venerdì 28 marzo 2014

LA NUOVA VESTE DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA ED IL VECCHIO STILE MAFIOSO



Stamattina, non lo nego, mi sono fatto attrarre dalla pagina bianca d’apertura del quotidiano La Repubblica che prometteva un inizio. Bella e degna di plauso senz’altro la scelta editoriale di separare la notizia in sé dall’approfondimento. La scelta oramai, a mio parere, improcrastinabile di lasciare al web l’onere di aggiornarci sui fatti in quanto tali, delegando l’approfondimento alla carta stampata mi trova pienamente d’accordo.
Tuttavia, oltre che in questo cambiamento speravo anche, proprio in relazione all’annunciato desiderio del direttore di approfondimento tematico dei fatti di maggiore interesse, in un’evoluzione nell’approccio ad uno dei temi più vecchi e, nonostante tutto, ancora attuali in Italia: la lotta alle mafie. Con sincero disappunto, anche a proposito delle firme, mi sono imbattuto in un’intera pagina del quotidiano, per la precisione la 35, dedicata al nuovo volto del mafioso trapanese Matteo Messina Denaro. Una paginata di roba solo per parlare di voci sul conto della “primula rossa”. Inciso: veramente non se ne può più di queste locuzioni per descrivere tutti i criminali che non si riesce ad assicurare alle maglie della Giustizia, uno sforzo creativo si può anche sperare dal quotidiano più letto in Italia. Ma la questione capitale è che l’intera pagina è dedicata ad una ricostruzione trita e ritrita che, sostituendo il cognome di Messina Denaro con quello di Leggio, di Riina, di Provenzano, di Aglieri, e via via primuleggiando, è sempre uguale a se stessa. E gli approfondimenti che sono stati annunciati dove sono? Voglio essere ancora più chiaro e diretto e me ne dolgo, ripeto; questo genere di articoli confezionano una verità precostituita che serve ad orientare l’opinione del lettore in un determinato senso. Nel particolare, proprio non capisco come si possa ridurre a Matteo Messina Denaro la volontà e l’esecuzione degli attentati del 1993 a Milano, Firenze e Roma. In questo modo devo ritenere, ed è questo forse il messaggio che si vuole far passare, che una volta catturato il Messina Denaro potremo considerare chiuso quel periodo? No, mi dispiace, lo sforzo va fatto, l’approfondimento, oltre che annunciato va prodotto, altrimenti delle due una: o si è sodali o si è incapaci. Non è concepibile un’intera pagina per dire che la rivista Forbes considera Messina Denaro uno tra i criminali più ricchi del mondo e che la sua incolumità negli anni sarebbe garantita dall’archivio di Salvatore Riina. Su da bravi fate uno sforzo, provate un approfondimento dei fatti e la notizia del nuovo identikit lasciatela al web.
Antonio De Bonis