mercoledì 4 marzo 2015

Le nuove mafie, cambiare punto di vista.


In questi giorni il Ministro dellInterno ha relazionato il Parlamento sullattività svolta nel 2014 dalla Direzione Investigativa Antimafia, strumento operativo di contrasto alla grande criminalità; il responsabile della sicurezza ha evidenziato che la criminalità straniera nel nostro Paese è strutturata secondo le caratteristiche riconducibili allassociazione criminale comune ed è in prevalenza dedita al traffico di sostanze stupefacenti ed ai reati in genere contro il patrimonio. Ha proseguito denunciando che le diverse organizzazioni criminali straniere sul territorio italiano si caratterizzano per la specializzazione in determinate aree e congeniali attività criminali, in autonomia o anche in relazione operativa, stabilendo relazioni interetniche tese alla realizzazione di traffici ed attività illecite. Albanesi e cinesi emergono ancora, per numero e pervicacia, nella realizzazione delle attività criminali, mentre, ad un livello inferiore, vengono classificate quelle nigeriane, e quindi quelle euroasiatiche.
Fin qui il Ministro.
Einteressante notare che per la prima volta si è dichiarata la capacità delle organizzazioni criminali allogene di stringere rapporti, non solo meramente saltuari, con la criminalità organizzata italiana anche mafiosa; fenomeno questo interessante in quanto in via despansione ed evoluzione sotto il profilo criminologico. 
Rammento che nel trattare della Sicilia e della sua criminalità organizzata sono già da tempo evidenti i sempre più numerosi legami che associano le organizzazioni mafiose, in particolare delle provincie di Siracusa e di Agrigento, a quelle straniere.
Quindi, sotto questo profilo si conferma quanto già ampiamente descritto ed essenzialmente in linea con il processo evolutivo delle organizzazioni criminali di tipo mafioso operanti nel sud del Paese. 
Verso la seconda metà degli anni Novanta le mafie hanno avviato una lenta ma costante trasformazione. La ‘ndrangheta si è definitivamente proiettata sul mercato internazionale degli stupefacenti; la camorra è ritornata al livello che più le è congeniale di controllo delle attività criminali locali, anche di basso profilo, mentre la mafia siciliana è ancora impegnata nel suo processo di ristrutturazione interna alla ricerca di nuovi equilibri ed aree d'intereese criminale. Tuttavia, tutte, a fattor comune, sono focalizzate nella conservazione o riconquista dei rispettivi territori; le mafie, con il crollo dei consolidati legami politico-imprenditoriali e conseguente perdita delle relative protezioni, sono costrette a rigenerarsi in entità aderenti ai tempi.
In tale quadro generale, lelemento che più di ogni altro deve indurre ad una attenta riflessione è la saldatura dinteressi criminali convergenti tra le organizzazioni criminali italiane e quelle straniere.
In passato, rumeni, georgiani, pachistani ed eritrei, per fare solo alcuni esempi, sono state considerate etnie di scarso profilo criminale sottovalutandone la capacità relazionale, quella di costruzione di reti logistiche e la spiccata caratteristica transnazionale. Mentre lattenzione era focalizzata su albanesi, cinesi e nigeriani, certo dotati di maggiore spessore criminale, le altre etnie ponevano le basi per svolgere le rispettive attività criminali non in alternativa, ma in aggiunta alle più note, e questo è il dato di maggiore allarme sociale.
In sostanza, i processi di ristrutturazione criminale delle mafie nostrane, la congiuntura economica negativa e la globalizzazione dei flussi mondiali, favoriscono linterazione tra la criminalità italiana e quella straniera creando un ulteriore motivo di preoccupazione per la sicurezza e lordine pubblico.
In conclusione, va denunciata l'urgenza di agire prontamente, prima che questi legami assumano caratteri resilienti, ripensando lapproccio a queste forme di criminalità inquadrandola innanzi tutto in un ambito marcatamente transnazionale ricorrendo, sotto il profilo giudiziario-investigativo, agli strumenti previsti dalla specifica aggravante penale fino ad oggi negletta.
E' imprescindibile un approccio completamente nuovo a questi fenomeni criminali, anche interni, superando la stantia, ma comoda, antimafia, sempre più spesso marcatamente definibile in -mafia dell'antimafia- cambiando completamente il punto di vista nella comprensione dell'evoluzione criminologica che oggigiorno deve essere caratterizzato dalla conoscenza delle dinamiche criminali mondiali.
Ad esempio, e a titolo di provocazione, se non si studiano e comprendono le dinamiche della criminalità in Libia, ed in particolare il suo peso in quasta fase politica, non è possibile comprendere -se ed in che modo- le organizzazioni criminali italiane potranno avvantaggiarsi dal flusso di migranti e traffici illeciti che da quel Paese investono l'intera Europa passando dall'Italia.
Prendere in esame nuovi punti di vista aiuta a confutare teorie errate o a confermarne la validità, ma soprattutto aiuta a crescere.