fatti.
La guerra ai crociati è paradossalmente l’aspetto meno preoccupante di quanto accade, mentre sullo sfondo la resa dei conti con il mondo sciita è destinata a produrre ancora per molto tempo una pericolosa instabilità dall’Asia all’Atlante.