giovedì 14 novembre 2013

Il modello criminale mafioso ed il caso messicano.

In questo periodo sono alle prese con la scrittura di un saggio sul modello criminale mafioso che ha l’ambizione di affrontare il tema della mafia, in quanto organizzazione criminale, e della mafiosità, quale attitudine comportamentale di una larga parte della società italiana.

Entrambe, mafia e mafiosità, allorché concomitanti generano il modello criminale mafioso che, come sostengo e dimostro nel saggio, è spendibile ovunque si creino le condizioni perché esso esprima le intrinseche capacità criminali. A sostegno della mia tesi nel saggio, ed in virtù della mia particolare attenzione alla situazione criminale in America latina e nei Caraibi, analizzo il caso delle due principali organizzazioni criminali messicane ovvero I Los Zetas e La Federazione di Sinaloa.
Si tratta di due grandi organizzazioni criminali molto articolate che gestiscono decine di strutture minori in varie località della nazione messicana allo scopo di controllare direttamente le aree d’interesse criminale denominate plazas, strumentali alla realizzazione di tutta una serie di attività criminali che non comprendono il solo traffico di droga ma ogni attività illegale e legale che possa generare profitto. La storia criminale delle due organizzazioni, ricordiamo le più importanti ma non certo le uniche nel panorama criminale messicano, è articolata e non trova spazio in questo articolo per cui chi volesse può senz’altro rifarsi ai miei scritti precedenti o documentarsi altrimenti. Il tema di cui qui tratto afferisce e vuole far rilevare come il modello criminale mafioso sia comunque vincente allorché ad esso venga consentito di esprimere la propria potenzialità criminale.  La Federazione di Sinaloa è un’organizzazione criminale nata nell’omonimo stato messicano, fortemente radicata anche in altri stati della costa occidentale del paese, che controlla il territorio in cui opera per mezzo della forza d’intimidazione criminale che deriva dalla propria violenza, espressa anche attraverso la forza corruttiva delle amministrazioni locali, ma, e soprattutto, svolgendo tutta una serie di attività di natura sociale agendo sussidiariamente rispetto allo stato federale centrale che non riesce, per varie ragioni, ad esercitare il controllo in quelle regioni. Quindi, senza ombra alcuna di dubbio, siamo in presenza di un’organizzazione criminale che agisce seguendo il modello criminale mafioso forte della capacità di generare resilienza che ne assicura la vitalità e longevità criminale. La Resilienza, sommariamente, è la capacità di resistere, sopravvivere e superare le ostilità di agenti esterni che, nel caso della criminalità, sono da individuare nel contrasto da parte dello stato. A differenza della Federazione di Sinaloa, l’organizzazione criminale dei Los Zetas ha una storia ed una natura completamente differente. Si tratta di un’aggregazione criminale che ha nella forza militare e nella ferocia delle proprie azioni criminali il proprio segno distintivo. I Los Zetas erano chiamati i componenti di un’unità speciale delle forze aeree militari regolari messicane, impiegate nella repressione in Chiapas, che una volta terminata l’esigenza per cui erano state costituite vendettero i propri servizi al Cartello criminale del Golfo egemone nel traffico di cocaina negli anni ’90 nella dorsale orientale messicana. 


La forza dei Los Zetas è esclusivamente militare ed il suo potere di resilienza è relativo solamente alla sua capacità militare di contrastare sia i concorrenti criminali sia le autorità statali. La cronaca di questi anni in Messico ci ha consegnato 90.000 novantamila morti ammazzati ed accertati, quindi non sono comprese le persone scomparse e quelle di cui nessuno ne ha denunciato neanche la sparizione. Oggi, in una realtà economica in crescita come quella messicana la cui amministrazione politica ha la necessità di presentare il Paese come appetibile agli innumerevoli investitori stranieri già interessati a rischiare i propri capitali nell’area, è indispensabile mostrare un paese quasi normale o quantomeno normalizzato. L’azione di contrasto dello stato messicano nei confronti delle due organizzazioni criminali sta producendo effetti su entrambe, tuttavia, e qui è il core della nostra riflessione, con risultati diversi: sensibili sull’operatività dei Los Zetas, molto meno a danno della Federazione di Sinaloa e questo perché, come sosteniamo, quest’ultima agisce ed è strutturata secondo il modello criminale mafioso che, alla lunga le consentirà la sopravvivenza e una buona salute con buona pace di chi ipocritamente continua a parlare di sconfiggere la criminalità organizzata secondo i modelli classici sin qui impiegati che non incidono, per natura, sulle società sottraendole all’influenza nefasta della criminalità organizzata.