venerdì 5 aprile 2013

Il Presidente colombiano ed i nuovo piano di contrasto alla criminalità organizzata.



La storia si ripete. Nel tentativo di riconquistare consenso il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha lanciato un nuovo piano per fronteggiare la violenza di bande criminali in Colombia.
È un dato di fatto che per raggiungere questo obiettivo è in corso un negoziato con le FARC per stabilire un pace concordata al fine di riprendere il controllo di alcune importanti aree rurali.
Preoccupato per la sua popolarità e ben consapevole dell'importanza dell'opinione pubblica Manuel Santos ha avviato un piano emergenziale che concede  maggiori poteri all’esercito che potrà contrastare con approccio militare anche le bande criminali e non solo l'insurrezione di sinistra nelle zone rurali.
Come sappiamo una identica iniziativa è stata anche alla base della lotta ai narcotrafficanti messicani adottata dall’ex presidente messicano che si è conclusa in una intensificazione degli scontri armati tra i vari cartelli con l’aumento esponenziale dei morti in strada. Anche di recente, Human Right Watch in  Messico ha sottolineato i di dubbi circa il rispetto dei diritti umani da parte dell'esercito stesso.
È molto chiaro -ancora una volta- che non c'è una visione ed un approccio chiaro e focalizzato sulla preventiva rimozione  della causa del problema ossia il ruolo chiave dei Paesi andini nella produzione di pasta di coca. Il corollario di questo stato di cose sarà la prevedibile ed ennesima, nell’area, tregua tra le organizzazioni di criminalità organizzata e lo Stato.