giovedì 15 gennaio 2015

Criminalità e Terrorismo: lo sporco intreccio.


L'evoluzione delle ricerche sui fatti di Parigi confermano che non si é trattato affatto di un atto di guerra all'occidente (quella é già in corso da decenni oramai), ma dell'azione di un nuovo modello di combattenti jihadisti di ultima generazione nati, forse anche inconsapevolmente, dalle teorizzazioni oramai decennali di Abu-Musab al-Suri che ha promosso il concetto di resistenza senza leadership; una sorta di jihadismo liquido che si basa sull'intraprendenza tattica di singoli o di contenuti gruppi di combattenti fai-da-te come nel caso dell'attacco di Parigi. Tramontata l'esperienza jiadista condotta personalmente da Osama Bin Laden si è passati alla lotta in franchising sotto il brand di -al-Quaeda per giungere a questa ulteriore e molto più pericolosa evoluzione.
La devastante pericolosità di questo genere di atti terroristici deriva dalla estrema semplicità di approntamento ed esecuzione come il caso dei fratelli Kouachi e di Coulibali dimostra che trova impreparate le strutture di prevenzione sebbene, ma solo a posteriori, emergano sempre chiare indicazioni della pericolosità dei soggetti.
Innanzi tutto va ridimensionata la professionalità e relativa preparazione militare degli attentatori di Parigi poiché l'unico soggiorno in Yemen pare si sia prolungato per soli tre giorni: pochini per una preparazione di tipo militare. Inoltre é difficile pensare che un attacco pensato e preparato da tempo possa essere stato affidato a soggetti che amavano presentarsi sui social network armati e con chiare intenzioni bellicose; infine le armi per le due stragi sono state acquistatesul mercato illegale da uno dei fratelli Kouachi grazie alle sue entrature acquisite in virtù del suo passato criminale e sarebbero state pagate con il denaro di un prestito bancario di circa 20.000 euro.
Insomma l'intera faccenda deve essere ancora analizzata con professionalità.
Invece, certamente molto più interessante é il ruolo della criminalità organizzata nel favorire queste stragi ed in genere ogni attività terroristica.
Oramai da anni è conclamato il ruolo che la criminalità organizzata e la corruzione giocano nel rendere possibili attentati terroristici singoli, e più in generale la nascita ed il potenziamento dei fenomeni d'insorgenza. La maggioranza degli atti terroristici degli ultimi anni e più violenti hanno avuto la complicità diretta o indiretta della criminalità organizzata: persino gli attentati del settembre 2001 in America non sono sfuggiti a questa logica poichè Muhammad Atta, il presunto organizzatore, per finanziarsi, a detta dell'intelligence tedesca, contrabbandava antichità provenienti dal Medio Oriente.

La sfida futura nell'approccio ai fenomeni di terrorismo ed insorgenza passa attraverso la conoscenza delle relazioni tra criminalità, corruzione e terrorismo. E, soprattutto in Italia, in questo campo abbiamo una lunga strada alle spalle.