martedì 19 novembre 2013

Jo soy un pandillero - La venganza del Shaggy


Una sera di un giorno di fine ’89, in un anonimo appartamento di un palazzone di periferia, più o meno all’incrocio di Normandie Avenue con Martin Luther King jr. Boulevard, l’odore acre di birra ed il profumo dolce di marijuana indicavano la strada per la festa a cui potevi unirti a patto di essere un pandillero salvatrucho o diciotto. 
Niente di meglio che condividere qualche ora con las chicas e los hermanos ascoltando rock ed hip-hop alternati a James & Bobby Purify o Mary Wells a patto di andare pesante coi i commenti su una mujer.
Il mito vuole che Shaggy, pandillero poco più che adolescente della calle 18, sia stato freddato da una mitraglietta uzi in strada poco lontano dalla festa,  dando vita alla guerra che è ancora in corso tra due delle organizzazioni criminali giovanili più feroci al mondo, la Mara Salvatrucha e la Calle 18.
Come sappiamo il mito si fonda su una realtà dalla quale tuttavia prescinde ed infatti il motivo della guerra aperta all’epoca tra le due organizzazioni delinquenziali è senz’altro differente e più profondo e va individuato in questioni razziali ed identitarie sviluppatesi nel mondo dell’emarginazione degli immigrati salvadoregni nei sobborghi di Los Angels negli anni 70. La Mara Salvatrucha, nasce negli anni ’70 per l’esigenza dei giovani immigrati salvadoregni di coalizzarsi per difendersi in un ambiente urbano ostile in cui già esistevano gangs giovanili soprattutto messicane. La Salvatrucha, a differenza della sua costola scissionista, la Calle 18, non ha mai accettato, in nome della conservazione identitaria, tra le sue fila alcun membro non salvadoregno. Con il passare del tempo e la crescita degli interessi criminali è bastata una scusa qualsiasi per far esplodere una situazione che covava sotto la cenere delle strade della periferia e dei sobborghi della città degli angeli.
La Mara Salvatrucha, dicevamo, nasce e crea un suo spazio in una realtà già fortemente permeata dall’esistenza di altre decine di pandillas soprattutto di messicani e loro discendenti i chicanos e di altre  realtà criminali.
Questa che racconteremo nei prossimi post è lunga storia; una storia prima che criminale senz’altro di emarginazione, anticipando così le cause che hanno generato uno dei fenomeni delinquenziali ancora oggi attuali non solo in America latina e negli States ma anche in Europa, Spagna e da qualche anno in Italia.
L’esperienza maturata in più di trent’anni di polizia giudiziaria sul campo, di studi criminologici e d’analisi, mi spingono ad affrontare ora e nel prossimo futuro questo tema nella convinzione che, al di la del valore oggettivo di conoscenza e comprensione, possa essere valido se speso per la formazione di giovani coscienze indirizzandole verso una riflessione sul fenomeno della gangs giovanili che sempre di più si svilupperà soprattutto nelle periferie delle grandi città del nostro nord.