venerdì 11 luglio 2014

LA MAFIA RUSSA NON ESISTE, NON IN ITALIA




Questo è il primo di una serie di pezzi che pubblicherò -a cadenza bisettimanale- dedicati alla c.d. Mafia Russa ed alla sua evoluzione criminale in Italia


Ancora una volta i fatti oggettivi smentiscono, seppur a distanza di tempo, le notizie e la vulgata che i mass media forniscono con -scarsa deontologica accuratezza- alla pubblica opinione.
In Italia, come ho già avuto modo di dire, ripetere e certificare, la Mafia Russa non esiste.
Nel blocco ex sovietico, con l’implosione del sistema di organizzazione sociale pianificato, che nell’ultimo periodo aveva poco a che fare con l’ideologia comunista e molto con la corruzione interna che ne ha sclerotizzato la struttra dall'interno, le organizzazioni criminali provenienti da quell’area, agevolate dal rampantismo capitalista senza regole che nel periodo immediatamente post comunista aveva sedotto quei sistemi politici, hanno avuto gioco facile  a creare networks criminali internazionali.
I criminali russi appartengono prevalentemente a due distinte etnie: slava e caucasica che -da sempre- si contendono la supremazia del mondo criminale russofono.
In tale quadro va tenuto a mente che lo scontro atavico tra queste due entità si ripropone, tale e quale, anche tra le propaggini estere che entrambi hanno creato; in Italia operano organizzazioni criminali che hanno origine nei Paesi una volta appartenute all'URSS e, tra questi, i più attivi sono i georgiani seguiti dai moldavi.
Nel passato, a far data appunto dagli anni Novanta, in più occasioni, sono state diffuse notizie sensazionalistiche che hanno generato l’errata convinzione dell’avanzata criminale della Mafia Russa in Italia. Falso! Nei pochi casi degni di nota si è trattato di attività di riciclaggio, nate da indagini avviate da autorità estere che –in giudizio- non sono state provate a causa dell’impossibilità di certificare la provenienza illecita dei capitali (Indagine Tela di ragno degli anni '90 nata da un'attività anti riclaggio negli States).
Premesso questo va invece evidenziato che negli ultimi tre anni, l’evoluzione della criminalità georgiana in Italia è giunta ad una fase di maturazione tale che merita una specifica attenzione che ne consenta di delineare i principali crismi operativi.
Numerose sono state, ad oggi, le indagini, e quindi i relativi processi, che hanno portato a giudizio davanti ai Tribunali italiani cittadini georgiani organizzatisi in cellule criminali per la maggior parte dedite ai furti in appartamento.
Questo é il primo dato da valutare poiché evidenzia un aspetto importante per la comprensione di questa criminalità.
In tutta Europa, e quindi non solo in Italia, la criminalità di origine georgiana, fortemente radicata in Russia per cause storiche che analizzerò in un prossimo post, ha creato una rete di cellule criminali operative che fanno capo essenzialmente a due clans egemoni provenienti dalle principali città della Georgia: Tblisi e Rust’avi. 
La strategia operativa di questi due organizzazioni criminali in Europa è quella di dragare capitali attraverso la commissione di reati di basso profilo per accumulare capitali da reinvestire in altre attività che aumentino il potere in patria, in Russia ed in generale verso l’est asiatico. 
L’Europa è quindi da un punto di vista economico un mero terreno di -accumulazione capitalistica primaria- già ampiamente teorizzata da Karl Marx.


Prossimo pezzo il 14/07/2014