sabato 24 gennaio 2015

Tribalismo e nuova geografia.


Chi legge queste pagine è familiare con il concetto di PrimaGuerra Permanente e sistema mondiale a-polare dal punto di vista geopolitico che comunque si rifanno alle dinamiche geopolitiche contemporanee prive di superpotenze in grado di esercitare il potere in via esclusiva in cui i fenomeni d'insorgenza esprimono il potenziale eversivo in un territorio legandosi imprescindibilmente ad altri attori in grado di controllar un territorio.
Nella maggior parte dei casi questo controllo appartiene alle comunità locali con intrinseche specificità etnografiche ed antropologiche quali senz’altro quelle di natura tribale.
La tribù, in particolar modo nei territori non urbanizzati di quei paesi che non hanno sperimentato gli esiti della civilizzazione, greca, romana, germanica, industriale e post-industriale, è ancora la forma di aggregazione protettiva  elementare e più diffusa. 
Ne consegue che il ruolo della tribù, decisivo per la gestione delle attività commerciali nell'area di appartenenza, si ripercuote ovviamente anche nella gestione delle attività criminali attraverso varie forme di contrabbando che spesso rappresentano l'unica fonte di guadagno disponibile.
In Iraq, ad esempio, esistono circa 150 tribù composte da 2000 clans e rispettive zone d'influenza. Il 75% della popolazione irachena appartiene ad un clan o ha legami di sangue con uno di questi. Dall'unità di base, la famiglia si passa a quella allargata, la casata, quindi al clan ed ancora alla tribù per finire con un'organizzazione tribale in forma di confederazione di tribù.
Questa medesima struttura organizzativa sociale la individuiamo in gran parte del resto Mondo che una volta si definiva secondo e terzo rispetto a quello occidentale. Con la perdita della sovranità nazionale sono sempre più numerosi gli stati in crisi o in via di fallimento a causa delle spinte che provengono dal basso e sono finalizzate al mantenimento dei propri privilegi territoriali.
In questi giorni è lo Yemen che ripropone chiaramente questa tendenza poichè la popolazione Zaidi, guidata dalla milizia tribale di al-Houthi, avendo visto traditi gli accordi presi con il governo di Saanà ha deciso di occupare i centri del potere rivendicando l'amministrazione diretta dei territori del nord di atavica appartenenza, lasciando il sud all'amministrazione delle forze tribali locali affincate dalle componenti quaediste yemenite.
Il ruolo centrale delle tribù emerge sempre con maggiore vigore e sarà determinante anche nell'attuale crisi libica che, in quanto italiani, ci coinvolge più direttamente.
Lo sconvolgimento dei confini di Iraq e Siria con la nascita del Califfato, le future rivendicazioni curde, le crisi libiche e maaliane nonchè l'attività insorgente degli Shaabab in Somalia e Boko Haram in Nigeria, per citare solamente le più note, sono fatti che stanno ridisegnando la geografia politica appartenente al secolo scorso.