sabato 23 marzo 2013

I nuovi squadroni della morte in Messico


Noi siamo tranquillamente abituati a rivolgerci alle forze di Polizia allorché siamo o finanche solo percepiamo una minaccia per noi o per i nostri familiari e conoscenti. Niente di più ovvio per la nostra comunità sociale; in America Latina quest’ovvietà lo è certamente meno.
In Messico, come se non fossero già sufficienti i gravissimi problemi per la sicurezza delle persone, stanno proliferando con preoccupante rapidità gruppi di vigilantes che rivendicano il diritto di difendere la propria comunità. La situazione quindi, ad oggi, è che sul campo agiscono per lo Stato la polizia locale e le forze armate impegnandosi formalmente nella lotta ai narcos, i cartelli di trafficanti di sostanze stupefacenti con le loro forze armate criminali e, ultimi giunti, questi nuovi vendicatori. A complicare lo scenario della sicurezza per l’uomo comune è la corruzione che affligge tutti le forze statali  divenute inaffidabili giustificando la nascita spontanea di queste organizzazioni di autodifesa che tuttavia sono anch’esse corrotte dai cartelli divenendone una ulteriore falange armata.
L’unico dato oggettivo di fatto è che in Messico, ma si può asserire in gran parte dell’America Latina, gli Stati non esercitano il potere sovrano di assicurazione della sicurezza delle rispettive comunità spianando la strada a queste forme di criminalità organizzata vere detentrici del potere di controllo del territorio.