giovedì 4 aprile 2013

Criminalità Euroasiatica


Ho avuto l'opportunità di leggere un articolo del professor Marco Galeotti sul futuro delle bande criminali russe che operano nella Repubblica Ceca offrendomi la possibilità di sottolineare alcuni aspetti in materia.
In primo luogo l'uso della locuzione Criminalità organizzata eurasiatica, invece di altre soluzioni lessicali al giorno d'oggi fuori dal tempo, perché è finalmente chiaro a tutti gli attori coinvolti che è quella per logica in cui rientrano le  differenti etnie di origine europea ed asiatica.
Il secondo punto è la locuzione vor v zakone, che da parlante non nativo della lingua russa sono abituato a tradurre in italiano come Ladro nella Legge sapendo che quando venne coniato veicolava un diverso significato e si riferiva a figure criminali non più esistenti.
Quello che possiamo dire è che, come in ogni ambito criminale, esistono diversi livelli di responsabilità all'interno di ogni associazione a delinquere e quindi  quando si parla di criminalità organizzata eurasiatica dobbiamo tenere a mente che esistono i criminali di alto livello e autorità di livello inferiore. Non ha importanza che uno venga incoronato  vor v zakone, ciò che importa è la reale consistenza criminale che non è più espresso con questo appellativo.
Ad oggi la criminalità eurasiatica in Italia non rappresenta una grave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica. Tuttavia, nonostante siano ancora coinvolte in attività criminali di basso livello e in un numero trascurabile, bisogna aggiungere che i georgiani, ultimi arrivati rappresentano una realtà criminale in rapida crescita.