mercoledì 23 novembre 2011

The Egyptian crisis

Then finally it is clear that the Arab spring is not yet a true movement aimed to reach a type of democracy, as we imagine, but for a new order that is not necessarily, even with low probability, will be based on it. The new order will certainly be of fideistic nature and more or less radical in relation to the different sensibilities and local cultures.
Once again the hypocrisy of our opinion leades collides with history, news and reality.

Le evidenze logiche: la crisi egiziana.

Allora finalmente é chiaro che quella araba non é ancora una vera primavera di democrazia ma la
ricerca di un nuovo ordine che non necessariamente, anzi con scarse probabilità, sarà improntato
alla democrazia per come la intendiamo in occidente -senza praticarla-. L'ordine sarà senz'altro di
natura fideistica ed islamica più o meno radicale in relazione alle diverse sensibilità  e culture
locali. Ancora una volta l'ipocrisia dei nostri opinionisti si scontra con la storia, la cronaca e la
realtà.

martedì 22 novembre 2011

The italian society


A reflection on this theme, although not extensive, leads me to share the thinking of the President of Censis, Giuseppe De Rita, who in his book "The eclipse of the Bourgeoisie", centers, with clarity and simplicity the crisis of our contemporary society: the Italian middle class, after the efforts do the '60s, is tired and not having made the unfinished step forward with the creation of an enlightened bourgeoisie (like the English nineteenth century). It, the middle class, has acquired some materials elements not having turned into a ruling class and being the victim of historical elites who today continues to manage the state. Now, this tiredness, sluggishness and inertia, can be overcome in what way? A new humanism, a new project with the human being at the center.

La borghesia incompiuta

Una riflessione su questo tema, seppur non approfondita, mi porta a condividere il pensiero del Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, che nel suo libro L'eclissi della Borghesia, centra con lucidità e semplicità
la crisi della nostra società contemporanea: il ceto medio italiano, figlio dello slancio degli anni '60 è stanco ed incompiuto non avendo realizzato il passo ulteriore in avanti con la creazione di una borghesia illuminata (come quella inglese dell'ottocento). Esso, il ceto medio, della borghesia ha acquisito alcuni elementi del tutto materiali non essendosi trasformato in classe dirigente e restando vittima dell'ennesima
elite storica che oggi continua a gestire lo Stato. Ora, questa stanchezza, fiacchezza ed inerzia in che modo può essere superata? Un nuovo umanesimo, un nuovo progetto con al centro l'essere umano.

venerdì 18 novembre 2011

The Italian new government and the european future.


Who knows ? Perhaps this -technical government- represents the future.  A challenge for the actual political situation that someone called Second Republic but which, in fact, nothing was buta limbo.
Instead today, one can see the first signs of a possible future marked by something new. Prof. Mario Monti -the technician- the possible candidate for a new future. Well! the paradox is strong, his government is new and different because brings us the five-party  and the good thing is that probably this solution also represents the future. Nothing else then  the old democristian center party.
We are still experiencing on edge situation for  the Euro future although positive signs have started to arrive; the willingness to go beyond the single currency to finally have a unique and commom economic policy and view.
Once again, the dream of a Europe -united in diversity- seems to proceed forward. The only concern with respect to the past experiences is about the politicians that today are on the political scene. Will them be able to have a vision that goes beyond the polls?

E SE DOMANI?

Chissà forse proprio questo governo -tecnico- rappresenta la sfida più del domani che di un oggi le cui tappe sono scandite da necessità tanto evidenti quanto scontate. Una sfida per la politica di quella che
qualcuno ha chiamato seconda repubblica ma che, in effetti, altro non è stato che un limbo; invece oggi
si intravedono i prodromi di un possibile futuro all'insegna di qualcosa di nuovo. Il tecnico Mario Prof. Monti candidato politico del futuro. Beh! il paradosso è forte; il suo governo è nuovo e diverso perché
ci porta al miglior pentapartito ed il bello è che probabilmente rappresenta anche il futuro. Niente in
contrario, anzi, se centro deve essere perlomeno diciamolo apertamente non c'è di che aver timore.
Quello che ancora ci tiene sulle spine è la situazione dell'Euro anche se iniziano ad arrivare segnali positivi
sulla volontà di spingersi oltre la sola moneta unica per giungere finalmente -ed era ora- ad una politica
economica unica. Ancora una volta il sogno di un europa Unita nella Diversità sembra procedere
a tappe forzate ma necessarie. L'unica perplessità rispetto alle esperienze passate riguarda le figure
politiche oggi sulla scena: riusciranno ad avere una visione che vada oltre i sondaggi?

giovedì 17 novembre 2011

E se ai sorrisini saccenti dovessero sostituirsi delle scuse imbarazzanti?

Segui la crisi su questo blog...

http://blogs.ft.com/the-world/2011/11/eurozone-crisis-live-blog-15/#axzz1dsFI3Bxh

La sofferenza delle trombe d'Esutachio.

Se non altro i mercati ci consegnano un periodo di sollievo per le nostre orecchie non più obbligate a filtrare la negazione della politica. Donne sull'orlo di una crisi nervi e uomini in piena crisi di nervi. Lo spettacolo in effetti non è stato dei più edificanti, tanto nel senso morale che materiale della cultura del costruire. Ora ci sono i tecnici che faranno tanta politica quanta non se ne vede dagli settanta con qualche sprazzo nel periodo successivo. Il solido radicamento di cui parla il neo presidente speriamo non si traduca in appiattimento sulla politica. Per il resto avanti tutta il credito è altissimo e forse con un po di calma e silenzi potremo tentare una serena comprensione e valutazione di quello che ci aspetta in futuro.

mercoledì 16 novembre 2011

L'ipocrisia della crisi.

In effetti, io non ce la faccio proprio più a sentir parlare della crisi quale entità da invocare a giustificazione dei mali italiani. La crisi esiste ma non è la causa dei nostri mali nazionali é, questo si, l'elemento scatenante una serie di reazioni a catena che ci mette -tra gli altri- al centro di dinamiche economiche speculative (o più realmente) d'investimento. La crisi è occidentale e non globale; ancora
non vogliamo riconoscere che la sua causa è il diverso passo che abbiamo rispetto all'economia globale che oramai parla altre lingue e si misura su altre divise. Se la campagna elettorale americana prevede domande sulla situazione economica italiana allora vuol dire che qualcosa veramente non funziona più.
Perchè un candidato repubblicano alle presidenziali è chiamato a definire il proprio pensiero sulla crisi italiana? La questione è ovviamente occidentale. La crisi non si può chiamare in causa se non per scaricare le proprie responsabilità ed incapacità gestionali. Arriviamo così al governo tecnico, ovvero scevro da responsabilità verso un elettorato di riferimento. Allora vogliamo a questo punto e senza ipocrisia dire senza una politica economica europea non possiamo fronteggiare la competizione con il resto delle economie mondiali e che per fare questo dobbiamo essere europei fino in fondo? Se si allora riprendiamoci il posto che in Europa ci spetta senza dubbio alcuno; se no beh allora diciamolo e vediamo se Davide riesce a reggere i colpi di  Golia.

lunedì 14 novembre 2011

cambiamenti climatici e nuove politiche

http://www.bis.gov.uk/assets/bispartners/foresight/docs/international-dimensions/11-1042-international-dimensions-of-climate-change.pdf

giovedì 10 novembre 2011

Replico un'analisi chiara ed asettica sulla situazione dell'economia italiana.


What's the matter with Italy?
By Laurence Knight

Business reporter, BBC News
Italy is coming under a lot of pressure from other European governments to tackle its debts

Italy is moving to centre stage in the eurozone debt crisis.
While Greece has generated a lot of noise, it is increasingly seen as a sideshow.
Greece's debt problems are already widely known and the immediate consequences of a Greek default largely anticipated.
Moreover, the size of the Greek economy is small enough that the direct damage if Greece stopped paying its debts should be quite manageable for the eurozone.
Instead, the big fear is "contagion" - that a Greek default could trigger a financial catastrophe for other, much bigger economies.
That is why European leaders announced in October a significant expansion of its bailout fund, the European Financial and Stability Facility (EFSF).
And it seems it is Italy that is now seen as the lead candidate for that contagion among Europe's big economies and the main possible beneficiary of the enhanced bailout fund.
Why is that?
Prudent Italy?
According to Germany's Chancellor, Angela Merkel, "Italy has great economic strength, but Italy does also have a very high level of debt and that has to be reduced in a credible way in the years ahead."
As with Greece, she and other eurozone leaders believe the solution is more government austerity - spending cuts and tax rises - by Rome.
However, some economists might disagree with her assessment.
The Italian government's debt, at 118% of GDP (annual economic output) is certainly high, even by European standards.
Crisis jargon buster
Use the dropdown for easy-to-understand explanations of key financial terms:
GDP
Gross domestic product. A measure of economic activity in a country, namely of all the services and goods produced in a year. There are three main ways of calculating GDP - through output, through income and through expenditure.
But dig a little deeper, and the picture changes.
Unlike their counterparts in Spain or the Irish Republic, ordinary Italians have not run up huge mortgages, and generally have very little debt.
That means that according to the Bank of International Settlements Italy as a country - not just a government - is not actually terribly indebted compared with other big economies such as France, Canada or the UK.
Moreover, the large debts of the Italian government are nothing new. It has got by just fine with a debt ratio over 100% of its GDP ever since 1991.
The main reason is because - unlike Greece - Italy is actually quite financially prudent.
The government spends less on providing public services and benefits to its people than it earns in taxes, and has been doing so every year since 1992, except for the recession year of 2009.
Indeed, the only reason Italy continues to borrow at all is to meet the principal and interest payments on its existing debts.
Grim outlook
So why is Italy in trouble now?
The reason is because its economy is so weak.
Italy is plagued by poor regulation, vested business interests, an ageing population, and weak investment, all of which have conspired to limit the country's ability to increase production.
The country has averaged an abysmal 0.75% annual economic growth rate over the past 15 years.
That is much lower than the rate of interest it pays on its debts.
And this creates a risk that the government's debt load could grow more quickly than the Italian economy's capacity to support it.
In the past, this risk has not materialised, thanks to Italy's relatively high inflation rate, which has steadily pushed up the government's tax revenues.
But now the outlook is much more grim.
Self-fulfilling prophecy
Like other southern European economies, Italian wage levels rose too quickly during the good years, and left Italy uncompetitive versus Germany and other northern economies within the eurozone.
How does the eurozone bailout plan, the European Financial Stability Facility, actually work?
That lack of competitiveness is likely to mean many years of even weaker growth and low inflation, as Italian workers find their pay is frozen, or even cut, until they regain a price advantage over German workers.
But lower growth and inflation suddenly make the Italian government's debt load look much less sustainable.
Further government spending cuts are likely to hurt the economy even more, and - as Greece is discovering - may not even do much to improve the government's borrowing needs if they lead to a sharp rise in unemployment.
That scary outlook has freaked out markets, and lenders are demanding a much higher interest rate from Italy in order to lend it the new money it needs to repay its old debts as they come due.
To borrow money for just one year, Italy now has to pay an interest rate of 6.05%. Germany, by contrast, must pay only 0.25%.
But of course this higher cost of borrowing makes Italy's debts look even less sustainable.
That means the market's loss of confidence in Italy could well end up becoming a self-fulfilling prophecy.
If nobody will lend to Italy, then Italy cannot repay its debts. And if Italy cannot repay its debts, then nobody will lend to it.
And if markets do panic and switch their money out of Italian debt into "safe" German debt, Italy would need an enormous bailout that would dwarf the original 440bn-euro EFSF, agreed in July.
Much of this fund had already been earmarked to support Greek government spending.
Insurance
The new deal is designed to prevent this scenario.
European leaders have agreed to expand the EFSF to, in effect, insure lending to countries such as Italy up to a value of about 1tn euros - three or four times what was available before.
The hope is that this will also reduce the cost of Italy's borrowing and so make it easier for the country to pay back its debts without drawing on the facility's insurance.
But the deal comes with caveats - Italy is expected to implement a new round of austerity measures to ensure its debts stay under control.
It is not clear that the coalition government - led by Silvio Berlusconi - is able to implement further cuts.
Furthermore, if the economy then fails to grow - as happened in Greece - and Italy looks even less able to pay back its debts, investors may ask who will ultimately pay for insuring them.
October's deal did not go into details on how the expansion of the lending facility would ultimately be funded.

mercoledì 9 novembre 2011

La lettera di commissariamento dell'Italia

Ed ecco quanto vale la classe politica italiana:




Richiesta di chiarimenti relativi alla lettera indirizzata dal primo ministro Silvio Berlusconi al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione europea
Domanda generale:
1. Per favore fornite una versione postillata della lettera che indichi, per ciascun provvedimento/misura se:
i. È già stato varato, e in caso di risposta affermativa indicare i progressi ottenuti tramite la sua attuazione;
ii. È già stato adottato dal governo, ma non ancora da Parlamento; in caso di risposta affermativa chiarire i tempi necessari all’approvazione da parte del Parlamento e alla sua entrata in vigore; in caso contrario,
iii. È un nuovo provvedimento: in questo caso fornire un piano d’azione concreto per l’adozione e la sua applicazione, comprensivo di scadenze e di tipologia dello strumento legislativo che il governo intende utilizzare.
Si prega di indicare anche, ove appropriato, l’impatto stimato sul bilancio di ciascun provvedimento/misura e i mezzi con i quali lo si finanzierà.
Finanze pubbliche sostenibili
2. La lettera conferma l’impegno del governo nei confronti di un consolidamento fiscale programmato e ammette la necessità di una immediata azione aggiuntiva correttiva “qualora il deteriorarsi del ciclo economico portasse a un peggioramento del deficit”. Ciò per noi equivale a dire che saranno adottate ulteriori misure di consolidamento non appena dovesse palesarsi una minima deviazione rispetto all’iter fiscale tracciato. Poiché noi riteniamo che nell’attuale contesto economico la strategia fiscale programmata non garantisca il raggiungimento di un pareggio di bilancio entro il 2013, si renderanno necessari ulteriori provvedimenti per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2012 e il 2013. Si stanno predisponendo sin d’ora a tal fine delle misure
aggiuntive? Se è così, di che tipo di misure si tratta? Potrebbero esse assumere la forma di ulteriori tagli alla spesa pubblica, sulla base dei risultati ottenuti da un’accurata revisione della spesa?
3. Il governo è in grado di illustrare nei dettagli i piani che intende attuare per procedere a una dismissione dei beni di proprietà statale? Il governo sta prendendo il considerazione l’idea di vendere quote azionarie di grandi aziende di proprietà statale? Gli stimati introiti di 5 miliardi di euro l’anno per i prossimi tre anni prenderanno in considerazione dividendi più bassi e spese più alte sugli affitti che ci si può aspettare in conseguenza di tali transazioni?
4. Il governo è in grado di delineare un piano di riduzione del debito lordo che le autorità intendono lanciare a partire dal 31 dicembre 2011, con l’assistenza della commissione ad hoc e di alto livello di cui si parla nella lettera? Quali misure si stanno contemplando, oltre e in più rispetto all’entrata di 5 miliardi di euro l’anno derivanti dalla vendita di asset, di cui sopra?
5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica, inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026 l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i generi dell’età pensionistica standard?
6. Nella lettera si ribadisce l’ambizione a introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio, ma non ci sono riferimenti di sorta a uno strumento legislativo collaterale che è per altro necessario a rendere tale norma operativa e coerente con quanto prevede l’UE in tema di bilancio. Qual è la scadenza prevista per tale strumento legislativo secondario? Come garantirà di essere conforme a ciò che prevede l’UE in tema di bilancio? In particolare: il governo prende in considerazione l’“approccio asimmetrico” quando deve occuparsi di
cicli (deviazione rispetto all’obiettivo del pareggio di bilancio consentita soltanto in fase negativa), al momento esposto nella proposta di emendamento costituzionale riguardante il bilancio pubblico che dovrà essere sempre coerente e soddisfare i requisiti di debito dell’UE e il raggiungimento dell’MTO (Medium Term budgetary objective)? È previsto a tale proposito un fondo aggiustamenti (“control account”) per valutare i costi di transazione ex- post con una chiara clausola che controbilanci l’accumularsi di tali slippage in un arco di tempo ben definito? È prevista una regola di spesa che integri a livello operativo il requisito del pareggio di bilancio? Come sarà attuato il requisito di pareggio di bilancio a livello di governi sottonazionali (regionali e locali, NdT)? Quali istituzioni/meccanismi di monitoraggio sono previsti a tal fine? Si prega di prendere nota che i servizi della Commissione sono disponibili a fornire assistenza tecnica per tutte le domande di cui sopra.
7. Con la riforma fiscale e dell’assistenza sociale, come intende il governo spostare l’onere fiscale dal lavoro ai consumi e alla proprietà immobiliare? Il governo sta forse prendendo in considerazione di reintrodurre l’ICI, o tassa di proprietà sulla prima casa?
Creazione delle condizioni strutturali favorevoli alla crescita Fondi strutturali
8. In che modo l’Italia intende accelerare l’assorbimento dei fondi UE? In particolare: quali misure si prevede di varare per migliorare la capacità amministrativa nelle regioni della Convergenza?
9. In che modo il governo pensa di aiutare le regioni che di recente si sono viste sospendere i finanziamenti UE per scarsi adempimenti?
10.Il governo sta predisponendo di concentrare la spesa dei finanziamenti UE per l’educazione, la banda larga, le ferrovie. In quali aree il governo ha previsto di ridurre i finanziamenti per controbilanciare questi?
11.Quali saranno le implicazioni per il budget della revisione strategica pianificata per i programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’UE per il 2007-2013?
Qual è il tasso di riduzione del cofinanziamento nazionale previsto dal governo?
12.Il governo può fornirci maggiori dettagli sul programma Eurosud per lo sviluppo del Mezzogiorno? Quali sono le garanzie messe in atto per assicurare che i fondi saranno utilizzati in modo appropriato e in conformità con le intenzioni politiche?
Capitale umano
13. Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti ai test INVALSI?
14.Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare?
15.Il governo potrebbe fornirci ulteriori dettagli su come intende migliorare ed espandere l’autonomia e la competitività tra le università? In pratica, che cosa implica la frase “maggior spazio di manovra nello stabilire le tasse di iscrizione”?
16.Per quanto riguarda la riforma dell’università, quali misure e quali provvedimenti devono essere ancora adottati?
Mercato del lavoro
17.Quali misure concrete sta prendendo in considerazione il governo per promuovere l’occupazione dei giovani e l’occupazione femminile? Il governo sta prendendo in considerazione di intervenire nell’ambito degli accordi e dei contratti esistenti o sta programmando di introdurne di nuovi? In questo caso, che tipo di accordi e contratti prevede di introdurre?
18.Come funzionerà il “credito fiscale per le imprese che offrono lavoro nelle aree più svantaggiate”? Quali aziende ne avrebbero diritto? Si tratterebbe di una misura temporanea o permanente?
19.Per quanto riguarda le previste “nuove norme di licenziamento per ragioni economiche nei contratti di assunzione a tempo indefinito”, interesserebbero la legge che dispone licenziamenti individuali o collettivi? Quali parti della legge il governo sta pensando di rivedere e correggere, e in quale modo? In quali modi concreti la nuova legislazione contribuirà ad affrontare la segmentazione del mondo del lavoro tra lavoratori a tempo indefinito protetti e lavoratori precari? E a questo proposito, esistono piani volti a ridurre l’alto numero (46) delle tipologie di contratto di lavoro oggi esistenti?
20.La prevista applicazione di condizioni più rigide nell’uso di contratti para- subordinati implica cambiamenti dei tassi di contribuzione all’assistenza sanitaria-sociale o anche alle leggi sul lavoro? Se si prevedono cambiamenti anche in questi ultimi, saranno graditi ulteriori dettagli sulle revisioni specifiche che il governo intende introdurre.
21.Nella dichiarazione del summit dei paesi dell’euro del 26 ottobre 2011 si parla espressamente di “impegno [...] a rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione oggi molto frammentario entro la fine del 2011, prendendo in considerazione i vincoli di budget”, ma di questo non si fa parola nella lettera. Quali intenzioni ha dunque il governo italiano a questo proposito?
Competitività
22. Come intende il governo rafforzare gli “strumenti di intervento dell’Authority per la concorrenza con l’obiettivo di evitare la mancanza di coerenza tra la promozione di una situazione di concorrenza paritaria e le regolamentazioni a livello regionale e locale”?
23.Per quanto riguarda la legge annuale sulla competitività, la lettera sottolinea che tramite strumenti legislativi diversi dall’adozione di questa legge annuale si sta pensando di regolamentare il settore della distribuzione dei carburanti e il settore dell’assicurazione obbligatoria degli autoveicoli. Ciò equivale a dire che la legge sulla competitività stessa, che già copre i servizi postali e i trasporti (per esempio le ferrovie, le autostrade e gli aeroporti), nonché la distribuzione dell’energia elettrica, non sarà adottata?
24.La lettera parla di “misure atte a rafforzare l’apertura delle professioni e i servizi pubblici locali”. Il governo potrebbe fornire ulteriori dettagli sui contenuti di queste misure e sui settori che ne sarebbero interessati? Abbiamo compreso bene che c’è l’intenzione di rimuovere le barriere di ingresso alle professioni? Oltre a ciò, nella dichiarazione del summit dei paesi della zona euro del 26 ottobre 2011 si riferisce che l’Italia si impegna a “abolire le tariffe minime nei servizi professionali”, ma di ciò non si parla nella lettera. Quali sono le intenzioni del governo italiano a questo proposito?
25.È possibile ottenere maggiori informazioni che spieghino quali provvedimenti di riforma si pensa di varare nel settore delle acque, malgrado i risultati del recente referendum?
Imprenditoria e innovazione
26.Quali misure il governo prevede di adottare per promuovere la capitalizzazione delle imprese? Abbiamo compreso bene che il governo sta prendendo in considerazione l’introduzione di un Allowance for Corporate Equity? Se è così, sarà limitata solo ai nuovi investimenti?
27. Come si tradurrà in misure concrete l’ambizione del governo di “trasformare le aree critiche in aree di sviluppo”?
28.È possibile ottenere maggiori informazioni sulle misure concrete finalizzate a stimolare l’attività nell’ambito della ricerca e dello sviluppo delle piccole e medie imprese, compreso il loro previsto impatto sul bilancio?
Semplificazione legislativa e amministrativa
29.È possibile ottenere ulteriori informazioni sulle misure concrete di semplificazione legislativa (in particolare nei confronti delle piccole e medie imprese) che sono state previste per individuare e rimuovere le normative legislative e amministrative superflue, e sulle modalità concrete con le quali si intende migliorare la qualità delle leggi e dei regolamenti esistenti?
30.Quale sarà esattamente il ruolo del “Ufficio locale del governo”?
Modernizzazione della pubblica amministrazione
31.Quando sarà pienamente operativa la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della pubblica amministrazione? Di che cosa sarà incaricata esattamente tale Commissione?
32.Quando diverranno pienamente operative le misure riguardanti il personale della pubblica amministrazione (mobilità obbligatoria del personale; lavoro part-time; verifica e controllo del numero del personale)? Può il governo fornirci ulteriori dettagli su come saranno concretizzate tale misure? In particolare, il governo potrebbe descrivere gli accordi transitori dei quali si parla nella lettera per il trasferimento nelle regioni e nei comuni del personale occupato nelle Province?
33.È possibile ottenere ulteriori informazioni sui progressi conseguiti dall’attuazione della riforma “Brunetta” in termini di: i) introduzione di stipendi collegati alla performance individuale e avanzamenti di carriera e obbligo per le amministrazioni di rispondere del loro operato per ciò che concerne i risultati; ii) possibilità di intentare causa con una class action contro le inefficienze del settore pubblico?
Giustizia
34.È possibile ottenere ulteriori informazioni sulle misure specifiche che sono state messe a punto per migliorare l’efficienza dell’amministrazione della giustizia civile?
35.È possibile ottenere ulteriori informazioni sul mandato del gruppo tecnico presso il Ministero della Giustizia?
Infrastrutture e costruzioni
36. È possibile redigere meglio ed esporre chiaramente la politica scelta dal governo per ciò che concerne aeroporti, strutture portuali e trasporto eccezionale su strada?
Riforme costituzionali
37.Il governo può fornirci ulteriori dettagli sulle caratteristiche delle riforme previste (diverse rispetto all’introduzione dell’obbligo di pareggio di bilancio nella Costituzione, di cui si parla nella domanda 6)?
38. In che misura le riforme delle istituzioni politiche implicheranno risparmi di spesa?
39.Il governo potrebbe fornirci ulteriori dettagli sulle misure finalizzate a migliorare la governance del paese tramite la riduzione del numero dei membri del Parlamento e il miglioramento dell’intero iter decisionale, come pure del ruolo del governo e della maggioranza?
Traduzione di Anna Bissanti

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