martedì 11 marzo 2014

LA CORRUZIONE ED IL GIOCO DELLE TRE CARTE


Ancora un magistrato, per carità va benissimo, persona degnissima Raffaele Cantone magistrato anti-camorra. Il fatto è che queste nomine francamente mi sembrano prevalentemente di facciata, fatte per fare bella figura difronte all’opinione pubblica e  per scaricare le colpe di eventuali fallimenti.
Se non altro oggi, e forse per un paio di giorni, si parlerà della corruzione anzi dell’Autorità nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche. 
Un nome che è senz’altro tutto un programma.
Un preambolo mi è d’obbligo: l’Italia ha aderito, firmandone il documento programmatico il 27 gennaio 1999, alla convenzione penale sulla corruzione del Consiglio d’Europa, ratificandola solamente a giugno 2013. Nel frattempo nell’anno 2012 il Governo italiano ha varato una serie di riforme anticorruzione, in risposta alla profonda inquietudine emersa dai sondaggi sulla percezione del fenomeno,  la nuova legge 190 del 6 novembre 2012.
A distanza di meno di un anno è intervenuta la Commissione europea stroncando la legge e le sue disposizioni, fatto salvo il cambiamento formale di approccio alla questione da repressivo a preventivo. Non solo, la Commissione europea, nel suo rapporto non si limita ad evidenziare i punti criticabili della legge ma ci fa anche la cortesia d’indicarci la strada per la soluzione. Premesso il fatto che inizia ad essere veramente deprimente il dover subire queste continue lezioni, la Commissione evidenzia come, fatta legge, siano stati inseriti anche gli inganni. Il gioco delle tre carte, appunto. Ma c’è ancora di peggio, ma si prendiamoci a pesci in faccia da noi stessi: il primo rapporto sull’attuazione della legge  190/2012, redatto dalla stessa A.N.A.C. è forse ancora più desolante e racconta di ritardi, svogliatezza politica e riottosità delle varie dirigenze nella pubblica amministrazione, ma anche di sotterfugi per evitare l’assunzione di responsabilità.
Ecco, io direi che al dott. Raffaele Cantone oltre agli auguri di rito va sin d’ora assicurata la solidarietà collettiva. 

Antonio De Bonis