giovedì 31 marzo 2011

L’Italia ed il nucleare oggi.


L’attualità di quest’ultimo periodo mi induce ad occuparmi, ed interessarmi, controvoglia, ad un tema in particolare: il nucleare ai fini della produzione energetica. Controvoglia perché, sulla questione mi sono già pronunciato avendo partecipato al voto referendario che, anni orsono, aveva chiarito la posizione degli italiani. Controvoglia perché ritenevo che del problema, nel pubblico interesse, dovessero occuparsene i politici anche a questo delegati quali miei rappresentanti; niente di tutto questo. Allora eccomi ancora qui a riflettere nucleare si o nucleare no. A ben pensare in effetti una riflessione ed un aggiornamento non sono poi tuttavia una perdita di tempo in considerazione anche del tempo trascorso.  Allora, con la dovuta dose di pazienza, ho avviato un’attività di ricerca con l’intenzione di aggiornare le mie certezze fondandomi su oggettivi dati di fatto da analizzare e valutare. Animato da una discreta dose di fiducia ho iniziato a ricercare, organizzare, confutare, rivalutare e così via. Quest’attività ad un certo momento ha iniziato a sfuggirmi di mano non potendo essere contenuta in ragione del fatto che l’informazione sul tema, in particolare quella scientifica a livello mondiale è sterminata e tutt’altro che univoca nelle conclusioni. Allora ho deciso di cambiare approccio e partire, per raggiungere il mio scopo, da alcune semplici ma chiare e inconfutabili valutazioni; e allora diciamo che:
-        i Paesi che oggi hanno un nucleare per produzione elettrica vantaggioso sono quelli che hanno costruito le centrali 50 anni orsono e che sono a regime da almeno 40 anni;
-        questi stessi Paesi, oggi, stanno pianificando e già in gran parte operando lo sfruttamento delle risorse alternative;
-        queste risorse oggi, a differenza del passato sono integrabili e quindi possono rispondere alla critica di discontinuità che veniva loro mossa fino a poco tempo fa.
Com’è chiaro non ho preso in considerazione quelle valutazioni che si esaminano in tutti i dibattiti sull’argomento data la loro disarmante evidenza ed ovvietà poiché ritengo che non mi aiuterebbero a spostare di una virgola il tema e finirebbero per annullarsi come di solito avviene in una spirale dialettica a somma zero. No, a me bastano le considerazioni sopra elencate per continuare a pensare che il nucleare ai fini della produzione energetica non è un buon investimento per la comunità.
(P.S. ve lo immaginate…in questa Italia?)