domenica 30 gennaio 2011

la rivoluzione e il web

I recenti fatti egiziani, peraltro ancora in piena evoluzione e sviluppo, che stanno investendo l'intero arco del nord Africa tanto da far parlare e temere un effetto domino nell'intera regione, spingono ad una ridda di considerazioni. tTttavia ,una in particolare attira la mia attenzione: la televisione ha ceduto il passo al web nel rapporto strategico tra il potere e le masse. 
Questo rapporto é da ieri ufficialemente appannaggio della rete e della telefonia mobile in particolare; la televisione ha esaurito la funzione che l'ha vista protagonista in questo di eventi negli ultimi venti anni circa.
Ricordiamo tutti la copertura mediatica della prima Guerra del Golfo o i fatti di piazza Tienanmen. In quest'ultimo caso addirittura, e non sembra essere una leggenda, Washington si consultava con la CNN prima che con il proprio ambasciatore a Pechino.
Oggi abbiamo la rete, il web o internet e gli SMS. questa tecnologia é in nostro diretto possesso ed in un palmo di mano e siamo tutti potenziali attori del citizen journalism.  La mobilitazione egiziana e quella tunisina in precedenza sono state tanto rapide quanto inaspettate sia nella genesi che nello sviluppo che le autorità siriane, ad esempio, hanno ritenuto opportuno bloccare le comunicazioni onde evitare il diffondersi delle notizie o di eventuali appelli o messaggi a quel Paese.
La mondializzazione economica ha portato con sé lo sviluppo e la diffusione di queste tecnologie in gran parte difficile da controllare e dalle quali difficilmente si può ragionevolmente prescindere. Per quanto tempo ed a che prezzo un qualsiasi Stato può staccare la spina di questi sistemi senza soffrire enormi ripercussioni prima di tutto economiche?
Con questo quesito da oggi dovremmo fare i conti e confrontarci noi tutti e gli attori istituzionali coinvolti, prima di tutto politici ma anche economici. Come reagiranno il potere democratico, teocratico oppure autocratico a questa novità?
Stiamo a guardare per capire.