martedì 17 febbraio 2015

Criminalità, terrorismo ed insorgenza, come funziona questa sporca relazione, anche nella crisi in Libia.


Quando si getta un sasso in uno stagno l'intero ecosistema ha un sussulto e si difende dall'eventuale pericolo fermandosi per comprendere quali mosse intraprendere. Dopo la caduta del Muro di Berlino l'intero ecosistema delle relazioni internazionali si è interrogato sul futuro limitandosi a reagire a singoli episodi che richiedevano risposte a breve termine. Poi, con il tempo, gli esseri viventi dello stagno mondiale piano piano hanno ripreso la quotidiana attività rimettendosi in gioco in uno scenario che tuttavia era di già molto mutato.
La globalizzazione ha indebolito gli stati-nazionali figli della pace di Westfalia del 1618 liberando forze eversive quali la criminalità organizzata, il terrorismo e l'insorgenza.
L'indebolimento degli Stati ovviamente ha cause diverse in relazione alle specificità di ogni realtà; ne soffrono le democrazie occidentali come anche quelle nord africane e dell'america latina, quegli stati autoritari del caucaso come quelli del continente indiano. Il risultato comunque, comune a tutte queste  diverse esperienze, è il rafforzamento della relazione tra criminalità-terrorismo-insorgenza.
Nel frattempo altro è accaduto. Prima di tutto va chiarito che la guerra fredda non è si mai conclusa, ed oggi è evidente anche ad i meno attenti; che il Pacifico è tornato al centro degli interessi geopolitici internazionali, che il mondo Musulmano è ancora in preda a lotte intestine, che l'economia mondiale è in crisi sistemica, che la sperequazione nord-sud e tra le classi sociali è sempre più accentuata e, per concludere, che si sono moltiplicati gli attori geopolitici in grado di influenzare la politica internazionale. 
Le onde provocate dal sasso lanciato nello stagno con la fine dell'egemonia delle due super potenze USA e URSS si sono rareffatte e gli abitanti dello stagno hanno ripreso at  vivere pericolosamente. 
In questo contesto generale la - sporca relazione - che lega gli interessi della criminalità organizzata a quelli dei terrorismi e dei sempre più numerosi fenomeni d'insorgenza ha acquisito una forza ed un valore geopolitico intrinseco.
Oggi è quindi imprescindibile parlare di terrorismo ed insorgenza conoscendo la profonda relazione ed effetto che ha su di questi fenomeni la criminalità organizzata nelle sue versioni, locale, internazionale e transnazionale.
Lo studio di questi attori, considerati singolarmente ma analizzati negli aspetti sinergici, è decisivo per comprenderne la natura profonda, prevederne l'evoluzione e determinare efficaci politiche di contrasto.
Quando uno stato non esercita il controllo del proprio territorio è logico che il derivante vuoto di potere verrà immediatamente riempito dalle comunità locali che, sostituendosi ad esso, ne eserciteranno le prerogative regolando le attività economoniche lecite e criminali. Quest'attività di regolamentazione è possibile solamente se scendono a patti: la politica, l'economia e la criminalità locale dando vita a rapporti osmotici nell'interesse comune e convergente di gestione  del potere locale. Quando questo fenomeno si concretizza in occidente prende la forma del Sistema Mafioso che ben si conosce, quando si materializza nei paesi a debole sovranità sempre più spesso nascono i fenomeni di terrorismo ed insorgenza.
In ultima analisi non è più credibile parlare di geopolitca senza avere in agenda la conoscenza della relazione che intercorre tra terrorismo-criminalità-corruzione.