venerdì 6 dicembre 2013

National Drug Threat Assessment 2013. Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti - Amministrazione Antidroga.

Una volta, quando la brava massaia andava al mercato per fare la spesa quotidiana aveva le idee chiare su quello che poteva trovare e quindi comprare. Questo in ragione del fatto che un qualsiasi mercato, prima degli stravolgimenti della produzione agroalimentare geneticamente modificata e dei flussi di merci globalizzati, offriva determinati prodotti in specifici periodi dell’anno. 
Il mercato delle droghe no, non funziona in questo modo  una sostanza stupefacente cerca il suo cliente, lo seduce e gli si offre in qualsiasi momento, si modifica e si fa più accattivante e sempre diversa per dare nuove sensazioni. Ed allora accadono fenomeni inaspettati che sfuggirebbero ai più se gli attori coinvolti nello studio di queste manifestazioni non si dedicassero anche alla raccolta d’informazioni e realizzassero resoconti, come quello di cui qui trattiamo, utili alla comprensione di quanto accade intorno a noi. Il Dipartimento Americano di Giustizia, ed in particolare la DEAche si occupa della lotta anti-droga per gli states a livello mondiale, ha appena messo a disposizione on line http://www.justice.gov/dea/resource-center/DIR-0173%20NDTA%20Summary%20final.pdf un sommario in cui indica le linee evolutive del consumo di sostanze stupefacenti in America.
Per prima cosa diciamo che la cocaina, negli states come già emerso in passato, non è più la droga di maggior richiamo; i motivi sono svariati e vanno dagli effetti del contrasto alla lotta tra le varie organizzazioni criminali che incide sulla filiera di approvvigionamento al minor appeal sul consumatore –che io ritengo essere il vero motivo- di decremento nell’uso. Al contrario, e questo è molto interessante, si registra un sensibile incremento dell’uso di eroina e di marijuana. La gente sembra non voler essere più in preda a deliri di onnipotenza ma preferisce abbandonarsi ad esperienze metafisiche che ricordano gli anni settanta in cui l’alienazione dalla realtà è stata alla base anche di movimenti culturali di grande rilevanza. Non vorrei essere frainteso e quindi chiarisco che forse siamo in presenza di un fenomeno sociale di un certo interesse visto che gli americani, che per noi occidentali rappresentano da sempre un’avanguardia in tutti i campi, sembrano abbandonare definitivamente l’edonismo reganiano privilegiando l’utopia di Obama. Ovviamente questa è una mia personalissima chiave di lettura di un fenomeno certo cristallizzato dai dati algebrici contenuti nel resoconto della DEA ma penso seriamente valga la pena di una riflessione.
Dal punto di vista più prosaicamente criminologico, l’incremento della domanda di eroina e marijuana è stato prontamente soddisfatto da una maggiore produzione sia interna agli USA, soprattutto della giovanna,  sia e soprattutto dall’aumento delle coltivazioni di oppio e marijuana in Messico, con l’aumento incredibile del principio attivo, il tetraidrocannabinolo, anche del 37/%. Ovviamente le organizzazioni messicane dedicandosi a questo nuovo business hanno ridimensionato l’impegno nella filiera di approvvigionamento della cocaina da Colombia, Bolivia e Perù, determinando il calo fisiologico della produzione soprattutto nella prima. Corollario di questo cambiamento nei gusti del consumatore americano di stupefacenti è l’incremento delle droghe sintetiche, sempre prodotte in Messico, che producono gli stessi effetti degli oppiacei come la K2 e Spice consumate da milioni di americani.
La lettura di questi report non è mai una perdita di tempo, dietro a dati statistici matematici freddi, c'è un esercizio di estrema utilità sia dal punto di vista sociologico che criminologico, per quanto attiene le mie dirette competenze,  al fine di comprendere e valutare le spesso sottili e sfuggenti dinamiche che il cambiamento della domanda genera riverberandosi sull’attività delle organizzazioni criminali.
A ben pensarci oggi lo stesso avviene anche per la nostra massaia che non ha più punti di riferimento chiari forniti dall’esperienza visto che oggi qualcuno le propina delle succose primizie a prescindere dalla stagione.