lunedì 10 febbraio 2014

Il concetto del rispetto e dell’onore nelle gangs giovanili.


Fatto: Cretina muori', gli amici riprendono e incitano la 'bulla' di Bollate.

Una ragazzina di 15 anni ha accusato una sua coetanea di averle portato via il fidanzato e così lha picchiata fuori dalla scuola, a Bollate, nel Milanese. Il tutto è stato ripreso con un cellulare da alcuni compagni che hanno caricato il video su Facebook. Compagni, come si sente dallaudio, hanno incitato le due a battersisenza sentire lesigenza di intervenire per separarle, ma al contrario commentando la gazzarra con ampie risate. È successo attorno alle 14 del 6 febbraio allesterno dellIstituto tecnico Primo Levi di via Varalli, dove la presunta tradita(che non frequenta listituto) ha atteso luscita della rivale in amore e lha aggredita: capelli tirati, calci e pugni, mentre gli altri ragazzini riprendevano e ridevano senza intervenire.
Dal sito del Il fatto Quotidiano del 7 febbraio 2014

Guarda il video dal sito www.geocrime.org

Riflessioni:

Non siamo certo in presenza dell’opera di una gang giovanile alle prese con uno dei più frequenti riti d’iniziazione dei neofiti, ovvero picchiare un nemico a dimostrazione della proprie capacità, ma a ben pensarci non siamo molto lontano da quel passaggio. Analizzando il video possiamo isolare senz’altro una vittima, la ragazza che chiede aiuto ed implora l’intervento dei presenti, la ragazza che aggredisce ed il coro, si il coro come nella tragedia greca, a fare da sfondo partecipativo alla tragedia che si consuma sul proscenio. Continuiamo: il coro come interviene? In tre modi: assiste, incita e riprende la scena. Mi sembra che ci siano tutti gli elementi della più classica delle costruzioni tragiche. Ma ancora, sono profondamente colpito, non dalla passività della vittima che tale è e non si ribella al suo ruolo, non dal carnefice, la ragazza che aggredisce ma dai seguenti aspetti:
la fisicità dell’aggressione è quasi, nella mimica delle movenze, artistica, la ragazza sembra una danzatrice che interpreta delle figure studiate a lungo;
la risata maschile ebete in sottofondo che fa da contraltare a quella delle amiche della ragazza che aggredisce, eloquente di per sé stessa;
la ripresa filmata.
Non ho certo voglia di profondermi in disquisizioni antropologiche sul fatto, ma una cosa è certa quest’episodio mostra chiaramente in quale contesto possono nascere e prendere corpo e vitalità le gangs giovanili. L’unico aspetto mancante è l’emarginazione sociale derivante dall’essere straniero. Voglio ora soffermarmi sulla figura dell’aggressore. Questa ragazza, in quel contesto si è meritata rispetto,  onore, o cosa agli occhi dei suoi coetanei? 
Una necessaria premessa sul concetto di onore: all’inizio era Aristotele che affermava: “… solo la virtù è il fondamento dell’onore, l’onore non è altro che un riguardo verso qualcuno in riconoscimento delle sue virtù di cui è la ricompensa esteriore…”. Siamo quindi al cospetto di un’idea di etica dell’onore specchio delle virtù alte che saranno alla base dello sviluppo del pensiero classico greco illuminante dell’intera civiltà occidentale. L’uomo é onorevole ed onorabile solamente se è portatore di virtù morali elevate e per questo solo motivo è degno di onore. Nel 1500 e 1600 si avvia il processo di valorizzazione della dignità umana proprio della modernità che si può impersonificare figurativamente nel Cavaliere di Cristo o nell’Hidalgo spagnolo che agiscono in ragione di un onore diverso non più etico, visto che i crociati potranno macchiarsi di inenarrabili fatti sangue in nome della fede, é un onore che trova il suo fondamento nelle proprie gesta per una causa giusta; é un onore terreno materiale che genera rispetto in chi di tali gesta non è capace. La ragazza di cui in argomento non è certo onorevole, visto che tra le altre cose colpisce una vittima dichiaratamente inerme e già sopraffatta ma tuttavia si guadagna il rispetto degli altri che, a certificazione di ciò, ne filmano le gesta pronti a mostrarle ad una impalpabile platea.
Cosa ci resta di tutto questo? L’amara considerazione che il risultato della metamorfosi, o dell’evoluzione, del concetto dell’onore ferma alla modernità ci ha consegnato un onore depauperato della sua etica per essere esposto alle declinazioni mafiose “uomini d’onore”, a quella politica , gli “onorevoli” ed ai ragazzi non più della “Via Pal" ma di Bollate; ed io sono fermamente convinto che sarebbe il caso di ricominciare proprio da Bollate. 

Signori Educatori io sono pronto e Voi?