lunedì 20 giugno 2011

Il fallimento della lotta al narcotraffico


Quest’epoca è fortemente caratterizzata dai movimenti di flussi inarrestabili di beni e servizi alle volte imprevedibili ed ingovernabili con gli strumenti consolidati in cui attori come le organizzazioni non governative o le lobbies economiche, religiose e politiche hanno assunto un ruolo di assoluto rilievo. Tale evoluzione sta modificando anche la criminalità comune ed organizzata generando nuove forme di devianza e tipologia come quella transnazionale che si aggiunge a quella internazionale ed etnica. Il traffico criminale che per eccellenza è transnazionale è quello delle sostanze stupefacenti, che, sin dagli anni settanta, è stato individuato quale piaga sociale al punto che, ad esempio in America, l’amministrazione NIXON, già nel 1971, aveva dichiarato: “…l’abuso di droghe ha assunto le proporzioni di un’emergenza nazionale…”. Oggi, a distanza di tanti anni, di discussioni a tutti i livelli, di politiche di contrasto, d’iniziative pubbliche e private, di sforzi investigativi, non si raggiunto alcun valido obbiettivo. Proprio questo mese, la Global Commission On Drug Policy, un’organizzazione operante sotto il cappello delle Nazioni Unite, ha presentato il proprio rapporto annuale asserendo, nell’incipit, che: “…the global war on drugs has failed, with devastating consequences for individuals and societies around the world…”; la guerra globale al consumo delle droghe è un fallimento totale che ha ripercussioni devastanti sugli individui e Società in tutto il pianeta. A dimostrazione di quanto siano inefficaci le politiche di contrasto sin qui adottate, evidenziamo il ruolo che oggi hanno assunto i cartelli messicani di narcotrafficanti. Negli anni ’80 gli americani, nel tentativo di diminuire la droga in commercio nel loro territorio, decisero smantellare sia la rotta caraibica del traffico che i cartelli colombiani di narcotrafficanti di Cali e Medellin ricorrendo, ancora una volta, all’opzione militare. Il risultato ottenuto è stato solo a breve termine e di natura tattica poiché, essendo quello delle droghe un qualsiasi mercato economico, immediatamente sono emersi nuovi imprenditori pronti a fare business. La decisione dell’amministrazione americana aveva avuto solamente l’effetto di generare un fisiologico adattamento delle strategie dei narcotrafficanti, con un semplice e consequenziale spostamento dei flussi sulla rotta che dall’America latina, area di maggior produzione della cocaina, giungevano ai mercati statunitense ed europeo di consumo, attraverso il Messico che assumeva il ruolo di hub per lo smistamento degli enormi quantitativi di droga sempre in produzione. Oggi in Messico le organizzazioni criminali combattono non una ma ben tre guerre: lo Stato contro i cartelli della droga, i cartelli tra di loro e la guerra difensiva dei cittadini contro la criminalità organizzata in tutte le sue espressioni. Le organizzazioni, federate in cartelli, controllano direttamente porzioni del territorio messicano, le plazas, funzionali al transito della droga verso i mercati di destinazione. In questo modo si formano gli hubs criminali gestiti da una singola organizzazione, più o meno grande, capace di assicurare la funzionalità di un’area, propedeutica alle necessità criminali, che sono in particolare, le città del nord al confine con gli U.S.A e le aree portuali sul pacifico e quelle del Golfo del Messico. In Messico, l’attuale fase storica è caratterizzata da una situazione economica incerta, da un flusso imponente di denaro generato dalle attività criminali, da un forte contrasto interno tra le istanze sociali, politiche, economiche e criminali interagenti in una democrazia in crisi e quindi potenzialmente permeabile ad infiltrazioni criminali. Da quando il Presidente del Messico di Felipe CALDERON, nel 2006, intraprendeva la propria campagna di contrasto alla criminalità organizzata ad oggi, si contano circa 35.000 vittime civili cadute nella guerra per la droga in corso in Messico. E’ decisamente l’ora ed il caso di denunciare chiaramente che il traffico internazionale di sostanze stupefacenti è una grande risorsa economica non solo per la criminalità organizzata. Gli interessi, come abbiamo accennato, sono enormi, per il solo Messico si stima un volume d’affari di circa 5 miliardi di dollari annui, poiché intorno al prodotto economico, derivante dalla produzione delle droghe nel mondo, ruotano anche gli interessi di svariati governi e lobbies che hanno tutto l’interesse a che questa catena produttiva non si interrompa.

© Riproduzione riservata

The failure in the fight against drug trafficking

T
This age is strongly characterized by the movements of unstoppable flow of goods and services at times unpredictable and unmanageable with the proven tools in which actors such as NGOs or economic lobbies, religious and political have become a highly important role. This evolution is also modifying the organized crime and creating new forms and types of deviance such as transnational in addition to international and ethnic diversity. The traffic is trans-national criminal par excellence is that of drugs, which, since the seventies, has been identified as a social evil to the point that, for example in America, the Nixon administration, in 1971, said: "... drug abuse has assumed the proportions of a national emergency ... ". Today, after many years of discussions at all levels, policy enforcement, the public and private initiatives, the investigative efforts, there is no valid goal achieved. Just this month, the Global Commission on Drug Policy, an organization operating under the umbrella of the United Nations, presented its annual report saying, in the opening, that: "... the global war on drugs has failed, with important consequences for devastating individuals and societies around the world ... "the global war on drug use is a total failure that has devastating effects on individuals and companies around the world. A demonstration of how ineffective the policies adopted so far contrast, today we highlight the role that the Mexican cartels have taken the drug traffickers. In the 80 Americans in an attempt to reduce the drug trade in their territory, they decided to dismantle both the Caribbean route traffic that the Colombian cartels of Cali and Medellin drug traffickers using, once again, the military option. The result was only a short-term and tactical in nature because, as the drugs of any market economy, new entrepreneurs have emerged immediately ready to do business. The decision of the U.S. administration had only had the effect of producing a physiological adaptation of the strategies of drug traffickers, with a simple and consequential movement of flows on the route from Latin America, an area of ​​increased production of cocaine, came to the U.S. markets and European consumption, through Mexico, which took on the role as a hub for sorting the enormous quantity of drugs ever in production. Today criminal organizations in Mexico are fighting not one but three wars: the state against the drug cartels, cartels between them and the citizens of the defensive war against organized crime in all its expressions. Organizations, Federated signs, direct control of portions of Mexican territory, the plazas, functional transit of drugs to target markets. This will form the hubs operated by a single criminal organization, more or less, able to ensure the functionality of an area, preparatory to the needs of criminals who are, in particular, the cities of the north to the border with the U.S. and port areas on the Pacific from the Gulf of Mexico. In Mexico, the current historical period is characterized by an uncertain economic situation, a huge flow of money generated by criminal activities, a strong internal conflict between the social, political, economic and criminal interacting in a democracy in crisis and then potentially susceptible to criminal infiltration. Since President Felipe Calderon of Mexico, in 2006, undertook his campaign against organized crime today, there are approximately 35,000 civilian casualties in the war on drugs falls under way in Mexico. And 'now and decisively to report clearly the case that the international traffic of drugs is a major economic resource not only for organized crime. Interests, as we mentioned, are enormous, for Mexico alone is estimated a turnover of about $ 5 billion annually, since around the economic product, resulting from the production of drugs in the world, rotate the interests of various governments and lobbies that have an interest in this chain does not stop.
 

El fracaso en la lucha contra el tráfico de drogas

El fracaso en la lucha contra el tráfico de drogas
Esta edad está fuertemente caracterizado por los movimientos de flujo imparable de bienes y servicios, a veces impredecible y difícil de manejar con las herramientas probadas en la que actores como las ONG o grupos de presión económicos, religiosos y políticos se han convertido en un papel muy importante. Esta evolución está modificando también el crimen organizado y la creación de nuevas formas y tipos de desviación, como transnacionales, además de la diversidad internacional y étnica. El tráfico es transnacional por excelencia penal es el de las drogas, que, desde los años setenta, ha sido identificado como un mal social a tal punto que, por ejemplo en los Estados Unidos, el gobierno de Nixon, en 1971, dijo: "... el abuso de drogas ha adquirido las proporciones de una emergencia nacional ... ". Hoy, después de muchos años de discusiones en todos los niveles, la aplicación de políticas, las iniciativas públicas y privadas, los esfuerzos de investigación, no hay una meta válida logrado. Este mismo mes, la Comisión Mundial sobre Políticas de Drogas, una organización que opera bajo el paraguas de las Naciones Unidas, presentó su informe anual decir, en la apertura, que: "... la guerra global contra las drogas ha fracasado, con consecuencias importantes para la devastadora individuos y las sociedades de todo el mundo ... "la guerra global contra el consumo de drogas es un fracaso total que tiene efectos devastadores sobre las personas y empresas de todo el mundo. Una demostración de la ineficacia de las políticas adoptadas hasta la fecha contrario, hoy podemos destacar el papel que los carteles mexicanos han tomado los narcotraficantes. En los años 80 los estadounidenses en un intento por reducir el tráfico de drogas en su territorio, decidieron desmantelar tanto el tráfico de la ruta del Caribe que los carteles colombianos de Cali y Medellín, los traficantes de drogas utilizando, una vez más, la opción militar. El resultado fue sólo un corto plazo y de naturaleza táctica, ya que, como las drogas de cualquier economía de mercado, los nuevos empresarios han surgido inmediatamente disponibles para hacer negocios. La decisión del gobierno de EE.UU. sólo había tenido el efecto de producir una adaptación fisiológica de las estrategias de los narcotraficantes, con un simple movimiento y consecuente de los flujos en la ruta de América Latina, un área de mayor producción de cocaína, llegó a los mercados de EE.UU. y El consumo europeo, a través de México, que asumió el papel como un centro para la clasificación de la enorme cantidad de drogas alguna vez en la producción. Hoy en día las organizaciones criminales en México están luchando no uno, sino tres guerras: el Estado contra los cárteles de la droga, los cárteles entre ellos y los ciudadanos de la guerra defensiva contra el crimen organizado en todas sus expresiones. Organizaciones, los signos Federados, el control directo de las porciones del territorio mexicano, las plazas, de tránsito de drogas funcional a los mercados de destino. Esto forma los centros operados por una sola organización criminal, más o menos, capaz de garantizar la funcionalidad de un área, en preparación para las necesidades de los delincuentes que son, en particular, las ciudades del norte de la frontera con los EE.UU. y zonas portuarias en el Pacífico desde el Golfo de México. En México, el período histórico actual se caracteriza por una situación de incertidumbre económica, un enorme flujo de dinero generado por actividades delictivas, un fuerte conflicto interno entre la interacción social, político, económico y criminal en una democracia en crisis y luego potencialmente susceptibles a la infiltración de criminales. Desde que el presidente Felipe Calderón de México, en 2006, emprendió su campaña contra el crimen organizado hoy en día, hay aproximadamente 35.000 víctimas civiles en la guerra contra las drogas cae en curso en México. Y 'ahora y de manera decisiva a informar claramente el caso de que el tráfico internacional de drogas es un recurso económico importante no sólo para el crimen organizado. Intereses, como hemos mencionado, son enormes, en México solamente se estima una facturación de alrededor de $ 5 mil millones al año, ya que todo el producto económico, como resultado de la producción de drogas en el mundo, rotar los intereses de los distintos gobiernos y los grupos de presión que tienen un interés en esta cadena no se detiene.
 

 

Неудачи в борьбе с незаконным оборотом наркотиков


В этом возрасте сильно отличаются движения непрерывный поток товаров и услуг, порой непредсказуемые и неуправляемые с проверенные средства, в которых субъекты, такие, как НПО и экономических кругов, религиозных и политических стали очень важную роль. Эта эволюция также изменения организованной преступностью и создания новых форм и видов отклонений, таких как транснациональные в дополнение к международным и этнического многообразия. Трафика транснационального уголовного преимуществу в том, что лекарств, которые, начиная с семидесятых годов, была определена как социальное зло до того, что, например, в Америке, администрация Никсона, в 1971 году, сказал: "... злоупотребление наркотиками приобрело пропорции чрезвычайного положения в стране ... ». Сегодня, после многих лет обсуждений на всех уровнях, политика органов, государственных и частных инициатив, следственных усилий, нет никаких веских цель достигнута. Только в этом месяце, Глобальной комиссии по вопросам политики в области наркотиков, организацией, действующей под эгидой Организации Объединенных Наций, представил свой ежегодный доклад говоря, в открытии, что: "... глобальная война с наркотиками не удалась, с важными последствиями для разрушительных отдельных лиц и общества во всем мире ... "глобальная война с употребление наркотиков является полный отказ, что имеет разрушительные последствия для отдельных людей и компаний по всему миру. Демонстрация того, как неэффективной политики, принятой до сих пор Напротив, сегодня мы подчеркиваем роль, которую мексиканские картели взяли наркоторговцев. В 80-американцев в попытке уменьшить торговлю наркотиками на своей территории, они решили демонтировать обе трафика Карибского маршрут, колумбийские картели Кали и Медельине торговцев наркотиками, используя, опять же, военный вариант. Результат был только краткосрочный и тактический характер, поскольку, как наркотики любой рыночной экономики, новых предпринимателей, появились сразу же готов для ведения бизнеса. Решение администрации США было всего эффект производства физиологической адаптации стратегии торговцев наркотиками, с простым и косвенные движения потоков на пути из Латинской Америки, область увеличения производства кокаина, приехал в США рынки и Европейский потребления, через Мексику, которые взял на себя роль в качестве центра для сортировки огромного количества наркотиков когда-либо в производстве. Сегодня преступные организации в Мексике борются не один, а три войны: государство против наркокартелей, картелей между ними и гражданами оборонительную войну против организованной преступности во всех ее проявлениях. Организаций, Федеративные знаки, прямой контроль часть мексиканской территории, площади, функционального транзита наркотиков на целевых рынках. Это сформирует центры управляется одной преступной организации, более или менее, в состоянии обеспечить функциональность области, по подготовке к потребностям преступников, которые, в частности, города на севере до границы с США и портовых зон на Тихий океан из Мексиканского залива. В Мексике, нынешний исторический период характеризуется неопределенной экономической ситуации, огромный поток денег, полученных от преступной деятельности, сильный внутренний конфликт между социальной, политической, экономической и уголовной взаимодействующих в демократию в условиях кризиса, а затем потенциально восприимчивых к уголовной инфильтрации. Так как президент Фелипе Кальдерон Мексики, в 2006 году предпринял свою кампанию против организованной преступности сегодня, Есть около 35 тысяч жертв среди гражданского населения в войне с наркотиками падает в настоящее время в Мексике. И "теперь и решительно, чтобы доклад ясно, что международное оборота наркотиков является основным экономическим ресурсом не только для организованной преступности. Интересы, как мы уже отмечали, огромные, для одной только Мексике оценивается оборотом около $ 5 млрд. в год, так как вокруг экономического продукта, в результате производства наркотиков в мире, поворот интересов различных правительств и лобби, которые имеют интерес в этой цепочке не останавливается.
  

L'échec dans la lutte contre le trafic de drogue

Cet âge est fortement caractérisée par les mouvements de flux irrépressible de biens et services à des moments imprévisibles et ingérables avec les outils éprouvés dans lequel les acteurs comme les ONG ou les lobbies économiques, politiques et religieuses sont devenues un rôle très important. Cette évolution est également modifier la criminalité organisée et la création de nouvelles formes et types de déviance, comme transnationaux, en plus de la diversité ethnique et international. Le trafic est transnational par excellence pénale est celle de la drogue, qui, depuis les années soixante-dix, a été identifié comme un mal social, au point que, par exemple en Amérique, l'administration Nixon, en 1971, a déclaré: «... toxicomanie a pris les proportions d'une urgence nationale ... ». Aujourd'hui, après plusieurs années de discussions à tous les niveaux, l'application de la politique, les initiatives publiques et privées, les efforts d'investigation, il n'est pas objectif valable atteint. Ce mois-ci, la Commission mondiale sur les politiques sur les drogues, une organisation opérant sous l'égide des Nations Unies, a présenté son rapport annuel en disant, dans l'ouverture, que: «... la guerre globale contre la drogue a échoué, avec des conséquences importantes pour dévastatrice les individus et les sociétés du monde entier ... "la guerre mondiale contre la consommation de drogues est un échec total qui a des effets dévastateurs sur les individus et les entreprises du monde entier. Une démonstration de l'inefficacité des politiques adoptées jusqu'à présent revanche, aujourd'hui, nous mettons en évidence le rôle que les cartels mexicains ont pris les trafiquants de drogue. Dans les 80 Américains pour tenter de réduire le trafic de drogue dans leur territoire, ils ont décidé de démonter la fois le trafic en route des Caraïbes que les cartels colombiens de Cali et Medellin en utilisant les trafiquants de drogue, une fois de plus, l'option militaire. Le résultat a été seulement un à court terme et de nature tactique parce que, comme les médicaments de toute économie de marché, les nouveaux entrepreneurs ont émergé immédiatement prêt à faire des affaires. La décision de l'administration américaine avait seulement eu pour effet de produire une adaptation physiologique des stratégies des trafiquants de drogue, avec un mouvement simple et indirects de flux sur la route de l'Amérique latine, une région de production accrue de la cocaïne, est venu les marchés américain et La consommation européenne, à travers le Mexique, qui a pris le rôle de plaque tournante pour le tri de l'énorme quantité de drogue jamais en production. Les organisations d'aujourd'hui pénale au Mexique se battent non pas un mais trois guerres: l'Etat contre les cartels de la drogue, les cartels entre eux et les citoyens de la guerre défensive contre le crime organisé sous toutes ses expressions. Les organisations, les signes fédérés, le contrôle direct de portions du territoire mexicain, les esplanades, de transit fonctionnelle de médicaments pour les marchés cibles. Cela formera les hubs gérés par une seule organisation criminelle, plus ou moins, en mesure d'assurer la fonctionnalité d'un domaine, préparatoires aux besoins des criminels qui sont, en particulier, les villes du nord de la frontière avec les Etats-Unis et zones portuaires sur le Pacifique à partir du golfe du Mexique. Au Mexique, la période historique actuelle est caractérisée par une situation économique incertaine, un énorme flux d'argent généré par les activités criminelles, un conflit interne forte entre le social, l'interaction politique, économique et judiciaire dans une démocratie en crise et ensuite potentiellement sensibles à l'infiltration criminelle. Depuis que le président Felipe Calderon du Mexique, en 2006, a entrepris sa campagne contre le crime organisé aujourd'hui, il ya environ 35 000 victimes civiles dans la guerre contre la drogue tombe en cours au Mexique. Et «maintenant et de manière décisive à signaler clairement les cas où le trafic international de drogue est une importante ressource économique non seulement pour le crime organisé. Intérêts, comme nous l'avons mentionné, sont énormes, pour le Mexique est estimé un chiffre d'affaires d'environ 5 milliards par an, depuis environ le produit économique, résultant de la production de médicaments dans le monde, faire tourner les intérêts des divers gouvernements et des lobbies qui ont un intérêt dans cette chaîne ne s'arrête pas.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...