sabato 30 marzo 2013



Nel prossimo futuro il  Mexico è destinato a divenire la settima economia mondiale.
Quello il Messico ha realizzato alla fine del 1980 e all'inizio del 1990 è stato uno spostamento verso un'economia aperta di mercato grazie anche all’accordo commerciale in ambito NAFTA. Da allora, e ringraziando anche una media di 25 anni della sua popolazione il Messico ha creato un settore manifatturiero che rappresenta il suo valore economico aggiunto. In un  primo tempo ha realizzato, al confine nord condiviso con l'America, le manifatture maquilas caratterizzate da un lavoro a basso costo e salario. Oggi  ha invece sviluppato un nuovo standard di fabbrica manifatturiera che realizza  prodotti di alta qualità tanto da aver attratto numerosi investitori esteri. Questo cambiamento è evidente, in particolare, nello Stato di Bajio al centro del Messico lontano dal confine settentrionale travagliato ancora dalla guerra per il territorio ed il controllo dei flussi di sostanze stupefacenti. In tale ambito è  stata raggiunta una tregua tra lo Stato centrale a sud e cartelli sul nord lasciando loro la possibilità di operare in una zona geograficamente lontano dal core dell’economia messicana. Questa pax mafiosa richiederà per forza di cose un coinvolgimento più specifico degli Stati Uniti nella politica estera verso il Messico. Molto presto e prima di quanto auspicabile da parte americana, un terzo della popolazione americana sarà ispanica plasmando un nuovo stile di vita nell’America del nord.
Considerando tutto ciò l’America può ancora permettersi di mettere attenzione sul Medio Oriente, o comunque in aree lontane sottovalutando quello che accade nel cortile di casa?