giovedì 15 agosto 2013



LE FUERZAS AUTODEFENSAS IN MESSICO


Lo Stato ed il dilemma della sovranità




Fatti:

Il Messico dagli ultimi sette anni è teatro di una continua violenza diffusa in tutti i suoi stati a causa della guerra tra organizzazioni criminali per il controllo dei molteplici traffici illeciti poiché le contingenze, geografiche e storiche, fanno sì che il paese sia attraversato da flussi enormi di sostanze stupefacenti e migranti. La posizione geografica del Messico gioca il ruolo principale poiché, in sua ragione, il paese è l'epicentro di flussi di droghe, principalmente cocaina, ma non solo, prodotta nel Triangolo del Nord formato dalla Colombia, Perù e Bolivia, e di migranti provenienti da tutti i paesi dell' america latina, diretti verso il Nord America.
Le 90.000 vittime circa causate da questa guerra rivendicano il potere governativo d'esercizio della sovranità nazionale, per lo più assente, al fine di produrre sicurezza e giustizia per i propri cittadini.
E' in tal quadro che dal marzo di quest'anno si è generato l'ultimo fenomeno, peraltro abbastanza prevedibile in queste circostanze della nascita di organizzazioni spontanee di cittadini le fuerzas de autodefensas impegnati a fronteggiare lo strapotere territoriale delle organizzazioni criminali.
Analisi:
Le circa 70 fuerzas de autodefensas presenti in altrettante cittadine degli stati maggiormente afflitti dal problema della criminalità organizzata hanno origine, forma ed organizzazione eterogenea. Essenzialmente si tratta di organizzazioni che:
     hanno una forte connotazione indigena in quanto legate a comunità che   negli anni hanno rivendicato e combattuto battaglie per i propri diritti;      
   sono assolutamente spontanee e contingenti senza legami di sorta più vicine a gruppi di vigilantes armati;
  sono gerarchizzate e dotate, abbastanza stranamente, di armi anche sofisticate.

Questa categorizzazione mette subito in evidenza i pericoli che questa nuova emergenza pone ai cittadini stessi e al governo centrale.
Per prima cosa, ovviamente, le organizzazioni collegate storicamente a minoranze culturali, in determinate aree, rappresentano una risorsa più che un problema in considerazione della loro stessa storia di contatti e negoziati con le autorità centrali. Le seconde, quelle del tutto spontanee, possono essere agevolmente controllate e ricondotte, tutto sommato in breve tempo, ad una risorsa se opportunamente gestite, mentre la terza categoria rappresenta senz'altro un problema da affrontare con attenzione.
Se le prime due categorie possono essere controllate con politiche di inserimento in strutture di polizia anche cittadine con forme e regole concordate, addestramento e remunerazione, le ultime avendo disponibilità economica, desumibile anche semplicemente dall'armamento, dimostrano di avere alle spalle strutture solide ed organizzate.
Quindi oggi, la presidenza messicana, che ha dato una svolta alla politica anticrimine preferendo lo sviluppo complessivo della società piuttosto che il contrasto esclusivamente militare con le singole organizzazioni criminali, si trova ad affrontare anche l'eventualità che queste organizzazioni di autodifesa cittadina possano a loro volta essere preda, o costituite, dalle stesse organizzazioni criminali. Non si tratta di una possibilità teorica quanto piuttosto, e soprattutto per quelle sorte dal nulla armate e ben strutturate, di una concreta probabilità anche in considerazione delle pregresse simili esperienze già maturate in america latina.