lunedì 16 settembre 2013

Le gangs giovanili, oggi

I ragazzi della via Pal, ieri


I Ragazzi della via Pal é senz'altro il romanzo ungherese più popolare e noto, l'autore, Molnar Ferenc, sfrutta narrativamente lo scontro tra due bande rivali di ragazzini per esplorare e portare alla luce uno dei momenti fondamentali di ciascun essere umano: il passaggio dalla adolescenza all’età matura. Il marcato egocentrismo adolescenziale porta l’individuo a privilegiare il proprio mondo fantastico rispetto a quello reale della famiglia, della scuola, degli amici di gioco, dei -grandi- in generale; si forma così una forte componente egocentrica che ne segnerà la specificità del carattere in età matura. Si tratta di un processo di riconoscimento ed approprazione dell’io profondo che informerà il carattere della futura fase dell’età matura; questa dicotomia: io e gli altri, il rapporto tra queste due entità, determinerà il futuro nel senso più ampio. Maturano gli schemi sociali e relazionali verso forme non più limitate all'aspetto ludico ma decisamente aperte agli altri avviandosi verso una socialità in connessione con il resto del mondo e quindi di confronto; nasce il sentimento di amicizia in senso profondo e pieno, di condivisione, di solidarità e di appartenenza ad un gruppo.
Nella maggior parte dei casi la scelta del gruppo é direttamente collegata all'ambiente allargato in cui si é cresciuti ossia -per noi occidentali- generalmente la famiglia, la scuola, il vicinato ed il quartiere. Questo passaggio nella vita di ogni individuo é senz'altro quello che finirà per caratterizzarne le scelte future e purtroppo non sarà mai replicato e replicabile in nessuna forma in futuro; é un unicum nella vita di ciascuno di noi.
Dicevo, tutto questo avviene e si sviluppa e struttura in relazione essenzialmente all'ambiente in cui ci si trova a vivere; quindi é facile derivarne che, in presenza di situazioni di degrado, gli individui possano facilmente cadere nell'errore -spesso non per colpa oggettiva ma a causa delle circostanze- di scegliere aggregazioni delinquenziali, in specie le c.d. gangs,  le bande giovanili.
Già nel recente passato ho trattato questo tema preannunciando il futuro sistematico studio di quanto nei prossimi anni anche in Italia -a mio parere- prenderà piede: un fenomeno delinquenziale giovanile organizzato in bande. E' senz'altro vero che in realtà non si tratti di un fenomeno assolutamente inedito, ma quello che una molteplicità di segnali inducono a configurare, é una sua evoluzione verso forme nuove e pericolose  per i singoli e per la collettività.
Abbiamo parlato già delle bande sud americane operanti negli States ed in America Latina, tra cui rammentiamo la Mara Salvatrucha 13 e quella del Barrio 18, ma anche delle bande dei latinos, italiani per nascita, residenti nell'Hinterland milanese o genovese. In questi casi va rilevato innanzitutto il contesto degradato di provenienza che già ne determina un potenziale di minaccia.
Questo preambolo é propedeutico e introduce all’esame di ulteriori novità in tema di bande giovanili aggiungendo ulteriori elementi per una, seppur ancora schematica definizione delle tipicità nel panorama delle forme criminose che assumono le bande giovanili.
L'occasione mi viene fornita da due notizie recentissime e senza alcun collegamento diretto.  
Il 15 settembre a Bologna si sono affrontati in una mega-rissa ragazzi italiani, per schematizzare, ricchi contro poveri.

Una bolla esplosa nella placida realtà di un venerdì bolognese quando, all'improvviso, come usciti dal nulla, circa 250 ragazzi, tutti tra i 14 e i 18 anni, hanno trasformato i viali alberati, le aiuole e il lago con i cigni dei Giardini Margherita, polmone verde a ridosso del centro medievale, in un mega ring: botte, inseguimenti, pugni, calci, urla. «Una rissa così non si vedeva da anni» è stato il commento, attonito, di alcuni testimoni. E la stessa Procura dei minori ha riconosciuto «l'abnormità del numero delle persone coinvolte».
Corriere della sera.it
15/09/2013


Si tratta di bande giovanili composte da ragazzi italiani che, ad oggi, non sembra abbiano altre intenzioni se non quella di prevaricare il classico nemico in una sfida che tutto sommato ancora rientra, se non fosse ovviamente per i reati commessi, in un quadro accettabile.
Diverso é quanto accaduto a Roma nella serata di ieri allorché una banda di giovani, dai 17 ai 25 anni, del Bangladesh é entrata in un internet point e, dopo aver picchiato i presenti -tutti connazionali- hanno rapinato l'incasso del locale. Leggendo i giornali questi ragazzi vengono giornalsiticamente definiti il branco. E' un errore di non poco conto poiché queste azioni non sono il frutto di un'esigenza estemporanea ma di un percorso criminale in pieno itinere come dimostra il numero dei partecipanti. Infatti, sappiamo che le bande giovanili si formano aggregando accoliti che vengono chiamati alla prova del, per così dire, battesimo criminale, commettendo prima reati semplici ed all'interno della banda stessa, spesso si tratta di violenze prevaricatrici verso i neofiti per poi essere coinvolti in azioni come quella di ieri sera Roma.
Internazionalmente il fenomeno delle bande giovanili ha una sua precisa dignità, essendo seguito da presso dalle autorità; per quanto riguarda l’Italia esso é senz'altro trascurabile rispetto ad altre priorità ma va tenuto ben presente che, come le altre esperienze esistenti in giro per il mondo mostrano, esso può -in determinate circostanze- evolvere verso forme criminali organizzate e quindi di maggior pericolo.
Una delle principali prerogative dell’analista risiede nella capacità di produrre, quale frutto del ciclo d’intelligence, una previsione, sia essa possibile o probabile, basata su singole informazioni che possono, eventualmente disegnare un quadro generale di riferimento. E’ con tale consapevolezza che sin d’ora va ricordato e tenuto presente che in grandi città come Milano, Roma e Genova il fenomeno delle bande giovanili è già una realtà e che, come le notizie degli ultimi mesi dimostrano può ulteriormente evolversi verso forme di maggiore devianza. Ricordiamo che, soprattutto per quanto riguarda le bande di giovani latinos italiani, in considerazione dello specifico background culturale, ma soprattutto dei collegamenti che le varie organizzazioni di narcotrafficanti dell'area centro americana stanno cercando di stringere con essi, rappresentano senz’altro il fenomeno di maggiore interesse dal punto di vista del ricercatore ma anche, ovviamente, dal punto di vista di chi opera a protezione della pubblica sicurezza.
Per quanto mi riguarda questo fenomeno é assolutamente degno di un costante monitoraggio, studio, analisi ed ulteriore approfondimento, nella convinzione che esso, in un futuro prossimo, giungerà ad un punto di maturazione criminale allorché le bande più strutturate ed efficaci dal punto di vista criminale saranno cooptate dalle organizzazioni criminali transnazionali per partecipare alla realizzazione di determinati reati tra i quali, ovviamente, in primis quello del traffico di sostanze stupefacenti.