lunedì 15 aprile 2013


Colombia e CRIMINAL INSURGENCY 
LA STORIA SI RIPETE.

Nel tentativo di riguadagnare consensi IL presidente colombiano Juan Manuel Santos ha lanciato un nuovo piano per affrontare la violenza delle bande criminali in Colombia. È un dato di fatto che per raggiungere questo obiettivo è stato avviato un negoziato con le FARC per stabilire una tregua per riprendere il controllo di alcune importanti aree rurali.
Come insegna la diplomazia, per impostare una trattativa è necessario avere qualcosa da scambiare e le FARC hanno ancora solo il potere di minacciare l'autorità di governo nel Paese. Questo potere di minaccia si basa sui mezzi e le capacità militari quale potenziale insurrezionale. Una volta ideologicamente orientante le  FARC al giorno d'oggi sono pressocchè un attore insurrezionale di matrice criminale.
Recentemente abbiamo registrato due episodi che testimoniano questo mutamento. In primo luogo lo scorso marzo la Drug Enforcement Administration americana ha arrestato due presunti membri colombiani delle FARC che hanno stretto un accordo con alcuni membri di un gruppo Salafita appartenente ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico per lo scambio di cocaina con contanti ed armi acquistate dopo la caduta del dittatore Muammar Gheddafi. Secondo e più recentemente, le autorità colombiane hanno arrestato due uomini accusati di trafficare con un ex ufficiale della marina della Guinea Bissau per scambiare cocaina per armi inclusi missili terra aria indispensabili nella giungla, dove le FARC operano, per contrastare gli attacchi delle forze governative colombiane con aerei ed elicotteri.
In conclusione, non importa su quale base ideologica questi gruppi hanno operato in passato, ciò che è certo è che oggi sono molto lontani da quello quadro di riferimento culturale e giustificazione teorica essendo divenuti solamente un ulteriore problema di criminalità organizzata.
antonio