mercoledì 16 luglio 2014

LA MAFIA RUSSA NON ESISTE, NON IN ITALIA / II



Affronto oggi, con questo pezzo, l’evolversi storico della criminalità georgiana in Italia.
Come anticipato nel pezzo dell’11 luglio, non può oramai essere considerata un elemento di novità nel panorama criminale nazionale essendosi resa evidente alle forze di polizia, alla magistratura e all’informazione in genere, nelle sue dinamiche, caratteristiche peculiari e per la sua progressiva evoluzione in forme strutturate operanti nelle regioni ad elevato tenore di vita.
Senz’altro un quadro attendibile su questo fenomeno ci viene fornito dall’analisi dei risultati investigativi ottenuti dalle varie forze di polizia, e già passati al vaglio del giudizio della magistratura. Nel corso degli ultimi anni sono state portate a compimento alcune attività d’indagine di particolare rilevanza nel Lazio, in Piemonte e in Lombardia, anche se attività minori si sono svolte in generale in tutte le regioni del centro-nord.
Eccone un quadro sintetico:

GOLD RIVER: 2010, in Piemonte, nella provincia di Novara, vengono arrestati una ventina di cittadini georgiani riuniti in cellule  operative - identificabili come propaggini di strutturati sodalizi mafiosi radicati nel Paese d’origine- capaci di agire anche in diverse altre città italiane quali: Milano, Venezia, Firenze, Perugia. Roma, Napoli e Bari, dediti prevalentemente alla commissione di furti in appartamento ed in ville;

SAN GIORGIO: 2012, nella capitale, vengono arrestati complessivamente un centinaio di georgiani dediti prevalentemente alla commissione di furti in appartamento ed in ville;

LOCUSTA: 2013, partendo da una rapina perpetrata a Frascati, sono stati arrestati 19 georgiani che, dopo aver raccolto oro ed altri preziosi attraverso i furti in appartamento in Roma e nell’intera provincia, si erano rivolti ad un ricettatore romano per monetizzare la refurtiva;

ODESSA: 2013, nel capoluogo regionale lombardo, venivano assicurati alla giustizia in diversi blitz delle forze di polizia una trentina di georgiani indiziati del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione e ricettazione aggravata, possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli e possesso di documenti falsi, recuperando contestualmente refurtiva di ingente valore;

KURA: 2014, nel corso di questo mese, ancora una volta partendo dal Piemonte, è stata scoperta l’operatività di un’ulteriore compagine criminale georgiana dedita - come al solito – alla commissione di furti in appartamento e sempre nelle regioni del nord-centro Italia che ha consentito l’arresto di 44 georgiani.

A questo punto, a fattor comune, vanno evidenziate le seguenti peculiarità rilevabili dall’analisi di queste, ma anche di quelle minori non riportate:
- esclusiva commissione di furti in appartamento, quindi a basso rischio ed indice sanzionatorio a fronte di un’elevata redditività economica;
-    ricorso alla tecnica d’ingresso del key bumping  che consente l’apertura delle porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione, sia con strumenti rudimentali fabbricati in proprio che sofisticati acquistati all’estero e in particolare in Ucraina;
-    successiva vendita della refurtiva presso esercizi commerciali di COMPRO ORO per la monetizzazione e successivo trasferimento all’estero;
-    raccolta dei proventi illeciti in un fondo comune denominato in russo общак  ovvero la cassa comune dell’organizzazione criminale.
Spingendoci ancora oltre nell’analisi del modus operandi di queste strutture criminali - semplici – individuiamo alcune delle loro principali caratteristiche organizzative dal punto di vista criminologico evidenziando:
-  che le politiche e le attività amministrative di contenimento dell’immigrazione clandestina vengono agevolmente aggirate, attraverso documentazione falsa contraffatta o alterata;
-     la disponibilità a creare collaborazioni a livello inter-etnico per la realizzazione dei progetti criminali;
-        la capacità artigianali nel riprodurre chiavi e grimaldelli idonei all’apertura di qualsiasi tipo di  serratura;
-         la parcellizzazione territoriale in cellule operative in contatto tra loro;
-      gli stabili relazioni con badanti georgiane, meglio se clandestine - poiché facilmente ricattabili - per individuare gli obietti da colpire che forniscono supporto di natura logistica;
-         l'impiego di autovetture ed sim-card telefoniche intestate a prestanome;
-         che per i contatti internazionali il ricorso al network Skype;
-          il breve periodo di permanenza nelle città in cui svolgono le attività delinquenziali;
-          l'impiego di falsi documenti d’identità.
Appare evidente che sotto il profilo della conoscenza di questo fenomeno poco c’è ancora da chiarire trattandosi - in buona sostanza - di una forma criminale di tipo elementare. Tuttavia, ciò che in realtà è degno di un’ulteriore attenzione concerne la connotazione internazionale in virtù della quale queste cellule criminali godono di una rete di protezione derivante dall’appartenenza a clan criminali di livello superiore che garantiscono nei confronti delle altre associazioni criminali internazionali.
Questo è l’aspetto che tratterò nel prossimo pezzo limitandomi a descrivere ed analizzare la situazione in Europa e la relazione che con essa hanno le organizzazioni georgiane sullo sfondo delle dinamiche criminali russe.



Prossimo pezzo il 21/07/2014