lunedì 28 marzo 2011

La federazione Russa e la criminalità organizzata europea.

Solitamente siamo propensi ad affrontare la minacce che sentiamo portate dall’esterno al nostro ordine sociale. In questa occasione, invece, tento con queste righe di fornire un quadro sintetico, ma per quanto possibile esaustivo e chiaro, circa la percezione oggettiva dell’impatto che le organizzazioni criminali europee hanno sulla società russa.
Il riferimento teorico sul quale mi baso è di natura squisitamente criminologica e si riferisce alla criminalità organizzata proveniente dall’Unione Europea in quanto fenomeno transnazionale; concetto cristallizzato nell’art. 3 della Convenzione ONU di Palermo 2000 sulla criminalità organizzata transnazionale (Firmata e ratificata dalla Federazione Russa).
Un reato è a carattere transnazionale se è commesso:
  • in più di uno Stato;
  •   in uno Stato ma la parte sostanziale della sua preparazione,      pianificazione e controllo ha luogo in un altro Stato;
  • in uno Stato ma con la partecipazione di un gruppo criminale organizzato che svolge attività criminali in più di uno stato oppure;
  • in uno Stato la le sue sostanziali conseguenze hanno effetto in un altro Stato.
Il concetto di trans-nazionalità, evocato dalla convenzione ONU, ha quale pietra angolare la correlazione intercorrente tra spazio legale e geopolitico, strutturata ed organizzata fisicamente nei confini di uno Stato sovrano.
La criminalità transnazionale, come d’altro canto gli altri modelli di comportamento deviante, è sempre esistita in quanto penetrazione diffusa di criminali e delle loro associazioni attraverso i confini nazionali nell’ambito dei processi naturali di migrazione. Le vere motivazioni di queste migrazioni criminali sono da ricondurre ad alcuni specifici vantaggi quali lo scampare ad una punizione, sfruttare le differenze legislative in vari campi sociali e dare una risposta alla domanda di beni e servizi illeciti. Con la globalizzazione, tutti questi fattori hanno subito una sensibile crescita.
Le organizzazioni criminali originanti dall’Unione Europea operano direttamente nel territorio russo oppure in esso riverberano i propri effetti perpetrando per lo più i seguenti crimini:
-    traffico di sostanze stupefacenti;
-    traffico di esseri umani;
-    traffico di materiale pornografico relativo a minori;
-    riciclaggio;
-    traffico d’armi;
-    corruzione;
-    distribuzione di merci contraffatte;
-    traffico di parti meccaniche.

Tuttavia, sembra che a preoccupare le autorità della Federazione Russa sia la minaccia rappresentata dalla corruzione dei propri funzionari pubblici, in particolare di polizia e doganali, da parte delle organizzazioni criminali europee al fine di ottenere vantaggi e coperture per lo svolgimento delle proprie attività in territorio russo. Queste organizzazioni criminali sembrano, per il futuro, essere interessate alla realizzazione di frodi di varia tipologia che consentono un maggior profitto a fronte di una relativa, eventuale, sanzione. Questa evoluzione viene messa in diretta correlazione con l’aumento dei Paesi membri dell’Unione Europea ed al relativo ampliamento dello spazio economico unitario al quale corrisponde un incremento delle frontiere e di conseguenza della potenziale minaccia.