venerdì 26 settembre 2014

La Prima Guerra Mondiale Permanente Networked Insurgency Terrorismi e criminalità organizzata


Il futuro è questo: una guerra permanente, a geometria variabile, combattuta da attori, perlopiù definibili come insorgenti che vengono contrastati non già da eserciti nell’accezione classica, ma da una loro forma evoluta. D'altronde anche lo stesso concetto di  guerra, intesa come forma di conquista o di difesa, ha subito un adattamento alla contemporaneità.
Gli eserciti regolari oggi possono contare su assets  tecnologici che conducono azioni di guerra a distanza, i droni, o umani da impiegare in vece dei veri e propri quadri regolari: i contractors, sofisticato termine che sostituisce il meno garbato mercenari.
Eserciti e mercenari, tuttavia, non rappresentano l’elemento chiave della Prima Guerra Mondiale Permanente essendo meri strumenti operativi a differenza dei gruppi d’insorgenza che sono i veri protagonisti di questa evoluzione geopolitica.
Gli insorgenti di oggi sono i sovversivi di ieri; si tratta comunque ed in ogni caso di rovesciare un potere costituito al fine di sostituirlo con qualcosa di nuovo e diverso.
In buona sostanza, quelli che, generalmente e genericamente, vengono definiti terroristi, oggi come allora, sono degli insorgenti, dei rivoluzionari, che possono aver avviato il proprio percorso per mezzo di atti di terrorismo ma che, nel tempo, cercano di  strutturarsi ed affermarsi dando vita ad organizzazioni militanti più articolate d’insorgenza vera e propria.
Questa distinzione è decisiva nell’affrontare l’attuale situazione geopolitica mondiale poiché ci consente di comprendere la dimensione operativa del principale attore della Prima Guerra Mondiale Permanente: l’insurgency.
Terroristi ed insorgenti; chiariamone la principale differenza prima di procedere oltre.
Un gruppo terrorista è una entità che ha in sé stessa i prodromi per svilupparsi in una milizia sovversiva laddove le circostanze lo consentiranno, mentre un gruppo sovversivo, rivoluzionario o insorgente, ha già raggiunto questo stadio superiore caratterizzato dalla operatività di una struttura articolata militare, economica e politica.
Un movimento d’insorgenza, come accennato e logico che sia, ha bisogno di strutturarsi per operare in un determinato territorio e per di più con l’obbligo di sfuggire alle maglie del potere che esso contrasta. Perché tutto questo funzioni è inevitabile dotarsi di una capacità logistica adeguata allo spostamento dei militanti, degli equipaggiamenti, delle munizioni, dei rifornimenti in genere; tutto questo avviene sul territorio e comporta costi enormi. Ecco, questi due aspetti sono già indicatori dell’importanza e inevitabile necessità, per qualsiasi forma d’insorgenza, di entrare in contatto con la criminalità organizzata che ovunque nel mondo controlla i canali di commercio illegale -il contrabbando- grazie al quale è possibile reperire qualsiasi merce e spostare qualsiasi cosa, nonché fare affari con essa direttamente allo scopo di finanziare gli enormi costi che l’attività d’insorgenza comporta.
Ed è, come analizzerò nel dettaglio in futuro, in questo quadro generale che si realizza la sinergia d’interessi illeciti tra insorgenti, criminali, affaristi di vario genere ed opportunisti di professione.
In sostanza e ricapitolando, gli USA, non più arbitro unico nel gioco degli equilibri mondiali, deve confrontarsi con altre potenze di diverso livello e peso, quali Cina, Russia, India, Giappone, Pakistan e, più da vicino con i Paesi considerati -il giardino di casa propria- ovvero quelli dell'America latina. 
Una volta tutto era più semplice essendo riusciti, gli americani, a contrastare l'unico reale antagonista l'URSS stabilendo, grazie alla deterrenza nucleare un equilibrio a due che è durato a lungo; oggi gli attori, come detto, sono molteplici e l'unica via che gli USA, ma anche gli altri paesi, emergenti compresi, hanno -per evitare di soccombere- è quella di evitare che nessuno dei giocatori al tavolo internazionale prevalga. Per ottenere questo risultato è tornata di prorompente attualità la massima romana -dividi et impera- nella versione più caduca del dividi e sopravvivi. 
E' partendo da questa necessità che assume un senso logico il concetto di Prima Guerra Mondiale Permanente poichè le grandi potenze per evitare che una prevalga ha un solo mezzo: destabilizzare i teatri mondiali sensibili dal punto di vista geopolitico impegnando le potenze rivali in termini di costi economici ed equilbri politici. Tutti contro tutti con ogni mezzo.
Quindi, in questo nuovo mondo gli insorgenti e la criminalità, che come detto operano in stretta sinergia, sono destinati ad avere un futuro radioso.