mercoledì 9 ottobre 2013

Los Urabeños, la Federazione di Sinaloa e 120 tonnellate di cocaina cloridrato sequestrate in Ecuador.


Caribbean HUB
aggiornamento



Abbiamo avviato il monitoraggio di un'area geografica che grosso modo comprende gran parte dei paesi centro-americani, Belize, Guatemala, Honduras, Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Panama, per cogliere le cause profonde, i motivi, le circostanze, i casi fortuiti ed i fatti che determinano l'evoluzione di questo nuovo hub criminale. Questa regione rappresenta la nuova frontiera per le organizzazioni criminali che gestiscono la produzione della cocaina in Perù, Bolivia e Colombia e per quelle messicane che ne gestiscono lo smercio internazionale.
Questa è un'area geografica in cui la criminalità organizzata è sempre esistita, ma oggi sta via via assumendo una diversa e ben precisa fisionomia criminale in ragione anche del potenziale sviluppo economico connesso agli interessi di alcune potenze mondiali interessate ai traffici marittimi nell'area caraibica e più in generale nell'Atlantico e nel Pacifico.            
Nell'ambito di questa attività di monitoraggio ed analisi, è di queste ore la notizia di un ennesimo maxi sequestro, in due circostanze simultanee, di circa 4 tonnellate di cocaina cloridrato in Ecuador, nell'importante città portuale di Guayaquil e nella provincia di Santa Elena. Questo ingente quantitativo si aggiunge alle altre circa 38 tonnellate di stupefacente sequestrato nel paese dall'inizio dell'anno in corso. La circostanza ci induce ovviamente a considerare quanto ingente sia il quantitativo di cocaina che passa quotidianamente attraverso questo piccolo paese. Per altro, e questo è un dato di ovvia importanza, la rete criminale che gestiva questo flusso di cocaina era composta da ecuadoriani, colombiani, messicani ed un cittadino olandese ed era, per quanto rivelato dalle autorità di polizia, di proprietà dell'organizzazione di narcotrafficanti colombiana denominata Urabà accreditata, da un recente studio, della gestione di circa 92 tonnellate annue di cocaina cloridrato. Quest'ultima, sempre da fonti di polizia, viene considerata la referente colombiana dell'organizzazione criminale messicana  nota come Federazione di Sinaloa a cui il carico sequestrato sarebbe dovuto essere ceduto.             
Ora certo alcuni pagheranno con la vita per questo sequestro, essendo responsabili del carico e quindi dovendo ripianare le perdite subite da entrambe le organizzazioni, ma questo rientra nella normalità dei rischi di chi sceglie il coinvolgimento in questo genere di negocio.

Sotto il profilo analitico, invece, si deve rilevare la crescente importanza della regione centro americana nel transito della cocaina che, come dimostrato dalla composizione della rete criminale qui indagata, nella quale sono presenti cittadini di diversi paesi dell'area, è senz'altro da ritenersi il fulcro degli interessi di molteplici realtà criminali che qui, in futuro, continueranno a tentare di espandersi al fine di assicurarsi un canale affidabile di transito dai luoghi di produzione verso quelli di smercio della cocaina andina.