giovedì 6 novembre 2014

Un paese in declino, come le sue mafie.


Una volta la criminalità italiana vantava un rango di rilievo riconosciuto e rispettato internazionalmente, oggi non è così, cos’è accaduto?
Prima d’ogni altra considerazione va subito chiarito che questa situazione di fatto non dipende direttamente dai successi che sempre ci sono stati negli anni dall’attività di polizia giudiziaria che -nonostante tutto- ha continuamente svolto egregiamente la propria funzione, ma è da mettere in relazione alla perdita di potere economico del paese Italia.
A qualcuno quest’affermazione può sembrare una forzatura, ma prendendo nella giusta considerazione alcuni aspetti salienti della storia patria recente e del modus operandi delle organizzazioni mafiose italiane, magari attraverso una riflessione non pregiudiziale dei fatti, la si può condividere. 
Dal secondo dopoguerra le mafie storiche italiane, quella siciliana, la camorra campana e la ‘ndrangheta calabrese, hanno, con diversa ed alterna fortuna, goduto di momenti più o meno favorevoli in relazione all’andamento economico e politico del Paese. Il boom economico degli anni Cinquanta ha pompato miliardi di lire nell’edilizia assistita dallo stato e nella realizzazione di opere pubbliche, in particolare nel Mezzogiorno, foraggiando l’economia illegale mafiosa attraverso la corruzione, le estorsioni ed una concorrenza sleale. L’investimento criminale di questi capitali ha consentito l’ingresso delle mafie nel circuito mondiale dei grandi traffici illeciti di droga e sigarette generando una spirale di guadagni incredibile.
Ma quando, a ridosso degli anni Novanta, il Paese ha perso il suo potere geopolitico internazionale connesso all’interesse americano di presenza in Italia, ben ripagato con politiche economiche di favore e garanzie finanziarie a tutela del debito pubblico, sono crollati tutta una serie di equilibri che in un ventennio hanno portato il sistema Italia al collasso. Ad esempio oggi è impensabile che lo stato si sobbarchi una spesa pubblica di miliardi euro pari a quella sostenuta per la ricostruzione dell’Irpina flagellata dal terremoto del 1980 che ha finito per rimpinguare, quale effetto collaterale, le casse della Camorra napoletana. Oggi i soldi non ci sono e quindi, a cascata, le mafie avendo perso potere economico hanno perso le coperture politiche e quindi sono divenute vulnerabili all’azione delle forze di polizia come dimostrato dal crescente numero di operazioni di polizia andate a buon fine negli ultimi anni. Il tutto inoltre ha determinato l’ulteriore effetto negativo per le organizzazioni criminali nostrane della perdita di potere negoziale internazionale.
Un’eccezione va senz’altro fatta per la ‘ndrangheta, ma il tema è complesso e merita una più ampia valutazione da rimandare ad altra sede.
Qualche giorno fa a Napoli i Carabinieri hanno concluso un’operazione antidroga che ha portato all’arresto di alcuni corrieri che gestivano un trasporto di  droga proveniente dalla Spagna per conto del clan di camorra dei Nuvoletta-Gionta-Contini. Sapere oggi che uno dei più agguerriti, ricchi e potenti clan della malavita organizzata napoletana ed italiana è ridotto a mediare con i rappresentanti in Spagna i carichi di  hashish provenienti dal Marocco getta una chiara luce su quanto questi siano oramai ridotti a figure di secondo piano nel panorama della criminalità internazionale. Una volta i siciliani di Cosa Nostra erano in grado di andarsi a prendere in nord Africa, grazie alle flotte dei pescherecci mazaresi, qualsiasi carico di droga; oggi evidentemente l’asse dei traffici si è definitivamente spostato in Spagna dove sono presenti anche i rappresentati delle famiglie italiane di mafia. Si potrebbe, qualcuno potrebbe, gioire di questa situazione. In effetti un lato positivo senz’altro va evidenziato, ovvero la minor capacità di profitto che le organizzazioni criminali italiane stanno soffrendo, tuttavia, ed è questo l’aspetto che va evidenziato con chiarezza, questa situazione ha un lato assolutamente negativo e preoccupante poiché le mafie oggi sono tornate a finanziarsi attraverso quei reati che più di altri colpiscono direttamente la popolazione da vicino ossia l’estorsione e l’usura. In questo modo si ripropone il quadro criminologico storicamente tipico della Mafia, Camorra e ‘ndrangheta che ne ha determinato con il tempo, e in concomitanza di risvolti sociali favorevoli, lo smisurato sviluppo degli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta del secolo trascorso.
E’ oggi che l’attenzione verso questi reati, estorsione ed usura in particolare, deve essere massima prima che questi fungano da volano per i futuri fasti della criminalità organizzata e mafiosa nostrana.